Ecco il programma completo di Bolzano Danza 2026 | Rolling Stone Italia
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Ecco il programma completo di Bolzano Danza 2026

Il festival si terrà dal 16 al 31 luglio con 36 tra artisti e compagnie - da Anne Teresa De Keersmaeker a Peeping Tom - e oltre 40 appuntamenti in 17 luoghi.

Ecco il programma completo di Bolzano Danza 2026

'Diptych' della compagnia Peeping Tom

Foto: Virginia Rota

Dal 16 al 31 luglio 2026 Bolzano Danza torna a occupare il capoluogo altoatesino per due settimane piene. La 42ª edizione del festival – nato nel 1985, organizzato e promosso dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento – è la seconda firmata dalla direzione artistica di Anouk Aspisi e Olivier Dubois, e mette in fila oltre quaranta appuntamenti distribuiti in diciassette luoghi diversi tra la città e il suo territorio: 36 tra artisti e compagnie coinvolti, sette prime italiane, due prime assolute, un’anteprima nazionale.

Il filo conduttore dell’edizione è l’Orizzonte, seconda tappa del percorso triennale intitolato Trilogia della Passione avviato nel 2025 con Insurrezione. Un tema che la direzione artistica traduce nella questione dello sguardo e nel tentativo di scardinare la posizione passiva dello spettatore. «L’Orizzonte non è una destinazione da raggiungere, ma una linea che invita a guardare in modo diverso», spiegano Aspisi e Dubois nella presentazione del cartellone. Sul piano della programmazione la scelta si traduce in un intreccio calcolato tra riallestimenti storici e nuove creazioni, con la danza contemporanea trattata come repertorio vivo, da trasmettere e rinegoziare, più che come archivio da conservare.

Coerente con questa impostazione è anche la geografia del festival, che esce dai luoghi consacrati dello spettacolo: tra le sedi dell’edizione 2026 figurano un castello del XII secolo (Castel Mareccio), un bunker militare sotterraneo del 1943 (Bunker H), il Chiostro dei Domenicani, il parco tecnologico NOI Techpark, il Museion, la Fondazione Antonio Dalle Nogare, i Prati del Talvera e il Parco delle Semirurali, nella periferia ovest della città.

L’apertura, giovedì 16 luglio, è affidata a CCN/Aterballetto, con un double bill site-specific a Castel Mareccio che unisce MicroDanze – trilogia di pezzi brevi di Antonella Bertoni, Francesca Lattuada e Diego Tortelli, in prima assoluta – e Il combattimento di Tancredi e Clorinda, coreografia di Philippe Kratz e regia di Fabio Cherstich, con Nicolò Balducci e i solisti dell’Orchestra Haydn. La sera stessa, al Teatro Studio, arriva Louise Lecavalier con danses vagabondes, spettacolo ispirato agli Écrits vagabonds di Carlo Rovelli.

Il resto del cartellone alterna nomi consolidati e ricerca. Venerdì 17 la compagnia belga Peeping Tom di Gabriela Carrizo e Franck Chartier presenta Diptych, rielaborazione di due lavori brevi del 2016. Domenica 19 Chiara Bersani porta al Teatro Studio Michel – The Animals I am, pièce corale che prende le mosse dal pianista jazz Michel Petrucciani, portatore della stessa condizione genetica dell’artista: lo spettacolo è accompagnato dall’audiodescrizione poetica di Camilla Guarino e Giuseppe Comuniello. Lunedì 20 tocca a Leïla Ka – che ha firmato coreografie per Beyoncé, per la cerimonia dei César e per Zaho de Sagazan – con Maldonne
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Mercoledì 22, alla Waltherhaus, uno dei momenti più attesi: la prima italiana del riallestimento di Rosas danst Rosas, pietra miliare firmata nel 1983 da Anne Teresa De Keersmaeker, qui con un cast interamente rinnovato. Il giorno dopo il collettivo milanese Cult of Magic occupa il Bunker H con l’anteprima di Fear of the Dark, mentre al Teatro Studio Alexander Vantournhout presenta Through the Grapevine Live, nuova versione con colonna sonora eseguita dal vivo da Andrea Belfi. Venerdì 24 la Compagnie Olivier Dubois porta in prima italiana Les Mémoires d’une seigneure, versione al femminile di un lavoro del 2015, costruita intorno a Marie-Laure Caradec insieme a un coro di donne non professioniste selezionate tramite open call. Sabato 25, prima assoluta per Replica della Compagnia Abbondanza/Bertoni, eccezionalmente diretta da Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi.

La seconda settimana si apre lunedì 27 con Irresistible Revolution dell’argentina Ayelen Parolin, che rilegge murga e cumbia in chiave di utopia collettiva. Martedì 28 la nuova danza italiana occupa la scena con Industria Indipendente e Annamaria Ajmone alla Fondazione Antonio Dalle Nogare e con Rise di Daniele Ninarello. Mercoledì 29, dopo la performance per due spettatori alla volta Je suisse (or not) di Camilla Parini al Museion, il belga-tunisino Mohamed Toukabri porta in scena un lavoro che intreccia pensiero decoloniale, hip-hop e storia personale. Giovedì 30 e venerdì 31 la compagnia Mk di Michele Di Stefano, con Lorenzo Bianchi Hoesch, presenta i due episodi di Veduta_Atlante Mediterraneo, tra la terrazza della Biblioteca Civica e i prati di San Martino in Badia.

La chiusura, venerdì 31 alla Sala Grande del Teatro Comunale, è affidata a Badke(remix): il re-enactment dello spettacolo creato nel 2013 per les ballets C de la B, oggi passato interamente nelle mani della compagnia palestinese Studio48 con la regia di Amir Sabra e Ata Khatab. A seguire, dalle 22.30, il dj set finale della curatrice, architetta e dj palestinese ADAN, di base a Londra, che intreccia minimal house ed electro con ritmi dabke e pattern percussivi mediorientali.

Accanto agli spettacoli restano centrali i formati partecipativi: ExtraDanza, la festa aperta sui Prati del Talvera del 18 luglio, i workshop coordinati dal Südtiroler Kulturinstitut e il BoDA, lo spazio d’incontro allestito al Parco dei Cappuccini con talk e incontri con gli artisti. «Ogni edizione è una scommessa sulla capacità della danza di creare incontri autentici tra artisti e spettatori», il commento di Monica Loss, direttrice generale della Fondazione Haydn.

Biglietti e abbonamenti sono in vendita sul sito, dove è consultabile il programma completo giorno per giorno.