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Rollink Stone/6: Lindsey Carmichael di “Gold Rush Tattoo”

Siamo andati a trovarlo in California, dove abbiamo parlato dei suoi inizi, delle sue influenze, della fondamentale importanza di migliorarsi giorno dopo giorno

Rollink Stone è un osservatorio sull’universo del tatuaggio moderno in continua e turbolenta espansione. Marco Annunziata fotografo e contributor da Europa e California per Inked, Rebel Ink, Total Tattoo, desideroso per una volta di esprimersi nella propria lingua madre, porta sulle pagine di RS le storie e i lavori di tattoo artists più o meno celebri, da New York a Termoli, passando per Copenhagen, dalle macchinette artigianali fatte con un walkman, uno spazzolino, una penna bic e una corda di chitarra, ai reality shows ultra milionari.

Lindsey Carmichael di "Gold Rush Tattoo", foto di Marco Annunziata

Lindsey Carmichael di “Gold Rush Tattoo”, foto di Marco Annunziata

Di Marco Annunziata

Nonostante sia nell’ambiente da ormai quasi trent’anni, Lindsey Carmichael è uno che non si è fermato agli esercizi di stile. Siamo andati a trovarlo a Gold Rush Tattoo, Costa Mesa, CA dove abbiamo parlato dei suoi inizi, delle sue influenze, della fondamentale importanza di migliorarsi giorno dopo giorno e di Verona.

Di dove sei?
Sono nato a Los Angeles, mi sono spostato poi a Orange County. Gold Rush Tattoo, il negozio dove lavoro è a Costa Mesa.

Quali sono le differenze tra le comunità di tatuatori di LA e OC?
Non trovo ci siano grandi differenze. Penso che entrambe le realtà siano fatte di professionisti amici tra loro, che si aiutano e si supportano nel loro lavoro. Gelosie e altri tipi di negatività non mi interessano.

Quali sono le tue influenze nelle arti visive?
Da quando ho iniziato a tatuare mi sono sempre interessato al lavoro degli altri tatuatori. Artisti come Freddy Corbin, Juan Puente, Eddy Deutsche, Scott Silvia, Alex Binnie, Eric Jones, Tim Hendricks rappresentano per me una fonte di continua ispirazione.

Come hai imparato a disegnare?
Ho frequentato qualche corso di disegno dopo le scuole superiori e dopo aver deciso di fare il tatuatore come mestiere. Non mi considero un gran disegnatore, sto sempre a guardare libri e riferimenti, in ogni caso cerco di migliorarmi giorno dopo giorno e vederne i risultati mi gratifica. Per un tatuatore rispettabile è davvero fondamentale saper disegnare, non voglio dire qualsiasi cosa, ma almeno i flash!

Lindsey Carmichael mentre disegna, foto di Marco Annunziata

Chi ti ha fatto il primo tatuaggio?
Bob Roberts di Spotlight Tattoo, era il 1986. Ho cominciato a sentirne parlare nei primi anni ’80 tramite le band della scena punk rock Los Angeles e non solo che andavano a tatuarsi al suo negozio. Il giorno dopo aver compiuto 18 anni sono andato a farmi fare un pezzo da lui.

Come hai iniziato a tatuare?
Nel 1992, dopo un tirocinio di 5 anni con Rick Spellman a Tattoo Magic, a Garden Grove, California. Rick è quello che ha fatto la schiena a Henry Rollins tanto per intendersi, e tutto quello che so sui tatuaggi me l’ha insegnato lui, fine della storia. Prima di Gold Rush ho lavorato per 10 anni a Laguna Tattoo a Laguna Beach, California.

Ti ricordi dove hai preso la tua prima macchinetta?
L’ho presa su un catalogo di una ditta che non esiste più da qualche anno. Gli ho mandato i soldi in una busta e loro me l’hanno spedita a casa, io l’ho portata da Rick e lui mi ha aiutato a settarla, ma francamente c’era poco da fare era un cesso totale! Le prime vere macchinette professionali me le ha date lui, e le uso ancora.

Sei un tatuatore o un artista del tatuaggio?
Sono un tatuatore ma soprattutto un lavoratore, considerati i vari aspetti dell’artigianalità e del saper fare che caratterizzano da sempre il mio mestiere.

Come definisci lo stile di Gold Rush?
Forse tradizionale? In ogni caso dove lavoro attualmente facciamo praticamente di tutto. Dopo 22 anni sono arrivato a tatuare di tutto su gente di tutti i tipi. I miei clienti vedono i miei lavori sui loro amici o familiari e vengono a farsi inchiostrare da me. Gli altri ragazzi che lavorano a Gold Rush sono Colin Dowling, Joel Stevenson, Aaron Torres, Tim Hendricks, Brynne Palmer, JJ Dunbar, Tokyo Hiro & Buckley Crispin.

Ci sarà qualcosa che non tatui, no?
Mi rifiuto di fare tatuaggi a gente stupida o violenta. Quando non riesco a comunicare con un cliente vuol dire che non sono il tatuare adatto per lui e che deve cercarsene un altro.

Raccontami di un tatuaggio strano che hai fatto.
Il soggetto non era così inusuale, ma questa tipa l’ha voluto proprio lì! Non penso sia necessario scendere in ulteriori dettagli.

Ci sono tatuaggi che ti piace fare in modo particolare?
Mi piace tatuare serpenti di qualsiasi tipologia. Voglio fare più serpenti. Fatemi fare più serpenti!

Alcuni tatuaggi di Lindsey Carmichael, foto di Marco Annunziata

Cosa ascolti?
Ultimamente tutta la New Wave degli anni 80.

Cosa pensi dei tatuatori in TV?
Qualche anno fa ho partecipato a uno show per tatuatori in TV e mi ha portato un bel po’ di lavoro. Guardo Ink Master a volte, mi piace quando ci sono i miei amici in TV, mi fanno divertire!

Cosa fai quando non disegni o tatui?
Tutto il tempo libero che ho a disposizione è dedicato a mia moglie e ai miei bambini. Se fai il tatuatore e vuoi sposarti devi scegliere una donna molto comprensiva, in grado di capire che il tuo lavoro non è altro che un’altra moglie.

Viaggi?
Viaggio quando vado alle convention e a volte mi porto dietro la mia famiglia. Onestamente non riesco a viaggiare solo per il gusto di viaggiare. Mi piace fare anche guest spot in giro, trovo stimolante lavorare con i miei amici nei loro negozi per qualche giorno.

Cosa mi dici dell’Italia?
Ho un indimenticabile ricordo di un viaggio fatto nel 2009, quando ho visitato il mio amico Beppe Strambini all’Ink Addiction Tattoo di Verona. Le immagini che si muovevano veloci dal finestrino del treno durante il viaggio da Milano a Verona, la pizza, i mille caffè con Beppe, Luca e gli altri del negozio, sono cose che mi rimarranno dentro per sempre. Spero di tornare presto!

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