Cinque continenti, 385 milioni di anni. Dall’Amazzonia al Libano, dai monti della Cina all’isola di Creta, fino alle Canarie.
Gli alberi sono i co-protagonisti silenziosi della storia dell’umanità. Ri-raccontata da Harriet Rex nel suo Maestri silenziosi. La straordinaria intelligenza degli alberi, da oggi in libreria con Il Saggiatore nella traduzione di Allegra Panini. Ve ne portiamo un estratto, qui sotto.
Alcune cicogne riposano tra le querce vallonee che crescono lungo il fiume Grande Zab nel Kurdistan iracheno. Il sollevamento della catena dei monti Zagros portò alla formazione di specie diverse, successivamente selezionate dagli esseri umani.

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Uno degli antichi ginepri della foresta di Ziarat, al confine tra Pakistan e Afghanistan. Da notare le radici costrette a crescere in superficie nel suolo arido e sottile.

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Un succhione su una sequoia gigante che cresce lungo il Trail of a Hundred Giants nella Sequoia National Forest in California. Se la sequoia dovesse cadere, l’albero potrebbe rispuntare da questo germoglio particolarmente vigoroso. A quanto pare potrebbe trattarsi di un meccanismo di ricrescita evolutosi al tempo dei dinosauri, che potevano abbattere facilmente gli alberi. Oggi sono utili all’albero per reagire agli incendi e all’uso delle motoseghe.

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Spesso due sequoie giganti «gemelle» possono crescere con sistemi radicali fusi insieme e qualche volta anche con sistemi vascolari collegati.

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Un incendio controllato nel Trail of a Hundred Giants.

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Un ippocastano cresce sulle ripide pareti della gola di Vikos, nella Grecia settentrionale. Da questo rifugio originario gli ippocastani si sono diffusi in tutto l’emisfero settentrionale.

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Infiorescenza (racemo) di un ippocastano con evidenti adattamenti per attirare le api (e incidentalmente gli esseri umani). Le macchie rosse (che appaiono nere alle api e le allontanano) indicano i fiori già impollinati, evitati in favore di quelli gialli non impollinati (e che letteralmente brillano agli occhi delle api, capaci di vedere anche le radiazioni ultraviolette).

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Amenti di un nocciolo (Corylus avellana) ricchi di polline nel Devon. Queste strutture sono perfette per la dispersione con il vento. Il fiore femminile è racchiuso perlopiù nel bocciolo da cui spuntano fuori soltanto gli stili appiccicosi e di colore rosso acceso.

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I fiori rossi possono anche attirare gli uccelli che contribuiscono all’impollinazione. Questi sono di un albero del cotone (Bombax ceiba) nel Jallo Park di Lahore, Pakistan.

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Il Rio Negro, qui vicino a São Gabriel da Cachoeira, è uno dei principali tributari del Rio delle Amazzonie deve il suo nome al colore marrone scuro che dipende dall’elevata concentrazione di acido umico derivato dalla decomposizione delle foglie cadute degli alberi nelle vicinanze.

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La sabbia bianca della Serra do Curicuriari, in Brasile è un suolo antico e povero di nutrienti, eppure, nella foresta, al di sotto della volta formata dalla chioma degli alberi, cresce una straordinaria varietà di legumi: alberi provvisti di baccelli e in grado di fissare l’azoto. Questo particolare baccello, prodotto da un albero relativamente piccolo, era lungo 16 centimetri.

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Il sistema immunitario delle piante consiste principalmente di composti chimici. Alcuni sono potenti antibatterici e antimicotici, altri soltanto tossici, e spesso vengono raccolti e usati dagli esseri umani. L’incenso di Baré è il prodotto della reazione di un gruppo di alberi, tra cui Protium heptaphyllum (localmente chiamato breu) all’attacco dei coleotteri. La foto è stata scattata vicino al Rio Negro nel marzo del 2024.

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Yucca brevifolia, localmente chiamata Joshua Tree (Parco Nazionale di Joshua Tree, California). Trattandosi di monocotiledoni, queste piante non hanno anelli del legno, pertanto la loro età è difficile da stabilire; molte sembrano però aver superato i 150 anni. Quando le loro estremità in crescita vengono danneggiate dal freddo, le piante fioriscono e ramificano assumendo strane conformazioni frattali.

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Cedri del Libano vicino a Kahramanmaraş, Turchia.

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Un larice dorato (Larix potaninii) della Cina. Il lichene che lo ricopre (probabilmente del genere Usnea) e il berberis che si intravvede sotto (Berberis sp.) sono tra le poche specie vegetali in grado di sopravvivere nell’ambiente estremamente acido prodotto dall’albero.

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Il disegno simile a un pizzo di un esemplare di Pinus gerardiana dell’Hindu Kush. La corteccia che si desquama è presente anche in Pinus bungeana, il suo parente più prossimo che cresce sull’Himalaya, a Shanxi.

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Un boschetto di palme da dattero nella provincia di Anbar, Iraq, durante una tempesta di polvere.

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Yunnan: Bai Ma Shan, Cina, in autunno, con la gimnosperma Larix potaninii e l’angiosperma Populus davidiana.

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Esemplari di pioppo tremulo, probabilmente un singolo clone di Populus davidiana, si procurano l’acqua crescendo lungo un torrente in una foresta in Cina.

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Un temporale sulla movimentata volta della foresta amazzonica vicino a Manaus, visto da una torretta di osservazione del National Institute of Amazonian Research. Le correnti umide sono così forti da essere descritte come «fiumi volanti» e possono essere utilizzate dalle piante a migliaia di chilometri dal mare.

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Una foresta nebulosa nel Sichuan, in Cina, con le colline pedemontane di Gongga Shan in estate. La pianta dalle foglie pennate sulla sinistra è Pterocarya macroptera var. insignis; gli alberi decidui si aggrappano sui fianchi umidi della montagna mentre i pini prediligono le creste.

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