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Guè Pequeno, Ale Gentile e il futuro di rap e basket

Abbiamo incontrato il rapper e il capitano dell'Olimpia Milano da Foot Locker per il lancio della campagna "Remember the Name"
Gué Pequeno e Alessandro Gentile, dietro le vetrine di Foot Locker

Gué Pequeno e Alessandro Gentile, dietro le vetrine di Foot Locker

Siamo ormai abituati alle folle in corso Vittorio Emanuele a Milano. Un tempo si formavano in piazza Duomo sotto il balcone di TRL, ora l’appuntamento si è spostato un po’ più in là, davanti alle vetrine di Foot Locker, diventato un luogo di passaggio abituale per sportivi e non.

Esattamente sportivi e non. Come Alessandro Gentile e Guè Pequeno. Il primo capitano dell’Olimpia Milano di basket, il secondo protagonista della nostra copertina estiva. Invitati come ospiti specialissimi per il lancio della campagna Remember the name, creata da Foot Locker assieme a Nike.

Abbiamo colto l’occasione per parlare un po’ di futuro e di “nomi da ricordare”, secondo due che il futuro lo stanno scrivendo.

Ballin' @alegentile5 @amatomc

Una foto pubblicata da Gue Pequeno (@therealgue) in data:

Che ne pensi delle nuove generazioni del rap?
Guè: C’è un grande fermento, una nuova ondata di rapper giovani che hanno l’auto tune incorporato. Forse sono nati così… (Ride). A parte gli scherzi, è giusto informarsi. Seguendo i miei gusti, preferisco il rap francese e tedesco, oltre a quello americano. Però ci sono tutti questi nuovi talenti che si ispirano tantissimo alla Francia e all’America, giustamente. Li ascolto, certo, ma non mi interesso più di produrre artisti. Mi interessa produrre me stesso.

Però un po’ di nomi freschi ci sono in Santeria
Guè: Abbiamo preso produttori giovani, senza vedere chi fossero. E ci sono dei casi in cui i loro pezzi sono risaltati più di altri. C’è Charlie Charles, c’è Marz… Ce ne sono parecchi.

#niketechpack #nikebasketball @footlockereu

Una foto pubblicata da Alessandro Gentile (@alegentile5) in data:

Invece, Ale, sei uno dei talenti del basket che è cresciuto sotto gli occhi di tutti, da quando eri giovane…
Gentile: Dai, sono ancora giovane, no?
Guè: Dai sì. Beato lui!

Diciamo che sei arrivato all’età in cui puoi dare dei consigli…
Gentile: Sicuramente il basket italiano non vive un momento felicissimo, è importante saperlo. Uno dei consigli che si possono dare è mettere il massimo della passione in quello che si fa. Per arrivare ad alti livelli, bisogna fare dei sacrifici per fare sport ad alto livello e mettere passione e devozione.

Il tuo nome è uno di quelli “da ricordare”, anche senza il salto in Nba?
Gentile: Ho la fortuna di giocare in una delle società più importanti d’Italia e d’Europa, e ho l’onore di essere capitano. Vivo da anni qui, mi trovo bene per me è grande motivo di orgoglio.

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