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È morto a 99 anni Raffaele La Capria, scrittore e Premio Strega nel 1962

Alla letteratura ha affiancato una lunga carriera nel cinema, collaborando in veste di sceneggiatore con registi come Francesco Rosi e Lina Wertmüller. Definiva la sua Napoli come «Una città che ti ferisce a morte o t’addormenta, o tutte e due le cose insieme»

Raffaele La Capria. Foto di Esposito/Pacific Press/LightRocket via Getty Images

Raffaele La Capria, scrittore e vincitore del premio Strega nel 1962 con il suo romanzo Feriti a Morte, è morto questa notte all’età di 99 anni. Collaboratore delle pagine culturali del Corriere della Sera sin dal 1982, La Capria ha compiuto il suo esordio letterario nel 1952, quando aveva trent’anni, con la pubblicazione di Un giorno d’impazienza.

La sua carriera è stata legata per lunghi anni anche al cinema: dal 1961, parallelamente alla sua attività da romanziere, ha iniziato a lavorare come sceneggiatore, in particolare affiancando Francesco Rosi in Le mani sulla città (1963), Uomini contro (1970), Cristo si è fermato a Eboli (1979) e Diario napoletano (1992). Celebre anche il suo sodalizio intellettuale con Lina Wertmüller: La Capria si è occupato, infatti, delle sceneggiature di Sabato, domenica e lunedì (1990) e Ferdinando e Carolina (1999).

La Capria era nato a Napoli, dove aveva completato gli studi, e per tutta la vita Napoli l’ha accompagnato: «Una città che ti ferisce a morte o t’addormenta, o tutte e due le cose insieme», diceva.