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La ‘Tele Kabul’ di Angelo Guglielmi fu una rivoluzione

Sotto la direzione di Guglielmi, dal 1987 al 1994, Raitre è passata da canale-Cenerentola della tv di stato a contenitore di programmi di culto: ne abbiamo selezionati dieci

Foto di Leonardo Cendamo/Getty Images

Angelo Guglielmi, scomparso ieri a Roma all’età di 93 anni, è stato molte cose: critico, giornalista, studioso di letteratura italiana. Soprattutto, è stato direttore di un’indimenticabile stagione di RaiTre, quella in cui il canale venne soprannominato Tele Kabul dai suoi detrattori per criticarne la fedeltà alla linea del PCI (poi PDS), partito di riferimento della rete. Un soprannome che, come spesso accade, era però il riconoscimento di uno status. Del resto, se proprio in quegli anni Giorgio Gaber cantava “qualcuno era comunista perché guardava solo RaiTre”, qualcosa di vero ci doveva essere. Sotto la direzione di Guglielmi, dal 1987 al 1994, RaiTre è passata da canale-Cenerentola della tv di Stato a contenitore di programmi di culto, lanciando personaggi rimasti per anni sulla cresta dell’onda. Molti lo sono tuttora, basti pensare a Fabio Fazio, Corrado Augias, Piero Chiambretti e Franca Leosini. Abbiamo selezionato dieci di questi programmi, lasciando fuori dalla lista quelli ancora in onda, come Blob, Chi l’ha visto? e Un giorno in pretura, per compiere un viaggio in un periodo irripetibile della storia della televisione italiana.

Cartolina (1989-1994)

Cinque minuti densissimi, in cui Andrea Barbato indirizza il suo messaggio al protagonista del fatto del giorno. Ne ha inviate in tutto 827, di cartoline, a personaggi della politica, della cultura e dello spettacolo. Memorabile, e profetica, quella inviata a Silvio Berlusconi all’indomani della sua discesa in campo.

Mi manda Lubrano (1990-1996)

Antonio Lubrano si fa paladino dei diritti dei consumatori, tra denunce degli sprechi pubblici e violazioni delle regole sulla concorrenza, con l’aiuto di consulenti ed esperti del settore. Una materia apparentemente arida diventa briosa grazie alla verve sorniona del conduttore, che non smarrisce la propria compostezza nemmeno quando si prende una torta in faccia da un venditore di gioielli di dubbia reputazione.

Il portalettere (1991-1992)

Collegato alla Cartolina di Barbato, va in onda uno dei tanti programmi di successo ideati da Piero Chiambretti. Che si presenta di persona dal destinatario della cartolina per recapitargliela e intervistarlo alla sua maniera. Memorabile, tra i tanti, l’incontro con Carmelo Bene.

Diritto di replica (1991-1995)

Sandro Paternostro, storico corrispondente Rai da Londra, guida un gruppo di quattro golden boys della rete (Fabio Fazio, Oreste De Fornari, Enrico Magrelli e Stefano Magagnoli) incaricati di dare la possibilità di difendersi a persone desiderose di replicare ad accuse che ritengono ingiuste. Come un giovane Giuliano Ferrara, intervistato da un ancor più giovane Fabio Fazio.

Su la testa! (1992)

Da un tendone alla periferia di Milano, Paolo Rossi e Cochi Ponzoni sono i capibanda di un gruppo di comici sin lì sconosciuti: Antonio Albanese, Antonio Cornacchione, Aldo Giovanni e Giacomo e Maurizio Milani sono il meglio del cabaret allevato alla scuola milanese dello Zelig. Si ride molto e, in piena Tangentopoli, si bastonano i politici senza rinunciare a sognare, ovviamente all’incontrario.

Milano, Italia (1992-1994)

Scoppia Tangentopoli e Gad Lerner racconta le grane del Paese attraverso gli occhi dell’ex capitale morale. Prima puntata con Antonio Di Pietro, osannato dalla stessa platea che se la prende a gran voce con i protagonisti della politica.

Cinico Tv (1992-1996)

Daniele Ciprì e Franco Maresco intervistano personaggi di una Sicilia in bianco e nero che è una terra di nessuno alienata e folle. Trasmettere all’ora di cena le immagini del terribile Rocco Cane o del flatulento Paviglianiti è una sfida al politicamente corretto, forse l’esperienza televisiva più estrema della RaiTre di Angelo Guglielmi.

Magazine 3 (1992-1993)

Il programma di culto per i malati di RaiTre. Nella tarda serata di sabato, Gloria De Antoni e Oreste De Fornari trasportano il pubblico nel loro salottino fuori moda, tra un’anticipazione e l’altra dei programmi della rete, la cultura di Claudio G. Fava e la follia di Daniele Luttazzi.

Quelli che il calcio (1993-2001)

L’intuizione di Marino Bartoletti e Fabio Fazio è tanto semplice quanto geniale: davanti alla partita siamo tutti uguali, il ministro e l’uomo della strada, l’erede al trono e la mamma del calciatore. La domenica pomeriggio mettono allora tutti assieme davanti al match della loro squadra del cuore, creando dal nulla personaggi come la laziale Suor Paola, il giornalista juventino Idris, il precisissimo Massimo Alfredo Giuseppe Maria Buscemi e Takahide Sano, designer giapponese tifosissimo del Vicenza. Vip e presunti tali fanno a gara per ricoprire il ruolo di inviati negli stadi e per Fabio Fazio arriva la consacrazione a personaggio televisivo di primissimo piano. Indimenticabile la sigla, auto-omaggio di Enzo Jannacci alla canzone scritta assieme a Beppe Viola.

Tunnel (1994)

Dopo La tv delle ragazze e Avanzi, la banda Dandini-Guzzanti cambia titolo ma non sostanza. Si fa satira a suon di personaggi esilaranti come Teulada, il grigio funzionario Rai interpretato da Maurizio Crozza. Visto che siamo Rolling Stone, il video non può che essere quello del surreale incontro tra il Lorenzo di Corrado Guzzanti e Kurt Cobain, che morirà di lì a poche settimane.

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