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Auroro Borealo e il piacere di leggere libri brutti

Dallo 'Yoga per cristiani' a 'Cosa pensano le donne quando lessano gli spinaci', un viaggio (a teatro e su Instagram) in un sottomondo dell'editoria a metà fra l'improbabile e il supercult. «Sono volumi così sbagliati da diventare magnifici. Anche i libri brutti raccontano un'epoca e quindi sono cultura»

Auroro Borealo e due "libri brutti"

Che cosa racconterà un libro intitolato Mi sballo con Satana scritto da un prete? Come sarà lo Yoga per i cristiani? E l’intreccio alla base di Kissing The CoronaVirus, romanzo edito nel 2020 da Viral Erotika? Chiedetelo ad Auroro Borealo, che con la sua collezione di “libri brutti” è arrivato a 600 volumi in mostra sugli scaffali della libreria nel suo appartamento milanese. «E sono solo i più rari e i più assurdi, negli anni me ne saranno passati per le mani circa 5000, ma non avendo tutto questo spazio in casa sono costretto a fare selezione».

I social, in compenso, si sono rivelati lo spazio ideale per trasformare la sua curiosa raccolta in una pagina Instagram seguita da oltre 36 mila follower e oggi al centro dello spettacolo “Auroro Borealo legge Libri Brutti”, mercoledì 26 gennaio all’Off Topic di Torino e sabato 29 al Teatro San Giorgio di Udine: sul palco Francesco Roggero, come si chiama il cantante e performer originario di Brescia, mostra le copertine più incredibili e legge e commenta alcuni spezzoni di questi libri a metà tra l’improbabile e il cult. «Un modo per esibirmi dal vivo e regalare occasioni di svago nonostante le restrizioni dovute alla pandemia», dice. «Il pubblico è felicissimo, perché effettivamente molti di questi libri fanno ridere e in questo periodo storico poter trascorrere un’ora e mezza con il sorriso è merce rara. Sin dalla prima data, inoltre, ho deciso che a ogni partecipante avrei regalato un libro brutto dalla mia collezione e questo genera un momento strepitoso, in cui le persone si confrontano su quale libro hanno ricevuto e se a qualcuno non piace il proprio e preferisce quello di qualcun altro partono trattative e scambi».

Da quando collezioni questo tipo di libri?
Dal 2005. Questi volumi così sbagliati da diventare magnifici mi hanno sempre affascinato, al punto da volerli esporre con orgoglio nella libreria di casa per mostrarli agli amici. Poi nel 2018 mi sono imbattuto nella fantastica pagina Instagram di Livia Satriano, Libri Belli, e ho realizzato che anche la mia collezione poteva meritare di essere condivisa con il mondo. Così ho chiesto alla stessa Livia il permesso di creare la mia, di pagina, che ho chiamato Libri Brutti.

Li hai proprio tutti, i libri che mostri online, o solo alcuni? E dove li scovi?
Posseggo personalmente tutti i libri che pubblico sul profilo e che apro nelle stories, a eccezione di quelli che mi segnalano gli utenti e che riposto. La maggior parte li trovo nei mercatini, ma un grandissimo strumento per reperirli è eBay e ultimamente uso anche Amazon, ottimo soprattutto per il self publishing, che regala perle incredibili. Come si dice, in Italia ci sono più scrittori che lettori: a quanto pare è vero.

Con quali criteri selezioni i titoli?
La premessa è che questi libri non sono realmente brutti, almeno non ai miei occhi. A me, piuttosto, piace definirli rilevanti e questo è il criterio con cui li scelgo: già solo per il fatto che a qualcuno sia venuto in mente di intitolare un libro Confessioni di un ginecologo ottantacinquenne rende quel volume degno di nota, ti fa fermare a chiederti per quale motivo sia stato pubblicato, chi possa averlo voluto finanziare, stampare e soprattutto acquistare e leggere. Il che ne fa un oggetto automaticamente rilevante, al di là della semplice risata che il titolo o la copertina possono strappare.

Ti ricordi il primo e ultimo ritrovamento?
Il primo libro che ha acceso la mia passione mi fu regalato il 31 dicembre 2004 da un amico, Simone, che venendomi a trovare da Roma mi prese all’ultimo minuto, all’edicola della stazione Termini, il libro Stasera no. 101 scuse per non fare l’amore: fu un’epifania. Conservo ancora gelosamente quel libriccino. L’ultimo che ho recuperato è Cristagram, calendario/libro scritto da un “influencer di Cristo”: geniale.

E se ti chiedessi il tuo libro brutto preferito?
Difficilissimo scegliere, ma se proprio devo esprimere una preferenza opto per il mitologico Curarsi con il vino, un libro assurdo, rarissimo e molto ricercato: lo inseguivo da anni e quando l’ho scovato mi sono sentito tipo Indiana Jones davanti alla coppa del falegname, il Sacro Graal. In generale i libri brutti che prediligo sono quelli sghembi, con illustrazioni incerte, font discutibili e design al limite tra amatoriale e coraggiosissimo. Li trovo genuinamente bellissimi.

