Petites Luxures, l'arte erotica minimalista che ha conquistato Instagram | Rolling Stone Italia
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Petites Luxures, l’arte erotica minimalista che ha conquistato Instagram

Dopo l'enorme successo sui social, il progetto di Simon Frankart arriva in Italia con la mostra ‘Cinéma d’Art et des Fesses’ e trenta opere ispirate ai maestri del cinema erotico italiano. L'abbiamo intervistato

Simon Frankart

Petites Luxures è un progetto da più di un milione di follower su Instagram che, durante le varie fasi di lockdown, ha fatto compagnia a parigini e non solo raccontando l’erotismo tra le mura di casa. Simon Frankart è il nome, anzi la matita, che si cela dietro il profilo. Francese, dopo aver studiato belle arti a Parigi ed esser diventato grafico e direttore artistico per la comunicazione e la pubblicità, ha iniziato un po’ per caso con il suo progetto nel 2014. Proprio nel social network più severo nella censura del corpo femminile, Instagram, Simon illustra passioni e perversioni con un tratto delicato e lo fa ricorrendo a giochi di parole e umorismo.

Dallo schermo alle gallerie d’Europa: a Maggio ha aperto alla Nero Gallery di Roma la sua prima mostra in Italia: Cinéma d’Art et des Fesses che già dal titolo lascia poco all’immaginazione. Tinto Brass, Salvatore Samperi, Roberto Malenotti sono solo alcuni dei maestri del cinema erotico degli anni 60-80 da cui ha tratto ispirazione per realizzare 30 opere che ricalcano alcuni piani sequenza e ambientazioni oniriche di film erotici cult come La Chiave, Malizia o Le Sorelle. Ci ha raccontato qualcosa in più su come è nato il progetto.

Petites Luxures ha 1,3 milioni di iscritti su Instagram. Quando hai pensato di dedicarti ai social media?
Ci ho pensato solo dopo averlo fatto, a dire il vero. Ho iniziato con il profilo Petites Luxures per caso. Alla fine del 2014 avevo realizzato una piccola serie di disegni incompiuti e ho trovato interessante la “meccanica creativa” alle spalle: prendi un piccolo disegno minimalista, un argomento un po’ birichino, e poche parole e ottieni un bel mix poetico e divertente. Ho iniziato a pubblicarlo sul mio account personale e poi, quando ho visto che le idee continuavano a venirmi abbastanza facilmente, ho creato quello di Petites Luxures, nel novembre 2014. Quando mi sono reso conto che le persone mi seguivano, commentavano i post, si scambiavano i miei disegni in privato, ho pensato tra me e me che probabilmente poteva diventare un vero lavoro! Anche mia moglie mi ha spinto ad alimentare la cosa, perché molto spesso passo da un progetto all’altro senza darmi tempo per vedere se vale la pena continuare.

L’erotismo è un argomento tabù, visto con curiosità e talvolta morbosità. Qual è il tuo approccio?
Cerco di rendere “innocue” le cose che abbiamo sempre considerato troppo crude, e provo a rendere elegante e leggero un soggetto che vorremmo credere serio e tabù. Finché è animato da buoni sentimenti, tra adulti consenzienti, il sesso è un bisogno naturale tanto semplice e piacevole da soddisfare quanto mangiare o dormire! Non avrei mai pensato di avere un progetto nel campo dell’erotismo, forse anche perché non avevo mai trovato un racconto dell’erotismo che mi piacesse molto. Volevo qualcosa a cavallo tra l’immaginario dei libertini del XVIII secolo (anche se le loro immagini erano spesso piene di simboli forti) e cose più esplicite che la fotografia e lo sviluppo della pornografia ci hanno offerto a partire dagli anni ’60, ma spesso senza eleganza. Volevo qualcosa che potesse essere delicato, pur solleticando il basso addome e facendo appello al cervello e all’umorismo. Volevo portare piacere cerebrale all’erotismo.

