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Il più grande nemico di Michael Jackson? Al Bano

La popstar e il cantante salentino si affrontarono per anni in tribunale, dopo l'accusa di Carrisi di aver plagiato "I cigni di Balaka" con "Will You Be There". Le note identiche risultarono 37

Jackson all'uscita di un'udienza del processo per molestie nei suoi confronti, nel marzo 2005 a Santa Maria in California

Foto Carlo Allegri/Getty Images

Una delle più curiose cause di plagio degli ultimi anni fu quella che Albano Carrisi intraprese contro Michael Jackson. Tutto partì dal piccolo Yari, figlio del cantante pugliese, che ascoltò per caso il brano Will You Be There, riscontrando una somiglianza con I cigni di Balaka, che Al Bano incise nel 1987 insieme a Romina Power nell’album Libertà!.

Il pezzo di Jackson, invece, fu pubblicato il 26 novembre 1991 all’interno di Dangerous, che vendette oltre 35 milioni di copie. In seguito alla denuncia di Albano, nel 1994 la Pretura Civile di Roma ritirò il disco dal mercato italiano, costringendo la Sony a stampare una nuova edizione dell’album senza Will You Be There. Nella prima udienza il pretore Domenico Bonaccorsi convocò come consulente il maestro Ennio Morricone, per chiarire se vi fosse plagio o meno. Nel 1997 il Tribunale di Roma, dopo l’interrogatorio di Jackson nell’aula numero cinque della sede di piazzale Clodio a Roma, revocò l’ordine di sequestro in quanto “manca, allo stato degli atti, una prova attendibile e convincente che Jackson abbia avuto conoscenza del brano musicale realizzato da Albano”.

Pochi mesi dopo, il Tribunale di Milano stabilì che non era ravvisabile un plagio poiché entrambi i brani erano ispirati a vecchi blues americani privi di diritti d’autore come Tell Hope, Bless You e Just Another Day Wasted Away. In quell’occasione Albano fu condannato a pagare le spese processuali, ma nel maggio del 1999 Mario Frigenti, pretore penale di Roma, diede parzialmente ragione al cantante italiano, rilevando ben 37 note consecutive identiche nelle due composizioni. Jackson fu condannato al pagamento di quattro milioni di lire, al posto dei cinque miliardi richiesti da Albano.

Nel novembre del 1999, però, la Corte di Appello di Milano confermò la sentenza del 1997 che proclamava i brani in questione privi di originalità, in quanto i cantanti si erano entrambi ispirati a una canzone del 1939, sprovvista di copyright, Bless You For Being An Angel, degli Ink Spots, gruppo che, a sua volta, si era rifatto a una musica dei nativi americani. Albano fu condannato a pagare tutte le spese processuali, avendo lui stesso dato inizio alla vertenza.

La causa avrebbe dovuto concludersi in Cassazione, ma ciò non è mai avvenuto, per via di un accordo riservato tra i due artisti che portò alla definitiva chiusura della controversia. Sembra che fosse previsto un concerto benefico congiunto a favore dei bambini maltrattati, poi saltato per via delle accuse di pedofilia a Jackson. Nel 2001, infine, si concluse anche il procedimento penale di Roma con la definitiva assoluzione di Jackson dal reato di plagio.


Il testo è tratto dal libro “Michael Jackson – La musica, il messaggio, l’eredità artistica“, scritto da Gabriele Antonucci e pubblicato da Hoepli

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