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È scomparso Glenn O’Brien, giornalista gentiluomo

"Penso di aver scritto per ogni magazine esistente", diceva. È stato un personaggio chiave della scena punk e artistica di New York

Glenn O'Brien aveva 70 anni

Glenn O'Brien aveva 70 anni

Glenn O’Brien, editor per anni di Rolling Stone e di Interview, il giornale di Andy Warhol, oltre che uomo chiave della scena punk e artistica di New York è scomparso a 70 anni. In Italia aveva collaborato con Vanity Fair.

O’Brien ha combattutto per anni una difficile malattia, riporta ArtNews, che si era aggravata per una polmonite, come racconta sua moglie Gina Nanni.

Nato a Cleveland, O’Brien diventò membro della Factory di Warhol mentre studiava regia alla Columbia. Nel 1970, fu assunto come associate editor a Interview.

Dopo quattro anni, diventò per un periodo il New York Bureau Chief di Rolling Stone, prima di diventare editor at large di High Times nel 1976. È stato anche membro di un gruppo punk chiamato Konelrad, che ha suonato al CBGB nei primi anni del punk: per Interview, tra il 1978 e il 1990 ha tenuto, appunto una colonna chiamata Glenn O’Brien’s Beat, dedicata al punk.

È stato tra i co-fondatori di Spin nel 1985. “Penso di aver scritto per ogni magazine esistente”, c’è scritto sul suo sito. Ha anche lavorato a Sex, il controverso libro di Madonna nel 1992 e ha lavorato come direttore creativo alla Island Records negli anni Novanta.

A New York era anche noto per il suo TV Party, uno show televisivo ad accesso libero, andato in onda tra il 1978 e il 1982, con ospiti come Debbie Harry, David Bowie, David Byrne e Jean-Michel Basquiat.

O’Brien si diceva anche sicuro “al 100%” che fosse il suo inguine e non quello di Joe Dalessandro, il protagonista della cover di Sticky Fingers dei Rolling Stones, creata da Andy Warhol.

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