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I tre momenti chiave delle Femen in Italia

"You Are All Fake" è il messaggio scritto lasciato da Oksana Shacko, co-fondatrice delle Femen, trovata morta qualche ora fa nel suo appartamento a Parigi. Vediamo i momenti più controversi del movimento in Italia.

Foto via Facebook.

“You Are All Fake” è il messaggio scritto lasciato da Oksana Shacko, co-fondatrice delle Femen, trovata morta qualche ora fa nel suo appartamento a Parigi.

Non è ancora chiara la causa della morte, anche se il messaggio lasciato restringe il campo sull’ipotesi del suicidio. L’attivista ucraina, ormai residente in Francia dal 2013, aveva appena 31 anni. Nel 2008 aveva fondato il movimento di protesta femminista insieme a Oleksandra Shevchenko e Anna Hutsol, rendendolo unico nel suo genere con attacchi molto d’effetto, quasi tutti con giovani ragazze a torso nudo e con varie scritte dipinte sulla pelle.

Neanche l’Italia è mai stata risparmiata dagli attacchi, espliciti e sempre sotto l’occhio testimone della stampa. Rivediamo insieme i tre momenti più eclatanti delle Femen nel nostro Paese.ù

1. Attacco a Berlusconi (2018)

«Sei scaduto! Silvio Berlusconi, il tuo tempo è scaduto!» ha urlato Mélodie saltando come un grillo su uno dei banchi elettorali. Le grida erano ovviamente rivolte a Berlusconi, intento a prestare il suo voto durante le ultime elezioni di quest’anno. Mélodie, ragazza francese, ci ha poi raccontato meglio l’accaduto, confidandoci che il prossimo bersaglio potrebbe essere Salvini.

2. Attacco a Mario Draghi (2015)

Per quanto non nel suolo italiano, l’attacco a Mario Draghi è stato uno dei più importanti mai fatti dalle Femen in Europa. Era il 2015 e il Governatore della Banca Centrale Europea stava tenendo un discorso a Francoforte quando Josephine Witt, giovane affiliata al movimento, è saltata di colpo sulla scrivania di Draghi cogliendolo di sorpresa e rovesciando su di lui dei coriandoli. Superato lo spavento iniziale, il Governatore si è ricomposto spazzando via gli ultimi coriandoli.

3. Attacco in Vaticano

Gli attacchi delle Femen in Vaticano sono stati più frequenti che in qualsiasi altro posto sulla penisola. Più o meno espliciti a seconda del caso, le attivista negli anni si sono presentate con crocifissi strofinati sulle parti intime, bambini allattati a torso nudo o anche furti dei bambini Gesù nel Presepe. Ognuno di questi comunque ha sempre avuto a che fare con gli scandali sulla pedofilia nella Chiesa o le posizioni del Clero contro l’aborto o i matrimoni gay.

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