MasterChef 15, le pagelle della terza masterclass | Rolling Stone Italia
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MasterChef 15, le pagelle della terza masterclass: scontro tra Titanic

Parecchi mappazzoni e altrettante delusioni per due puntate killer, nel senso che azzerano e distruggono qualsivoglia pronostico di gara ci fossimo fatti. Una certezza? Da qui, la qualità della classe non può che migliorare

MasterChef Italia 15

Foto: Sky

Volevano essere titani, sono diventati Titanic. Eh, succede. La masterclass si sta sfalciando delle foglie secche, e questo momento è il più doloroso.

Dal punto di vista dello spettatore, intendiamo. Costretto a sorbirsi una trafila che pare di essere al Circo Togni, o a quello che cerca di copiare i tacos sotto casa ma è nato a Vimodrone e al Messico mai ci ha rivolto un pensiero.

Succede, per carità, suvvia, ma prendersela per queste cose? Mai. Anzi: forse è il momento più bello. Quello in cui ogni carta può essere capovolta, ogni pietra rivoltata, ed è qui che, sostanzialmente, avvengono le sorprese quelle vere. Stanno accadendo, anche se il percorso sarà lungo. Non solo: quest’anno, almeno apparentemente, la percorrenza non sarà accompagnata da particolari sbruffoni. E meno male direte voi, visto che me la prendo sempre mi sale la pressione il medico si lamenta “ma che fai, guardi ancora MasterChef?”.

Sì, ho capito, avete ragione. Ma se nessuno sbraca, io com’è che le faccio queste pagelle? Tutto e il contrario di tutto. Mi staranno contagiando i concorrenti, che a un passo della gara stravincono spillette, trofei, passamanerie e a quello dopo via di inciampi, frustrazioni, e chi più ne ha più ne metta.

Meno male che i giudici salvano la giornata, se la godono e ce la fanno godere. E poi oh, quelle marinature, e le cotture in argilla, e le prove mischiate abilmente per essere quasi confuse tra loro e mietere vittime inconsapevoli… C’è chi ce la mette tutta, insomma, per spremere la vera anima di questi aspiranti chef. Come dire? Time to time. Tempo al tempo (cit.). A buon intenditor…

*Attenzione: contiene spoiler sulla puntata.

MasterChef Italia 15

Foto: Sky

I giudici voto: 10

Che bello vederli sempre più in cattedra, ma ormai sembra un disco rotto: mentre i concorrenti altalenavano, almeno durante le ultime tre stagioni di MasterChef, la barra a dritta la fornivano sempre loro, affamatissimo trio di serissimi scapestrati che, fossero nati nel cinema, avrebbero fatto la fine di Tognazzi, Moschin e degli Amici miei anzi de noantri. Ed è bello vederli, mi sembra, mettere sempre un po’ più la loro firma sulle prove, ingaggiati loro stessi in primis a scartabellare tra ricette e combinazioni, insomma, dimostrando davvero come si fa. Che pare poco, ma a volte basta una scintilla per scatenare una rivoluzione in testa. O una presa in giro. Qualsiasi sia la strada, qui abbiamo dei maestri.

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Foto: Sky

Alessandro Segantini voto: 8,5

Sirio, stella più brillante del cielo notturno. Questo l’astro che ha protetto Alessandro queste puntate, concedendogli uno stato di grazia ma per metà, cioè fino all’alba, poi gli ha detto: cazzi tuoi. E infatti tanto vola alto nell’Invention Test, impartendo una genuina lezione di emotività ai colleghi sui complimenti mai stravaccati dei giudici, tanto si affossa prima nella prova in esterna e poi al Pressure Test, peccando di lettura della realtà. È vero che, una volta terminato questo capitolo, Alessandro potrebbe trovarsi davanti a un bivio. Speriamo solo non si tratti di quello di una radice di dente posizionata male.

