Lo strano caso dello specialty coffee in tour con Bad Bunny | Rolling Stone Italia
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Lo strano caso dello specialty coffee in tour con Bad Bunny

Si chiama Café Comunión, ha aperto una decina di anni fa Porto Rico, e la sua parabola è piuttosto diversa da quella del solito bar gentrificato

Bad Bunny

Bad Bunny al Riyadh Air Metropolitano Stadium di Madrid durante il DeBI TiRAR MaS FOToS Tour

Foto: Mariano Regidor/Getty Images

Mentre Bad Bunny era impegnato nella 10 date a Madrid del DeBÍ TiRAR MáS FOToS World Tour, io mi trovavo a qualche chilometro di distanza, più precisamente a Barcellona, dove il quartiere di Poble Nou, su tutti, ha visto fiorire una quantità impressionante per chilometro quadrato di caffetterie specializzate in filtrazione lenta, miscele organiche e latte.

Chi abita nei dintorni, da qualche tempo, lamenta il fatto che questa tipologia di locali stia soppiantando quei baretti senza pretese con caffè in tazzina a 1 euro. Ed è chiaro, ormai, che la gentrificazione non sempre faccia cose buone. Ma tornando a Madrid (portandovi una storia che vi farà parzialmente ricredere), i più attenti avranno notato che, a un certo punto dello show, Bad Bunny sventola in aria un bicchierino di carta blu, con la scritta bianca Café Comunión. Non è un semplice caso di product placement, e nemmeno un richiamo forzato a Porto Rico. È che quella tazzina arriva proprio dal backstage del concerto.

Nel 2017, la coppia sul lavoro e nella vita privata, formata da Abner Roldán e Karla Ly Quiñones, ha aperto a San Juan le porte del Café Comunión, un locale che offre caffè provenienti da tutto il mondo, miscele pregiate, merch cool e workshop che vanno dall’utilizzo delle macchinette ai fondamenti della preparazione del caffè, fino alla Latte Art. Sul suo sito ufficiale si descrive, soprattutto, come un luogo di ritrovo. E guarda caso, nel 2024, è stato un certo Benito Antonio Martínez Ocasio a ritrovarcisi per bere una tazzina, dopo aver votato per le elezioni governative.

Da allora, Bad Bunny e il suo team sono diventati clienti abituali del Café Comunión, tanto che il cantante ha espressamente chiesto a Abner Roldán e Karla Ly Quiñones di collaborare per il DeBÍ TiRAR MáS FOToS World Tour. Per prima cosa, il Café Comunión ha avuto un suo stand durante la residency di Porto Rico, tenutasi tra luglio e settembre 2025, ma la parte fuori dalle righe doveva ancora arrivare: a Abner e Karla è stato chiesto di partire in tour, per garantire a tutti gli operatori del team di Bad Bunny (tra le 150 e le 200 persone) di bere il loro caffè in qualunque parte del mondo si trovino, incontrando un pezzettino di Porto Rico in ogni angolo. Tra le specialità del locale ci sono Cold Brew, Mocha, Latte, Caffè Filtro con macinati dalla Cina, Colombia e Honduras, per dirne alcuni. Una delle novità più recenti è il Buscando Guayaba, il cui nome è omaggio al brano degli anni Ottanta di Rubén Blades e Willie Colón, che si prepara con una purea di guava fatta in casa, latte e matcha.

La richiesta di far mettere su ruote il locale di San Juan potrebbe effettivamente sembrare un vizio e capriccio da star, eppure non è poi così fuori contesto, considerando quanto Bad Bunny abbia tenuto a valorizzare e far conoscere la cultura di Porto Rico fuori dai propri confini. Il Café Comunión è parte di questa. A oggi, Abner e Karla hanno servito caffè nelle tappe della tournée in Repubblica Dominicana, Costa Rica, Messico, Argentina, Brasile, Cile, Perù, Colombia, Australia e Spagna. Toccato il Paese europeo, l’inserto gastronomico di El País ha dedicato una lunga intervista ai due proprietari del locale, che hanno raccontato cosa si prova a trovarsi nel mezzo di un’impresa simile: «Non avevo mai sentito parlare di un artista che portasse dei baristi in tour. Le location dei concerti offrono servizi di catering, che hanno già il loro caffè, ma in questo caso volevano un’esperienza, uno spazio dove i colleghi potessero venire a chiacchierare e rilassarsi. Come andare a prendere un caffè, ma nel backstage».

Mentre a San Juan il resto del team tiene aperte le due sedi del Café Comunión, la to do list di Abner e Karla di tappa in tappa è composta da: contattare i fornitori locali, parlare con torrefattori e produttori, nonché tecnici delle macchiette, trovare una linea diretta con distributori di latte e baristi. Oltre a ciò, nei momenti liberi, organizzano collaborazioni con realtà locali, come hanno fatto a Madrid, servendo caffè e bevande a quattro mani, presso l’Hola Coffee. Ciliegina sul caffè? Il locale di San Juan è appena stato inserito nella lista delle 100 migliori caffetterie del Nord America, America Centrale e Caraibi. Si è classificato al 44° posto ed è l’unica caffetteria di Porto Rico a comparire, dicendola lunga sul loro sforzo, ben riuscito, nel creare comunità attorno a sé.

D’altronde l’intento di Abner e Karla è stato chiaro fin da quando erano due insegnanti, lui di inglese, lei di storia, con il sogno di dare una svolta alle loro vite. È nel 2008 che Abner comincia a lavorare in una caffetteria di San Juan come lavoretto estivo e dove, lentamente, si forma come barista. Nel 2013 vince una competizione di Latte Art e parte per gareggiare in Australia. Poco dopo, anche Karla abbraccia questa passione, concentrandosi sul rapporto con fornitori, importatori e piantagioni di caffè. Quando nel 2017 stanno per aprire la prima sede del Café Comunión, l’uragano Maria scombina i loro piani: «Ha spazzato via l’intero ingresso del nostro locale, abbiamo subito danni strutturali e, per di più, siamo rimasti senza elettricità», raccontano a El País aggiungendo così la scelta di mettere in pausa l’apertura per servire gratuitamente caffè in strada, in supporto alla comunità «Lo preparavamo a casa la mattina e andavamo sul marciapiede di fronte con un thermos, latte e zucchero».

Così si è costruita la loro comunità, con quella comunione, in senso laico, tra il barista e la sua clientela. «Quando è arrivato l’uragano e i vicini ci vedevano indaffarati, abbiamo instaurato un legame ancora più forte, perché è stato un momento in cui la collettività si è mobilitata e abbiamo creato un rapporto davvero bello», racconta Abner. Oggi, la coppia mantiene un legame stretto con il quartiere, come centro di fermento culturale. Mettendo a disposizione i propri spazi, e coltivando una clientela talmente fedele che, raccontano, nessuno si agita nemmeno più quando vede Bad Bunny entrare a prendere un caffè. Lì, il cantante più ascoltato al mondo è trattato come uno di tanti. E, forse, è proprio questa la sensazione che lui cerca mentre si prende cinque minuti di meritata pausa nel backstage del tour.