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I timidi anticristo: Fabbri, Antonucci e Boscarol contro la morale cattolica

Il fumetto è nato come spettacolo di stand-up sul coming out da ateo di Fabbri. Dal Lucca Comics & Games.

Il timido anticristo è un ragazzo che a 18 anni, all’improvviso, si rende conto che l’educazione al quale era stato sottoposto andava esaminata e criticata. Quel ragazzo era Daniele Fabbri, attore e autore comico romano che da anni pubblica fumetti satirici con Stefano Antonucci (la serie Quando c’era lui, edita da Shockdom). La storia di questo coming out come ateo e mangiapreti è quindi lunga e sofferta: “È nata come uno spettacolo di stand up nel 2015”, spiega Fabbri a Rolling Stone a pochi metri dallo stand al Lucca Comics and Games. Anche il socio Antonucci ricorda che “sin da subito era chiaro che avrebbe reso anche sotto forma di fumetto”.

Il risultato di questa reincarnazione da teatro a carta stampata è appunto Il timido anticristo (Feltrinelli Comics, 128 pagg. b/n, 16 euro), un’opera a sei mani scritta dalla rodata coppia e illustrata da Boscarol, che fa un ottimo lavoro nell’affiancare il suo stile cartooniano a una storia cruda, grottesca e, beh, blasfema. Ma non siamo nel territorio “preti pedofili, ingerenze vaticane”: no, qui siamo sulla micropolitica familiare, sui danni e malanni di tutti i giorni, tutte cose che chiunque sia nato e cresciuto in questo Paese conosce bene. “La cultura cattolica aleggia su di noi in modo costante,” spiega Antonucci, “solo che non se ne parla mai, anche perché il cattolico non è riconoscibile a prima vista in quanto tale”.

Questa lunga gestazione ha portato a una storia finale molto solida, in cui la dialettica tra il comico sul palco e la società viene tradotta nella dialettica tra i personaggi di Stefano e Daniele che parlano al bar e accompagnano la componente autobiografica del Fabbri. Prima di farsi fumetto, il monologo è stato anche tradotto in inglese e portato all’Edinburgh Festival Fringe, lo scorso anno, un’esperienza che ha aiutato il comico a capire quanto l’immersione totale nel cattolicesimo potesse rendere la sua esperienza “esotica” agli occhi di un pubblico più laico – o protestante. “Lì parli a un pubblico neutro e globale,” racconta il comico: “All’epoca avevo 34 anni e dicevo che 34 come età è inutile, l’unica cosa che puoi dire sui 34 anni è che sai fa’ meglio de Gesù… e questo in Italia veniva capito da tutti. Poi però un mio amico che vive là mi ha spiegato che non si può dare per scontato che la gente lì si ricordi al volo che Gesù è morto a 33 anni, cosa che invece qui sappiamo tutti benissimo”.

L’arrivo nella neonata sezione a fumetti di Feltrinelli, diretta da Tito Faraci e al suo primo anno di vita, è stato poi provvidenziale, se mi passate il termine: “Era un progetto a cui tenevamo molto e avremmo fatto solo con un editore particolare. L’anno scorso, sempre a Lucca, avevamo mandato a Tito una bozza del fumetto per un suo parere. Qualche settimana dopo è stato dato l’annuncio della nascita di Feltrinelli Comics, ma noi non ne sapevamo nulla. Così ci siamo trovati qui, sempre a Lucca, lo scorso anno, e abbiamo cominciato a lavorarci”.

Alla fine della graphic novel c’è una nota firmata dagli autori che in qualche modo giustifica la presenza di qualche visibile censura nell’opera: “Abbiamo preferito che alcuni punti di questo fumetto venissero oscurati, piuttosto che modificati”. La “battaglia” con la rappresentanza legale dell’editore è stata importante, secondo gli autori, perché andava a difendere l’anima stessa della storia, il rifiuto di una certa morale cattolica per cui a offendersi non sono le persone, quanto le idee. Nel caso del Timido, a essere coperta è una scena in particolare – in cui Fabbri picchia e il Papa e lo apostrofa con male parole, ecco – e delle bestemmie, “che sono illegali, c’è un illecito amministrativo, quindi su quello non abbiamo avuto nulla da ridire”, raccontano i due. E così via, a dimostrare quanto le radici della morale cattolica siano profonde e numerose. Il timido Anticristo si diverte a calpestarle e strapparle, sicuro del fatto che una vita senza tabù sia una vita felice: e chi può dargli torto?

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