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Com’è nato il tributo a Bob Dylan per la quarta di copertina

L’illustratore Massimiliano Aurelio spiega come ha eseguito il tributo ai "Basement Tapes" che trovate in quarta di copertina del nuovo numero

Non sono mai stato un fan particolarmente accanito di Bob Dylan, non di quelli che possiedono l’intera (e immensa) discografia in vinili originali per fare un esempio, ma i “fondamentali” (Blonde on blonde su tutti) li avevo assimilati anni addietro.

Per realizzare questa illustrazione, dedicata alla pubblicazione dei Basement Tapes di Dylan (cosa sono? leggete il numero in edicola) mi sono venute in aiuto alcune righe di un libro letto su di lui che mi aveva particolarmente colpito e che recitano più o meno così:

“Bob Dylan è innanzitutto un mito, forse l’unico vero ‘mito’ della storia del rock. La sua è musica mitologica. Bob Dylan fu almeno due cose per la sua generazione: il folksinger dal dito puntato che accusava i ‘masters of war’ e aizzava le folle dei sit-in, e poi il musicista che inventò il folk-rock e ne fece un’arte barocca”.

Bob Dylan quindi non ha un’iconografia musicale di rimandi surreali e fiabeschi come i Beatles o psichedelici come i Pink Floyd – tanto per fare qualche esempio –, non rappresenta un periodo circoscritto né fa parte di una vera corrente rock.

Il mio foglio è rimasto bianco per quasi 2 giorni.

Non ci sono sottomarini gialli, muri di mattoni o copertine particolarmente geniali e universalmente conosciute a venirmi in aiuto. La sua iconografia si rifà a tutto quello che la storia e l’immaginario americano hanno rappresentato negli ultimi 50 anni: le contestazioni, il pacifismo, i diritti civili, la provincia americana, i poeti epici come Walt Whitman, i diseredati, l’alcol e Dio.

Una delle prime bozze:

Uno stadio della lavorazione della quarta di copertina dedicata a Bob Dylan

Uno stadio della lavorazione della quarta di copertina dedicata a Bob Dylan

Davanti al foglio bianco (che tale è rimasto per circa 2 giorni) avevo intenzione di incentrare l’illustrazione semplicemente su di lui, la sua chitarra e la sua armonica, ma dopo queste premesse ho cestinato il foglio, ripreso in mano la matita e ricominciato da capo fino ad arrivare a quello che troverete sul retro di questo numero.

Massimiliano Aurelio ha disegnato anche il tributo alla riedizione di “Quadrophenia” degli Who (per il numero di ottobre) e quello al nuovo album dei Pink Floyd (novembre). Si possono scaricare in alta definizione a questo indirizzo.

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