Meme, guerre, tecnosfere e ‘fine della Storia’: 10 libri per capire il 2022 | Rolling Stone Italia
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Meme, guerre, tecnosfere e ‘fine della Storia’: 10 libri per capire il 2022

Dal testamento intellettuale di David Graeber all'epica distorta del Covid–19 analizzata da Quammen, fino all'indagine sulla precarietà di Sarah Jaffe: un po' di saggi per provare a comprendere dove stiamo andando

Due giorni prima di Natale è stato pubblicato il report ufficiale riguardante l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021 a Washington, D.C.. Con le sue 800 pagine, ha curiosamente le sembianze di una gigantesca e strana convulsione dell’Occidente intero, messa per iscritto. In effetti, viene facile considerarlo l’equivalente simbolico e letterario di una mente al collasso. Un raziocinio ridotto al lumicino che, disperato, tenta di riprendere il controllo della propria vita investigando e analizzando quel che è andato storto.
Tra le altre cose, la commissione che ha stilato il report ha invitato il Dipartimento di Giustizia statunitense a perseguire penalmente l’ex presidente Donald Trump, nonché a sbarrargli ogni futuro accesso a cariche di rilevanza federale o statale. È la prima volta che accade. Il 19 dicembre, è stata stilata una lista di dure accuse a lui rivolte, di cui la più grave, ovviamente, è quella di aver incitato e attivamente aizzato un’insurrezione. Che è un modo carino per non chiamarlo tentativo di colpo di Stato.

Sia quel che sia, dall’8 novembre 2016, quando è stata decretata la sua vittoria, Trump è diventato l’emblema dello stato attuale del mondo: una carnevalata grottesca e inquietante, narcisista, fragile e incapace di qualsiasi forma di auto-critica. Lo spirito di questo nostro tempo è in fondo il fantasma di una crisi terminale, con i capelli impomatati, l’incarnato arancione e una collezione di figurine a sua immagine e somiglianza. L’annuncio da anni ininterrotto di un caos sistemico che non accenna a diminuire; tutto il contrario.
Brexit, COVID-19, guerra, crisi climatica ed economico-finanziaria, “ritorno” dei talebani e via degenerando ne costituiscono le ulteriori, innumerevoli e prismatiche facce. Una disgregazione dell’ordine globale che va avanti da anni e ci sbatte in faccia la realtà nella maniera più amara, sarcastica e adamantina possibile, come il migliore (e quindi peggiore) tra gli shitposter: il mondo è sempre stato strano. A cambiare è solo il nostro sguardo e la nostra consapevolezza.

Per cercare di arginare la confusione e sbrogliare i nodi, proviamo dunque a leggere alcuni libri che hanno affrontato di peso la (relativa) novità che è questo presente. Non facciamolo, però, abdicando a doveri morali e responsabilità etiche, cercando risposte disperate e scaricando su altre persone la ricerca delle soluzioni. Muoviamoci piuttosto nell’ottica di un’interrogazione infinita, a cui siamo chiamati a partecipare senza nasconderci sotto la sabbia.

10

L’alba di tuttoDavid Graeber e David Wengrow

Graeber è morto inaspettatamente a Venezia, nel 2020. Nei decenni precedenti si è ritagliato un posto di primo piano come pensatore anarchico, trasversale e battagliero. A lui dobbiamo la felice definizione di “bullshit jobs”, presa di peso dal titolo di un suo libro a segnalare la pletora infinita di lavori inutili, infelici e sterili che molti di noi conducono. A quanto pare, gli dobbiamo anche le fondamenta del movimento Occupy Wall Street, così come questo libro, scritto nell’arco di dieci anni insieme all’archeologo Wengrow. L’intento è rivoluzionario: riscrivere l’intera storia dell’umanità. I due autori lo fanno sprizzando fiamme e scintille, innovazione e radicalismi, in un tomo a suo modo leggibilissimo, che può spalancare ampissime brecce nel muro di gomma attuale. Se avete bisogno di una scossa, questo testamento spirituale è la folgore che riuscirà finalmente a smuovervi il culo. Quantomeno se lo desiderate.

