I diari di Bello Figo: Io, Gucci e il kebab

"Swag Negro" è il primo libro del rapper ghanese-parmigiano. L'occasione perfetta per conoscerne il pensiero, a cominciare dalla causa che Gucci voleva intentargli e dalla... pasta con il tonno.

È uno dei cantanti lol più amati dai ragazzi, che affollano la sua surreale pagina YouTube. La sua “arte” è un cortocircuito costante, una presa in giro molto seria di se stessi e di tutto ciò che circonda, trolling allo stato puro, molto adatta a questi tempi e alla comunicazione che va per la maggiore. Eppure a un certo punto – ricorderete forse apparizioni in tv e concerti annullati – Paul Yeboah, in arte Bello Figo, è diventato un caso politico, con esponenti autorevoli delle istituzioni e dei media di casa nostra che si sono sentiti in dovere di occuparsi di lui. E allora, visto che è uscito in questi giorni Swag Negro, il suo primo libro per Rizzoli, abbiamo pensato fosse importante proporne degli estratti, per stare al passo con i tempi e conoscere il “Bello Figo pensiero”.

Quando ho iniziato ero Gucci Boy. Poi arriva una raccomandata in cui si dice che non posso usare il nome di Gucci “per vendermi”. «Non puoi fare soldi con il nostro nome.» Mi proibiscono di usare il brand. Ma soprattutto devo ritirare il disco che avevo tentato di lanciare con tutte le canzoni fatte fino a quel momento con il nome di Gucci Boy. Il tipo con cui sto facendo il disco mi dice: «Guarda che Gucci è incazzato, non si può fare più niente». Zio cane, Gucci è incazzato e io devo andare dall’avvocato… (…) «Il ragazzo è pronto a cambiare nome» dichiara il mio avvocato a quello di Gucci. «Ritirate la causa.» Sono troppo Bello, sono troppo Figo. Da oggi chiamatemi Bello Figo!


Illustrazione contenuta nel libro, a cura di Massimo Giacon


Bello Figo mangia quello che mangia la maggior parte dei ragazzi in Italia: pasta con tonno, würstel e kebab, pizza coi würstel. Mi piacciono anche il riso alla cantonese, il pollo fritto o pane e prosciutto. Il junk food, i fast food. Mangio sempre roba così. Roba facile, che ti soddisfa in fretta e puoi mangiare al volo senza stare lì ad avere un posto comodo per appoggiarti e far durare il pasto ore. Io mi sveglio tardi (a pranzo!) e non c’ho voglia di mangiare subito, prima lavoro sui social, ascolto musica, sto sciallo; poi quando mi viene fame scendo sotto casa dal kebabbaro o al cinese vicino alla stazione… Mangio cibo globale.