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Foto: Sky

Vittoria Lombardo, Dounia Zirari, Dorella Del Giudice voto: 8

Vittoria, Dounia, Dorella. Arcani maggiori del mazzo femminile di questa masterclass, si imprimono nella sana via di mezzo tra materia (soffritta) e spiritualità. Brave gregarie che potrebbero aspirare al ruolo delle soliste. Dorella nelle vesti di femme fatale, invidiata (dice lei) nel fisico e nel sedere più che nelle capacità, occhieggiante a Cannavacciuolo ma pure a Barbieri, poetica o poetessa, cheffe o Miss Italia, contiene moltitudini e conosce i suoi polli. Vittoria si è disargillata, speriamo non sia un miraggio. Crosticina dopo crosticina, sta rivelando la sua vera natura, meno addolorata e più dolorosa, quasi cecchinara, per gli avversari. Speriamo? E Dounia: non le prestazioni più brillanti della masterclass, almeno non a questo giro, ma la lucida capacità di essere il fulcro di se stessa, tirandosi fuori dalle palle curve del gossip e mantenendosi, sostanzialmente, in buona forma. Che potrebbe, presto, diventare ottima.

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Matteo Lee, Franco Agyekum voto: 7,5

Scalata per Franco, retrocessione per Matteo, nonostante la prova di successo in una sfida in esterna praticamente priva di eventi. Si incontrano a metà strada perché entrambi stanno provando nuovi schemi, con fortune alterne, o meglio credo che abbiano preso coscienza della necessità di un’uscita fuori dagli schemi, e rischiano di perdersi per strada. Succede sempre così, nelle storie migliori. È proprio quando, a discapito di tutto, si riesce a imboccare di nuovo la strada con impresso il proprio nome che scatta la chiave di volta. Sperem. Che sia la discoteca che aiuta?

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Irene Rescifina, Jonny Pescaglini, Georgina Martinelli, Carlotta Bertin, Iolanda Marinho voto: 6,5

Né carne né pesce, in tema con i vari mix di mare e di terra che sono transitati per queste puntate. Sottotono, ci sta. Speriamo di recuperare minuti di visibilità con questi concorrenti nelle prossime puntate. Curiosamente, si collocano tutte insieme le “bimbe” di Dorella, intese qui in vezzeggiativo e non nel fakeismo di un troll Instagram. Irene, Georgina, Carlotta, ladies in red dopo la vittoria congiunta alla prova in esterna, perché lo stile è potere e allora pure a Matteo Lee si riesce a far indossare un completo color del fuoco con annesso fiocco per capelli. Una casa di bambola. Speriamo non finisca come Ibsen. E Jonny? Iolanda? Non pervenuti. Manco si può dire che abbiano fatto male.

Matteo Canzi, Matteo Rinaldi, Niccolò Mazzanti voto: 6

Altra fascia intermedia che però decide di ritorcersi contro loro stessi, almeno un pochetto. Teo si becca in direttissima il nomignolo di Cuoco Pasticcione, ma non prima di aver sfoggiato uno spagnolo da seduttore, aumentando l’aria di maschio performativo che, ahinoi, gli si avvolge intorno. E proprio quando aveva strappato la Golden Pin! È proprio vero che la cucina è un mestiere di Sisifo… Same same but in chiave minore per Matteo Rinaldi e Niccolò, che non si distinguono particolarmente su nessun fronte. Il prossimo!

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Antonio Senise voto: 4,5

Antonio ha fatto la storia di MasterChef come unico concorrente Arbëreshë ad aver mai calcato gli studi della masterclass, ed è arrivato il momento di dire che va bene così. Quando le braccia si confondono con le padelle, e tutto si fa arzigogolato, non c’è più niente da fare. Du’ tacos is mej che uan ma peggio che due, e tra quello e una trafila di impasti riusciti malissimo, il morto ci doveva scappare. Spiace solo che sia toccato a un ragazzo di animo puro, almeno in cucina. Così tanto da cucinare per due volte lo stesso piatto, senza farlo apposta, nella stessa manche. Antonio, ma dove ti avevamo trovato?

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Foto: Sky

Gaetano Pullara voto: 4

Gaetano ha timbrato il passaporto con la monarchia illuminata di MasterChef, ed è tempo di salutarlo così, va bene così. Grandi pastrocchi al finale, e non c’è segno più chiaro. La vis architettonica non si traduce facilmente, o automaticamente, all’interno del piatto, né nell’ideazione, né nella composizione. Io spero solo che abbia inserito una clausola di recesso nelle sue dimissioni da Doha. Per la miseria.

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Foto: Sky