9

Interregno. Iconografie del XXI secoloMattia Salvia

La copertina di ‘Interregno’, di Mattia Salvia, Nero Edizioni, 2022

Nato all’inizio come semplice pagina Instagram, una sorta di archivio personale ma condiviso, il progetto si è trasformato in fretta in zine e infine è maturato in “rivista sullo spirito del tempo presente.” Di fatto, Iconografie è un centro di studio e ricerca, ha dato vita anche a festival e incontri, e si pone a cavallo tra internet e visual studies, geopolitica e cronaca quotidiana. Questa specifica creatura, nello specifico, è la summa e sublimazione dell’approccio dell’autore. Un testo che naviga tra “timeline sbagliate” e meme abissali, cercando di rendere conto di quello che è successo fino a oggi con fare indagatore e incedere critico. Unica costante: la bizzarria di fondo dell’insieme. “Lo spirito del mondo che fa lezione di aerobica,” per intenderci e ricordare il colpo di Stato in Myanmar (qui la nostra recensione).

8

La fine della storiaAlex Hochuli, George Hoare e Philip Cunliffe

Punto di partenza di questo libro è un podcast dal nome curioso: Aufhebunga Bunga. Se l’assonanza ti dice qualcosa, non sbagli: il nume tutelare è proprio Silvio Berlusconi. Ancora più interessante, il riferimento non è casuale. Le idee contenute in questo libro sono infatti il frutto di un ragionamento condotto anche a partire dalla realtà politica e culturale del nostro Paese, che viene considerato (non per la prima volta, a dirla tutta) una sorta di laboratorio per il mondo a venire. Peculiarità nostrane come Mani pulite, il divario tra Nord e Sud, la postpolitica, i mille “governi tecnici”, i neofascismi e il populismo costituiscono le anteprime del nostro presente attuale. “L’Italia era il Paese del futuro perché aveva predetto la fine della storia prima e meglio di qualunque altro”.

7

Miti, meme e iperstizioniTommaso Guariento

Piaccia o meno, una parte basilare di questo nostro bizzarro presente sta nella realtà modellata da internet e dai meme. Una realtà ipercomplessa, confusa, ben più stratificata di quanto non appaia all’osservatore casuale, e che inoltre possiede ramificazioni decisamente materiali nel nostro agire quotidiano. Per indagarla, Guariento s’immerge nelle profondità abissali delle narrazioni attuali e della theory, partendo dall’economia dell’attenzione e della reputazione, dal cambiamento climatico e dalla teoria della complessità per lacerare il nodo gordiano della contemporaneità. Tra simulacri e problemi reali, magia e apocalisse, il portato filosofico dell’opera si fa sentire nell’infinita serie di stimoli e proposte teoretiche messe in campo. In ultimo, può darsi “che sia il paradigma della complessità l’unico metodo per poterci far attraversare le opposte minacce dell’irrazionalità memetica e dell’iper-razionalità tecnocratica”.

6

NextNature. Perché la tecnologia è la nostra natura del futuro Koert van Mensvoort

Al centro del saggio in oggetto c’è un principio tanto semplice quanto straripante di conseguenze e implicazioni: la specie umana è “culturale” per definizione. A volerla dire tutta, è tale persino “per natura”, e non si tratta solo di un gioco di parole. In sostanza, così come noi partecipiamo alla sfera naturale, lo stesso vale per i nostri traguardi scientifici passati, presenti e futuri. Ovvero, l’avanzamento tecnologico finirà inevitabilmente per ridefinire i contorni della “natura prossima”, quella da cui deriva il titolo del libro. Già oggi viviamo in questa tecnosfera, che è la somma di tutte le tecnologie della Terra e che la modella. Un domani chi può assicurarci che non si trasformi semplicemente nel prossimo gradino nella scala dell’evoluzione? L’intento, in fondo, è quello di demistificare l’idealizzazione della natura stessa, a cui contrapporre un po’ di visionarietà. “Invece di tornare alla natura, progrediamo verso di essa”.

5

La maledizione della noce moscataAmitav Ghosh

Sin dal sottotitolo, Parabole per un pianeta in crisi, Ghosh evidenzia le fondamenta del suo discorso critico: le storie e la capacità immaginativa della nostra specie. È un cortocircuito semplice, ma importantissimo. Nell’affrontare i pericoli a cui andiamo incontro, lo scrittore ritiene essenziale interfacciarsi alle narrazioni che ci siamo fin qui raccontati, con lo scopo ultimo di rinnovarle e restituire loro quei fatti, quella verità, che spesso mancano. Per molti versi, è il medesimo terreno su cui si muoveva il fortunatissimo La grande cecità, di cui questo libro è una sorta di seguito ideale. Partendo dal racconto di un episodio a dir poco sanguinario, lo scrittore ragiona quindi su quanto l’ordine geopolitico instaurato all’epoca delle grandi colonizzazioni abbia condotto il mondo tutto all’odierna crisi climatica e sociale. Perché, in fondo, “Estrarre una noce moscata dal frutto è come sezionare un minuscolo pianeta”. Inferno digitale.