Ho notato che molti sono dedicati alle donne. Tra questi ce n’è uno che ti ha fatto particolarmente ridere? E altri che ti hanno sorpreso perché molto avanti per l’epoca in cui sono stati pubblicati o perché talmente retrogradi da farti rabbrividire?
Quello che mi ha fatto più ridere è senza dubbio Cosa pensano le donne quando lessano gli spinaci, mentre uno particolarmente avanti è La naturale inferiorità delle donne di Tama Starr, del 1991, che a discapito del titolo è una raccolta di frasi, citazioni e passaggi celebri di uomini illustri, riuniti allo scopo di ridicolizzare 5000 anni di misoginia. Il più retrogrado forse è La vera donna non fa benzina da sola pubblicato nel 1984 da Joyce Jillson, che al contrario della Starr, con l’intento di raccogliere con leggerezza e umorismo “tutto ciò che è divinamente femminile”, crea un’immagine a dir poco paleolitica della donna degli anni ’80. Non posso non citarne un altro che è tra i miei preferiti in assoluto: Uomo cercasi di Dian Hanson, del 1984, sottotitolo: “le tattiche infallibili per incontrare e conquistare l’uomo dei propri sogni e farsi amare per sempre”.

Di che si tratta?
Negli anni ’80 i manuali d’amore importati dagli Stati Uniti vendevano milioni di copie e Uomo cercasi è il non plus ultra, con i suoi consigli su come offrire da bere a un uomo in un bar o su come conquistarlo facendogli i complimenti per il suo nuovo taglio di capelli. Averlo scoperto mi inorgoglisce molto, perché da quando, due anni fa, l’ho postato su Libri Brutti le persone che seguono la pagina sono impazzite a tal punto che non se ne trova più in giro una copia da mesi e mesi. L’ho reso un libro introvabile!

Ho notato che hai stilato la top 5 dei libri più assurdi sul rapporto di coppia: ce l’hai una dritta pescata da quelle letture per far durare una storia d’amore?
Trovare il modo di rendere sempre il sesso interessante. Mi verrebbe da dire “ah, gli anni ’80…”, ma mi sa che vale ancora adesso. In quest’ambito un titolo è Come far l’amore a una donna di Michael Morgenstern, del 1984: da consigliare agli amici, perché ho l’impressione che noi uomini dobbiamo ancora imparare un paio di cose.

Ti è capitato tra le mani qualche libro brutto su temi oggi cari alla comunità LGBTQ+ e qualche altro in tutto e per tutto omofobo?
Qui va detto che nella mia ricerca attingo principalmente a libri di largo consumo degli anni ’70 e ’80, con qualche sporadica incursione nei ’60, ’90 e 2000. Purtroppo in quei decenni la letteratura generalista ignorava completamente le tematiche LGBTQ+ e in effetti è piuttosto frustrante che in mezzo a quest’infinità di manuali d’amore non ci sia il benché minimo accenno a relazioni omosessuali. Un esempio di libro tristemente memorabile, però, ce l’ho: Ero gay. A Medjugorie ho ritrovato me stesso di Luca Di Tolve, del 2011; l’autore è il protagonista della canzone Luca era gay di Povia.

“La cultura arriva spesso dai posti più impensati”, scrivi sui social a proposito di questo tuo archivio. Che cosa hai imparato gestendo la pagina Libri Brutti?
Ho imparato che spesso tutto ciò che consumiamo velocemente e poi buttiamo ci racconta di un’epoca molto meglio di quanto possa fare la cultura “ufficiale”. Anche i libri brutti sono cultura e come tale vanno preservati e divulgati. L’idea dello spettacolo dal vivo nasce proprio da queste riflessioni: con il tempo mi sono accorto che molti di questi libri erano rilevanti non solo per titoli e copertine, ma anche per il contenuto; alcuni passaggi sono a dir poco folgoranti. Così, complice la pandemia che ha quasi completamente bloccato la mia attività live, mi è venuto spontaneo tornare sul palco per condividere la gioia che provo ogniqualvolta leggo un libro troppo assurdo per essere vero.

Che cosa combini durante lo spettacolo?
Ho preparato un power point in Comic Sans con varie classifiche dei libri più assurdi divisi per categoria: sesso, politica, società, religione, VIP e altro ancora. Mostro al pubblico le copertine, le commento e alla fine di ogni classifica leggo uno spezzone dal libro più stravagante di quella categoria. Siamo molto vicini a uno spettacolo di stand-up comedy, anche perché a ogni data cambio i libri che leggo, in modo da sorprendermi ogni volta anche io.

Tra le categorie, c’è quella musicale?
Sì, ci sono tantissimi libri sull’argomento, il più incredibile è Yo brothers and sisters, siamo o non siamo un bel movimento di Jovanotti, del 1988, nelle cui pagine Lorenzo lodava apertamente Silvio Berlusconi e McDonald’s.

A questo punto datti un tono: libri brutti a parte, che cosa legge Auroro Borealo?
Ho passioni molto specifiche. Adoro tutti i libri di Wodehouse, forse il miglior umorismo letterario di sempre. Mi fanno impazzire le atmosfere noir di Dashiell Hammett: ho un paio di prime edizioni Longanesi che custodisco come fossero gioielli. E mi hanno cambiato la vita i libri di Bohumil Hrabal, per la prosa pragmatica, ma allo stesso tempo altissima e incredibilmente poetica. Parlando di cose nuove, sono mega fan di Blackie Edizioni: libri stupendi con copertine di una bellezza disarmante.

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