“La chiave – bas de Venise”

Come pensi che tutto il tempo passato in casa nel corso di quest’anno abbia influenzato le abitudini di italiani e francesi?
Durante il primo lockdown in Francia, ho chiesto alla mia community testimonianze sulla vita amorosa delle persone in reclusione ed è stato incredibile. Ogni storia era incredibile: tra le coppie che finalmente hanno potuto trascorrere del tempo insieme, quelle che si sono divise, quelle che hanno deciso di avere un figlio, le “coppie a tre” che si sono formate, le coppie che pur conoscendosi solo da una settimana hanno deciso di passare il lockdown insieme, coppie illegittime che soffrivano per la distanza… Non so se le abitudini sono effettivamente cambiate, ma di sicuro tutti manterranno un ricordo forte di quanto è appena successo. Francesi, italiani, ma anche americani, indiani, australiani, messicani… Una volta che ti ritrovi rinchiuso nell’intimità della tua stanza ciò che senti è universale, indipendentemente dal paese o dalla cultura.

Ti ha incuriosito il cinema italiano. Come è nato l’incontro tra te e i registi erotici italiani?
A parte qualche film di Pasolini, ammetto di non avere una grande cultura di cinema italiano, anche perché da iperattivo cronico faccio fatica a stare due ore davanti ad uno schermo senza fare altro. Ma quando Daphnée, la direttrice della galleria, una persona geniale, mi ha suggerito l’argomento, mi sono dedicato e ho visto i film di Tinto Brass, Pasolini e loro contemporanei. Ne ho visti un buon numero in pochi giorni e ho fatto dei bozzetti, che poi ho ripreso in seguito. Sono rimasto molto toccato dal modo in cui questi registi hanno filmato l’amore, i corpi, l’estetica dei set, le scene… molti di questi sono film d’epoca, degli anni ’30, ’60, ormai 50 o 60 anni fa. Tutto questo mi ha fatto molto piacere perché mi ispiro molto alle diverse epoche del XX secolo, spesso mi sento come se fossi nato una o due generazioni in ritardo rispetto a come mi sento.

Vedo sul tuo profilo Instagram che ti stai mettendo in gioco anche su collaborazioni commerciali, cosa sogni per il futuro?
Ho molti progetti per quest’anno, tra cui senza dubbio alcune collaborazioni commerciali nel campo della moda. Per il momento ho molte proposte nel mondo dell’arte: mostre un po’ in tutto il mondo e un nuovo libro in preparazione con il mio editore. Voglio continuare così e avere un po’ più di tempo per sviluppare certe idee che ho da tanto tempo e vorrei anche interagire con la mia community da cui nascono sempre operazioni molto carine! E anche altre collaborazioni con graziosi brand, perché no.

La mostra “Cinéma d’Art et des Fesses” alla Nero Gallery di Roma

Com’è andata l’inaugurazione, come ti sei trovato a Roma?
È stato incredibile! Ho un amore speciale per l’Italia e sia l’inaugurazione, sia il mio soggiorno a Roma sono stati una meraviglia. La Nero Gallery è una galleria molto dinamica, hanno molte idee e tanta energia per realizzarle. Hanno lavorato tanto per rendere il progetto molto più grande dei miei “piccoli disegni”. La Nero Gallery ha creato un libro-catalogo, un vino in edizione limitata, si è occupata del sound design con Luca Longobardi …tante persone talentuose e gentili. In Francia stiamo riprendo tutto più lentamente, quindi passare un’intera serata a parlare con dozzine di persone simpatiche sorseggiando Spritz è stato un paradiso.

Vedi differenze nel modo di parlare di sesso tra Italia e Francia?
Il mio italiano non è ancora abbastanza buono per padroneggiare tutto il vocabolario specifico, ma fortunatamente sono stato aiutato per i giochi di parole in italiano da riprodurre in disegno. In generale non credo ci siano grandi differenze . E più in generale a livello globale, quando ricevo testimonianze su Internet, trovo gli stessi aspetti indipendentemente dal paese di provenienza: una volta nudi sotto il piumone con qualcuno che amiamo, molto spesso abbiamo gli stessi problemi, le stesse gioie, le stesse domande, non importa dove viviamo! È abbastanza divertente vedere che la visione “cliché” della sessualità francese si avvicina a quella italiana: nei film americani, quando un francese è caricaturato, nella versione francese questo personaggio diventa spesso un italiano. Quindi l'”amante italiano” è per la Francia ciò che “l’amante francese” è per gli Stati Uniti. In ogni caso a livello personale, più conosco l’Italia più la amo, e più vedo italiani, più mi dico che deve essere complicato non innamorarsi ogni 10 minuti!