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Giornata mondiale contro l’AIDS: test, preservativo e passa la paura

Sembra una sindrome passata di moda, ma i contagi continuano, e sempre più persone scoprono di essere sieropositive troppo tardi. Ma basta poco per essere sereni
"Ignorance = Fear. Silence = Death. Fight AIDS. Act Up." di Keith Haring

"Ignorance = Fear. Silence = Death. Fight AIDS. Act Up." di Keith Haring

Il primo dicembre è la Giornata Mondiale per la lotta all’AIDS. Fino a qualche anno fa era il giorno in cui canali TV aggiungevano il fiocco rosso in sovraimpressione, ore e ore di programmazione erano dedicate al tema HIV, e iniziative spettacolari piovevano da tutte le parti. Ora la giornata è un po’ sottotono. Perché l’HIV non è più un problema? Magari.

Nel 2014 in Italia sono state diagnosticate 3.695 nuove infezioni da HIV. L’84,1% di queste nuove infezioni è conseguenza di rapporti senza preservativo, nel 43% dei casi rapporti eterosessuali e nel 40% rapporti omosessuali tra uomini.
Da gennaio 2014 fino al giugno 2015 i casi registrati di AIDS (la sindrome causata dal virus HIV, che si sviluppa nel momento in cui l’infezione non viene tenuta sotto controllo) sono stati 858, e da quando sono iniziate le prime diagnosi di AIDS nel 1982, in Italia sono stati registrati dal Centro Operativo AIDS più di 67.000 casi. Ma dai grafici pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità si vedere che sempre più persone scoprono di avere l’AIDS a meno di 6 mesi dal loro primo test dell’HIV (più del 70%), e più della metà sono persone infettate attraverso rapporti sessuali. Un dato del 2012 segnala che in Italia circa 10.000 persone sieropositive non sapevano di esserlo. Mettendo insieme il dato “no preservativo” e il dato “no test”, il risultato è che sempre più persone prendono sotto gamba il rischio di trasmissione. Sarà che sono diminuite le campagne e non c’è più l’allarmismo da alone viola, o che il numero di cure farmacologiche per gestire (non debellare, sia chiaro) il virus si perfezionano sempre di più, ma sembra che l’HIV sia passato di moda. Purtroppo non stiamo parlando di un paio di scarpe Buffalo.
Ora che sempre più associazioni organizzano test rapidi salivari e che le cure post-esposizione e antiretrovirali fatte in tempo riescono a diminuire drasticamente le possibilità che si sviluppi l’AIDS e in alcuni casi a ridurre le probabilità di contagio, fare le analisi è più utile che mai. E una volta che siete certi del vostro stato di salute, convincete anche gli altri a fare il test e usate il preservativo – che tanto vi sta antipatico e invece lui vuole solo il meglio per voi, poverino.

A proposito di iniziative spettacolari: Bono ha organizzato con la sua associazione (RED) una serie di premi all-star per chi dona almeno 10$ alla ricerca. Tra i possibili premi ci sono: George Clooney che ti riempie di complimenti, una passeggiata su red carpet con Meryl Streep, Jimmy Kimmel che spiega a tuo figlio come nascono i bambini al posto tuo, Kim Kardashian che ti spiega l’arte del contouring, la possibilità di registrare un video con dubsmash insieme ai Backstreet Boys. Sul sito si può fare le proprie offerte. Per quel che riguarda l’Italia, tutte le iniziative della LILA sono visibili a questo link.

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