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Bloccati i soccorsi in Siria: il conflitto non accenna a interrompersi

Dopo il raid di lunedì contro un convoglio di aiuti umanitari, nuovi attacchi interrompono il cessate il fuoco proclamato una settimana fa. Gli Stati Uniti accusano Mosca, mentre Ban Ki-Moon attacca Assad: "nessuno ha ucciso di più del governo siriano"
Alcuni volontari a Lesbo aiutano una bambina che ha attraversato in nave l'Egeo dalla Turchia. Foto UNHCR/Achilleas Zavallis

Alcuni volontari a Lesbo aiutano una bambina che ha attraversato in nave l'Egeo dalla Turchia. Foto UNHCR/Achilleas Zavallis

Aumenta la tensione in Siria nell’area di Aleppo, zona al centro degli scontri tra l’esercito di Assad e le forze ribelli. Un bombardamento aereo avvenuto alle 23 di ieri su una clinica a Khan Touman, città a nord di Aleppo controllata dai ribelli, ha ucciso quattro operatori sanitari mentre un infermiere si trova in gravi condizioni.

A denunciare l’accaduto è l’Organizzazione siriana per il soccorso medico, responsabile della struttura colpita. In un comunicato ufficiale rilasciato dalla ONG tramite i propri canali social si legge: «Oggi la Uossm piange quattro eroi che hanno dato se stessi in maniera disinteressata per aiutare gli altri, quattro del nostro staff, due infermieri e due autisti di ambulanza, sono stati uccisi oggi in un triage medico nell’area di Aleppo. Un altro infermiere è in condizioni critiche».

L’attacco di ieri accende ulteriormente il fuoco divampato nella regione dopo il raid di lunedì avvenuto nei pressi di Orum al-Kubrah – città a pochi chilometri da Khan Touman – in cui più di venti persone hanno perso la vita, tra cui il responsabile locale della Mezzaluna Rossa Siriana Omar Barakat.

Il bersaglio dell’attacco è stato un convoglio di 38 camion che caricavano aiuti umanitari inviati dall’ONU che, in seguito alla gravissima ferita inflitta dal bombardamento, ha comunicato in via ufficiale la sospensione dei soccorsi nella zona.

Come riferito all’ANSA da Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, «Almeno la metà dei mezzi del convoglio di aiuti bombardato trasportavano materiale dell’Unicef, destinati a 270 mila persone di cui la metà bambini, ormai costretti a mangiare minestre di foglie e carcasse di animali e a bere acqua putrida; il materiale distrutto – ha continuato Iacomini – comprendeva kit salvavita, materiali igienici, vaccinazioni, pasticche per la potabilizzazione dell’acqua e aiuti alimentari. Adesso tutto è bloccato e si dovrà ripartire da zero».

Il portavoce dell’ONU hanno commentato l’accaduto definendolo “un crimine di guerra”, mentre si riapre il conflitto diplomatico tra Stati Uniti e Russia dopo il cessate il fuoco proclamato bilateralmente appena una settimana fa, dichiarato concluso dal Governo Siriano in seguito a quest’ultimo attacco.

Da Washington accusano Mosca del terribile gesto giacché, come riporta Reuters, due ufficiali dell’esercito statunitense avrebbero avvistato due caccia russi SU-24 volare sopra luogo dell’attacco nel momento esatto in cui è accaduto.
Per ora nulla sarebbe confermato, tuttavia il Cremlino ha voluto replicare definendo “oltraggiose” le accuse americane, definendole un escamotage “elaborato per allontanare l’attenzione pubblica dagli ‘strani’ errori dei piloti del raid anti-ISIS del 17 settembre”, quando le forze americane avrebbero “per sbaglio” aperto il fuoco sulle postazioni dell’esercito siriano a Deir ez-Zor.

Un portavoce del Pentagono ha subito replicato, sostenendo che la zona in cui il convoglio è stato bombardato volano soltanto aerei russi e siriani e che, anche qualora il responsabile dell’attacco fosse l’aviazione di Assad, la Russia sarebbe altrettanto colpevole in quanto responsabile della gestione dei rapporti con le forze governative.
Il Segretario di Stato John Kerry ha parlato di una “violazione vergognosa” del cessate il fuoco, aggiungendo che in futuro verranno riconsiderati gli accordi di cooperazione con Mosca; da parte sua Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell’Ue per la Politica estera, si è detta fortemente preoccupata per ciò che potrebbe succedere se Russia e Stati Uniti non garantiranno il mantenimento degli accordi di pace.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, durante l’Assemblea Generale appena conclusasi a New York, ha condannato il gesto definendolo «disgustoso, barbaro e deliberato», e aggiungendo che «Gli operatori che consegnavano aiuti erano eroi: quelli che li hanno bombardati sono codardi. Proprio quando pensavamo che il peggio fosse passato, ecco che il livello di depravazione affonda sempre più in basso».
Esprimendosi poi in merito all’intero conflitto, Ban ha ribadito le accuse al regime di Assad: «Tanti gruppi hanno ucciso molti civili in Siria, ma nessuno ne ha uccisi di più del governo siriano, che continua a bombardare quartieri e torturare migliaia di detenuti».

Per cui, ad appena una settimana dal cessate il fuoco, gli scontri sono stati riaperti e si contano già a decine le vittime aggiunte alle circa trecentomila totali da quando il conflitto siriano è iniziato nel marzo 2011.

Sempre durante l’Assemblea nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha tenuto il suo ultimo discorso davanti ai leader mondiali, annunciando la chiusura di un importantissimo accordo tra gli oltre cinquanta stati presenti in merito alla crisi dei rifugiati: «Verrà raddoppiata l’accoglienza dei profughi arrivando ad accoglierne 360mila dei 21 milioni di rifugiati in fuga da conflitti».

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