Finalmente smetteremo di soffrire: ode al caricabatterie universale | Rolling Stone Italia
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Finalmente smetteremo di soffrire: ode al caricabatterie universale

Il Parlamento e il Consiglio Europeo hanno deciso che, a partire dall'autunno del 2024, l'USB-C sarà il solo formato ammesso per la ricarica di smartphone, tablet e fotocamere. C'è vita oltre il dualismo iOS/Android

Foto di Zhang Lang/China News Service via Getty Images

È capitato a chiunque: siete al lavoro e state sudando freddo perché il telefono sta per scaricarsi ma, disgraziatamente, avete dimenticato il caricabatterie a casa. Prima che il grillo parlante che è in voi vi richiami all’ordine facendovi notare che, se soltanto aveste postato qualche parmigiana scomposta in meno su Instagram, forse a quest’ora potreste essere ancora connessi col mondo, arriva l’illuminazione: «E che problema c’è?», esclamate fiduciosi, «ne chiederò in prestito uno!».

Ora, in un microcosmo ideale, la domanda dovrebbe essere generica ed egualitaria per tutti: «Avete un caricabatterie?». E invece no, viviamo in un brutto mondo e bisogna essere più specifici di così: «Avete un caricabatterie per iPhone?». Lo scenario che segue è noto a tutti: prima di trovare un caricatore consimile vi toccherà girovagare per qualche minuto con la faccia sconsolata, elemosinando a destra e manca il tanto agognato cavo della discordia e disprezzando nel profondo i vostri colleghi Android-muniti.

Ebbene, presto questi piccoli drammi quotidiani saranno soltanto un lontano ricordo: il Parlamento e il Consiglio Europeo hanno infatti deciso che, a partire dall’autunno del 2024, l’USB-C sarà l’unico formato ammesso per la ricarica di smartphone, tablet e fotocamere. Di conseguenza, tutti i produttori dovranno dotare i device di una porta di ricarica USB-C standard: evviva, c’è vita oltre il vetusto dualismo Android/iOs!

Oltre a consegnare alla Storia queste seccature e a fare un favore ai consumatori, che non saranno più costretti a procurarsi un caricabatterie e un cavo nuovi per ogni prodotto acquistato, la direttiva rappresenta un punto di svolta anche dal punto di vista ambientale. L’Europa, infatti, affronta da anni un problema legato a un non sempre corretto smaltimento dei Raee, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche – solo in Italia, nel 2020 sono sparite oltre 190mila tonnellate di piccoli elettrodomestici dismessi.

La direttiva prevede inoltre che i consumatori dispongano di informazioni chiare sulle caratteristiche di carica dei nuovi dispositivi, rendendo più facile per loro verificare se i caricatori di cui sono in possesso siano compatibili con i nuovi apparecchi. I tentativi di imporre un caricabatterie universale in tutto il territorio europeo risalgono addirittura al 2009, quando Apple, Samsung, Huawei e Nokia firmarono un accordo volontario per utilizzare uno standard comune: ai lodevoli intenti, però, non sono seguiti i fatti. Che dire: evviva il caricatore unico e indivisibile per tutti.

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