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Romina Paula, protagonista di “El Estudiante”: «La prima forma di politica? Informarsi»

Attrice, regista, drammaturga e scrittrice. Nel film rivelazione di Santiago Mitre, la 35enne argentina è una professoressa che fa perdere la testa

Romina Paula, attrice argentina, in una scena di "El Estudiante". Il film sarà presentato al Festival di Internazionale a Ferrara

Romina Paula, attrice argentina, in una scena di "El Estudiante". Il film sarà presentato al Festival di Internazionale a Ferrara

I vizi della politica sono uguali ovunque. Ce lo spiega Santiago Mitre, astro nascente del nuovo cinema argentino, con El Estudiante (Lo studente, che sarà nelle sale italiane dal 6 ottobre e che sarà proiettato al Festival di Internazionale sabato 4 ottobre, alle 20.30).

Un film dalla sceneggiatura coinvolgente che percorre la formazione politica di un giovane che riesce a farsi strada nelle strutture di potere del mondo universitario.

Abbiamo intervistato Romina Paula che nella pellicola interpreta Paula, la professoressa che fa perdere la testa al protagonista Roque (Esteban Lamothe). Risoluta e determinata.

Il film pone allo spettatore una domanda che ti rigiro: pensi che un giovane possa reinventare i meccanismi dell’attivismo politico?
Non saprei. In realtà non credo che tutto quello stabilito in politica sia sbagliato solo perché antico. Penso che si possa essere conservatori pur essendo giovani o avere idee giovani pur non essendolo. Credo molto nel valore del sapere ascoltare e ritengo che bisognerebbe ragionare integrando e non dividendo. Il pensiero troppo radicale mi spaventa in qualsiasi momento storico e sostengo che il fanatismo e l’assolutismo siano pensieri vecchi.

In una scena del film gli studenti iniziano a discutere durante una lezione di Paula. Uno sostiene che oggi non si possa fare niente per cambiare la società e che possiamo solo riflettere e analizzare. Tu cosa pensi di questa disillusione?
Penso che riflettere o analizzare non siano atteggiamenti passivi. Avere un pensiero critico di fronte alle cose è un modo per essere politici comunque. Non credo che tutta la politica sia legata all’azione. Mi sento attiva nel pensiero, mi informo e cerco di avere una mia percezione di quello che mi accade attorno. Senza dubbio la riflessione è un’azione.

Paula è una ragazza molto determinata, con le idee chiare e molto colta. Come ti sei preparata a interpretarla? Hai dovuto ripassare un po’ di storia dell’Argentina o ti sei limitata a studiare la parte?
In realtà non ho ripassato la storia dell’Argentina! Avendo studiato Lettere all’Università di Buenos Aires avevo un’idea del personaggio che si immaginava Santiago. E poi ho ritirato fuori un po’ di superbia che fa parte di me e che era più attiva quando ero più giovane. Paula è una persona molto più idealista di me. Ride poco ed è un po’ troppo seriosa con le sue convinzioni.

Il trailer italiano di “El Estudiante”

In che modo Santiago Mitre vi ha spiegato la sceneggiatura e le intenzioni che stanno dietro al film?
El Estudiante è una pellicola che Santiago ha scritto per molti anni. Mentre iniziava a dirigere non ha mai smesso di scrivere sceneggiature, è una cosa che sa fare molto bene. Si interessa molto di politica ed è cresciuto in una famiglia di politici, quindi sapeva perfettamente come e cosa voleva dire. Questa confidenza ha dato molta sicurezza a noi attori.

In che modo tu ed Esteban Lamothe avete lavorato nel creare l’empatia tra di voi?
Esteban Lamothe lo conosco da molti anni, siamo amici e lavoriamo nella stessa compagnia teatrale. Quindi l’empatia esisteva già, quello su cui dovevamo lavorare era l’innamoramento e all’inizio ci ha creato un pò di imbarazzo, ma nemmeno poi cosi tanto in realtà. Nelle opere teatrali che abbiamo fatto insieme io lo dirigevo, qui ci incontriamo in un modo differente.

El Estudiante è una forte critica all’abuso di potere, ma alla fine dà anche un messaggio di coerenza. Quanto è importante per te la coerenza intellettuale?
Mi importa molto, però come dicevo prima, concepisco anche la flessibilità e la possibilità di mettere in discussione le cose più volte e poter costruire una personale coerenza. Mi piace pensare alla coerenza come qualcosa di dinamico non statico.

Recentemente è uscito il tuo secondo romanzo, Agosto. Ci parli un po’ della storia e dei sentimenti che racconti?
Agosto è la storia di una ragazza ventenne. Racconta in qualche modo il dolore che produce quella fase della vita in cui non sei più solo un adolescente pieno di possibilità e devi così iniziare a farti valere, prendere decisioni, lavorative, amorose, di vita e gestire la perplessità di fronte a quello che sarà o non sarà. Più o meno così…

 

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