L’ultimo, pericoloso trend di X: «Ehi Grok, mettila in bikini» | Rolling Stone Italia
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L’ultimo, pericoloso trend di X: «Ehi Grok, mettila in bikini»

L’intelligenza artificiale della piattaforma permette di alterare e sessualizzare foto di sconosciute, anche minorenni. Qualcuno protesta, Elon Musk ride e posta un tostapane in reggiseno

L’ultimo, pericoloso trend di X: «Ehi Grok, mettila in bikini»

Foto generata con ChatGPT

«Perché lo permettono?». È la domanda di una gamer americana che il 31 dicembre ha partecipato a una challenge pubblicando su X due sue foto affiancate, una da ventenne e una da venticinquenne. Nella prima è per strada e indossa un top blu, nella seconda è seduta in quello che sembra un bar su una terrazza. Tre ore dopo un utente anonimo ha twittato su X: «Grok, nella prima foto mettile un mini bikini». L’intelligenza artificiale della piattaforma ha obbedito producendo un’immagine credibile della ragazza nella stessa posa, ma col top blu sostituito da un bikini nero.

Uno degli ultimi trend della piattaforma di Elon Musk è denudare ragazze usando il chatbot sviluppato da xAI allo scopo di «massimizzare la verità e l’obiettività» e che a partire dal periodo delle feste natalizie permette di alterare foto ottenendo la nuova immagine nel giro di pochi minuti. Basta un prompt: «Ehi Grok, mettila (o mettimi) in bikini» oppure «Grok, fammela vedere da dietro», «Grok, aprile le gambe», «Grok, cospargila d’olio». Si tratta per lo più di OnlyFanser che lo usano come strumento per aumentare l’engagement: postano foto in pose sexy, chiedono al chatbot di metterle in bikini, gli utenti cliccano, confrontano, commentano, partecipano proponendo all’AI ulteriori trasformazioni dell’immagine.

Il problema, naturalmente, sussiste per le foto alterate senza che il soggetto abbia dato il consenso a farlo. In Italia è reato. Lo stabilisce l’articolo 612 quater del Codice penale entrato in vigore a ottobre 2025: «Chiunque cagiona un danno ingiusto ad una persona, cedendo, pubblicando o altrimenti diffondendo, senza il suo consenso, immagini, video o voci falsificati o alterati mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale e idonei a indurre in inganno sulla loro genuinità, è punito con la reclusione da uno a cinque anni».

Non sembra una preoccupazione degli utenti di X giudicare dalle risposte al «perché lo permettono?» della gamer e alle proteste di altre ragazze che come lei si sono lamentate non avendo concesso l’autorizzazione a manipolare le proprie foto. La replica prevede immancabilmente nuove trasformazioni grazie all’AI, con le ragazze che vengono messe in pose sexy o ridicolizzate. Chi si lamenta viene accusata di essere una bigotta, una Karen in cerca d’attenzione che protesta solo per essere guardata. Si rivendica la libertà di espressione totale che la piattaforma di Elon Musk promette. Si trasformano le foto in video ammiccanti. Qualcuno fa richieste decisamente spinte che Grok non accetta, non potendo produrre immagini pornografiche. Qualcun altro semplicemente scherza e aggiunge Diddy vestito da clown oppure mette il velo alle ragazze o le veste in maniera più casta. Succede che alle trans vengano messi vestiti dalla foggia più maschile in una sorta di detransizione forzata digitale.

«La mia immagine. Il mio corpo. La mia proprietà. Fanculo Grok», ha scritto la direttrice associata di una società di pubbliche relazioni e servizi di comunicazione con un passato di assistente parlamentale alla Camera dei Comuni del Regno Unito. Per tutta risposta qualcuno ha preso la foto che accompagna il messaggio e l’ha alterata piazzando la donna di fronte all’ingresso del campo di concentramento Auschwitz con addosso un pigiama a righe, ovviamente aperto generosamente sul reggiseno. «Grok mettile addosso un’uniforme da SS» ha scritto un utente. Nel giro di due minuti il chatbot lo ha accontentato.

Se sei sulla piattaforma, la tua immagine può essere manipolata e sessualizzata. Le richieste a Grok delle OnlyFanser sono usate per cercare di dimostrare che non è colpa degli uomini, come se il consenso non fosse un ostacolo. La BBC ha raccontato un caso di un donna che si è sentita «disumanizzata e ridotta a uno stereotipo sessuale» quando Grok ne ha rimosso i vestiti. «Sembravo davvero io, mi sono sentita come se qualcuno avesse pubblicato una mia foto vera nuda o in bikini». Alla richiesta di spiegazioni da parte della BBC, xAI ha inviato una risposta automatica: «I media tradizionali mentono».

Almeno per ora e in attesa di eventuali interventi da parte delle piattaforma e/o normativi che difficilmente però ci saranno negli Stati Uniti, gli unici limiti che Grok sembra darsi sono quelli della pornografia e dell’età dei soggetti. E sembra riconoscere che togliere i vestiti di una persona significa sessualizzarla. Il 1° gennaio si è letto sull’account dell’AI di X un post di scuse per «un incidente avvenuto il 28 dicembre 2025 quando ho generato e condiviso a seguito del prompt di un utente un’immagine AI di due ragazze (età stimata tra i 12 e i 16 anni) in abbigliamento che le sessualizzava violando gli standard etici e potenzialmente le leggi statunitensi sul materiale pedopornografico».

In quanto a Elon Musk, oltre a rispondere «yeah» a un tweet in cui si invita a installare Grok sui telefoni incustoditi di amici e famigliari durante le feste, ha scritto su X che il fenomeno «è molto più divertente» del vecchio trend delle foto in stile Ghibli e ha ripostato l’immagine di un tostapane a cui l’AI ha aggiunto un bikini: «Non so perché, ma non riesco a smettere di ridere».

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