4

Perché internet, smartphone e social network stanno distruggendo il nostro pianetaGuillaume Pitron

Già con La guerra dei metalli rari, Pitron aveva avuto modo di raccontarci il sottotesto tetro e brutale dietro ai nostri traguardi tecnologici e alla cosiddetta “transizione verde e digitale”. Lo spettacolo era a tratti orrorifico, prima ancora che preoccupante. Con questo nuovo capitolo, l’attenzione è incentrata su ciò che ormai costituisce uno dei perni fondamentali delle nostre vite: internet. Se nel primo caso, “La transizione energetica è stata pensata fuori dal suolo,” ora l’autore rimarca invece quanto il mondo smaterializzato sia in realtà sempre più materialista (e inquinante). Non esistono soluzioni semplici, ma sussiste la possibilità di educarci a un uso diverso dei nostri strumenti digitali quotidiani. “Una rivoluzione industriale, tecnica e sociale ha senso solo se si accompagna a una rivoluzione della coscienza”.

3

Il lavoro non ti amaSarah Jaffe

Il volume di Jaffe prende le mosse da uno slogan masticato senza fine in faccia a ogni precariato: “Fa’ ciò che ami e non lavorerai nemmeno un giorno in vita tua”. L’insensatezza evidente del concetto ha assunto proporzioni disarmanti, se consideriamo cos’è diventato il mercato del lavoro negli ultimi anni (a voler essere teneri, almeno dalla crisi finanziaria del 2008). Dietro alla gratificazione idealizzata si estende un cinico deserto di interessi. Il quadro è quello di un ricatto salariale infinito che sfrutta bisogni e debolezze per foraggiare le ricchezze altrui. In questo libro, in particolare, una parte importante è riservata alla prospettiva femminile, a partire da settori troppo spesso dimenticati come ad esempio quello del lavoro di curatela domestica e “d’amore”. Ma l’orizzonte, e la sfida, sono in comune. La via d’uscita? Sindacati, connessioni, relazioni e solidarietà. “Il più grande trucco […] è stato convincerci che il lavoro fosse il nostro più grande amore”.

2

Una storia della guerraBruno Cabanes

Spiace esplicitarlo, ma la guerra in Ucraina ha reso evidente parte dell’ipocrisia etica e morale con cui l’Occidente si accompagna da troppo, davvero troppo tempo. L’esperienza della violenza, in generale, e della guerra in particolare, appartiene infatti ancora oggi a una fetta abbondante del mondo. I calcoli quantitativi, le disamine particolaristiche e le virtuali eccezioni contano molto poco. Quel che conta è che fatichiamo a comprenderne le implicazioni, i presupposti e il senso ultimo. E spesso, a essere onesti, nemmeno ci proviamo. Questo tomo straordinario, con circa sessanta diversi contributi, cerca di rimediare, guardando al fenomeno della guerra anche come fatto culturale e sociale, oltre che militare. La sua densità titanica colpisce come un maglio. E a questo punto vale la pena accompagnargli un altro libro straordinario e bizzarramente complementare, dalla portata letteraria e filosofica immensa: Come un’onda che sale e che scende, di William T. Vollmann.

1

Senza respiroDavid Quammen

Ultimo, e non certo per importanza, è il saggio più popolare del lotto. L’autore negli ultimi lustri aveva già raggiunto un buon grado di fama tra chi si interessava di lettere e scienze, grazie a quella miniera di studio e ricerca, narrazione e intuizioni che è risultato essere il suo Spillover. Con l’arrivo della pandemia globale, le sue parole sono tuttavia assurte a un nuovo grado d’importanza. Hanno assunto una valenza quasi profetica, che l’ha portato a essere intervistato a ripetizione in ogni parte del mondo (compreso da Fabio Fazio) e a trasfigurarsi in una specie di guida indagatrice, un faro di critica, dubbi e domande infinite. Con quest’ultimo libro, ideale prosecuzione del suo più grande successo, Quammen ha ripercorso l’epica storta del COVID-19 con la sua solita verve e intelligenza. Cosa è successo? Dove è successo, e in che modo? Come ha reagito la comunità medico-scientifica internazionale? Le risposte di un adoratore di Faulkner hanno il sapore di un libro che è cronaca, giornalismo, indagine e, infine, letteratura.