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Yoko Shimomura: la signora dei videogame

Yoko Shimomura sta ai videogiochi come Ennio Morricone sta ai film. Siamo andati nei leggendari Abbey Road Studios di Londra per ascoltare la colonna sonora che ha scritto per “Final Fantasy XV”

Foto: Michael Bowles

Foto: Michael Bowles

Le uniche certezze della vita sono le tasse, la morte, e Final Fantasy. Con oltre 40 titoli alle spalle (una ventina del canone ufficiale e altrettanti spin-off), la serie di videogame creata nel 1987 da Hironobu Sakaguchi è ancora viva e si aggiorna a cadenza regolare, avvolta da uno strato di cosplayer dagli abiti sgargianti e acconciature improbabili. Agli occhi del grande pubblico, Final Fantasy è per i videogame quello che South Park è per la televisione: pensi che sia un relitto della tua infanzia, poi ti accorgi che non ha mai smesso di esistere e che, anzi, è diventata sempre più intelligente.

Le ragioni del suo successo perpetuo sono molteplici. L’immaginario sconfinato delle sue città e architetture. I colpi di scena talmente tristi da essere sadici. La costruzione di un’atmosfera specifica, quella della melancolia fantastica. Ma c’è di più. Forse sarebbe esagerato sostenere che Final Fantasy contiene più musica memorabile di tutti gli altri videogame giapponesi messi insieme (in fondo è la patria di Dragon Quest). Ma, insomma, ci si avvicina. Non a caso, il cuore orchestrale della saga è sempre stato ciò che ha definito il suo – scusate il termine – mood.
Final Fantasy XV, nuovo capitolo della serie, ci calerà addosso come un saettourbillion a fine novembre. La sua uscita è stata anticipata da due nuovi brani (e una cover di Stand by Me) di Florence + The Machine. Nel commentare la sua partecipazione, Florence Welch ha affermato che il suo paesaggio interiore non è poi tanto diverso da quello della serie. La melancolia fantastica, insomma, pervade tutto e tutti.

Ciò non vuol dire che la colonna sonora del gioco sia composta di soli pezzi pop. Dove starebbe il senso di nostalgia, se non nei valzeroni strappalacrime? Infatti, a raccogliere il testimone del compositore storico di Final Fantasy, Nobuo Uematsu, è una compositrice altrettanto celebre, nonché uno dei punti di riferimento della musica per video­giochi degli ultimi 25 anni: Yoko Shimomura. Pianista di formazione classica, Shimomura-san ha mosso i suoi primi, elegantissimi passi alla Capcom (quelli di Resident Evil, per capirci), dove è entrata “bluffando”: ai tempi – sostiene lei – non era una compositrice. Eppure, tre anni più tardi se ne usciva con la colonna sonora più riconoscibile per un picchiaduro (Street Fighter II è opera sua), e qualche tempo dopo abbracciava la sua natura più profonda, quella del romanticismo orchestrale, con un’altra serie di successo, Kingdom Hearts.

Ma ciò che ha contraddistinto Shimomura nella sua opera è l’assoluto eclettismo, la capacità di spaziare di genere in genere – raffinatissimi elementi sinfonici? Ok; la dance più ignorante? Ok – non solo in base al committente, ma, soprattutto, in base a ciò che il gioco richiede in quel momento. Il suo lavoro è stato celebrato dalle orchestre sinfoniche di tutto il mondo (dalla Svezia a Parigi, a Città del Messico), culminando in una collaborazione con il Coro e l’Orchestra Filarmonica di Londra, che hanno suonato davanti a lei la colonna sonora di Final Fantasy XV agli studi di Abbey Road, a un passo da quelle strisce pedonali su cui i Beatles attraversavano senza prima guardare a destra e a sinistra. Il concerto, trasmesso in diretta in tutto il mondo, dimostra l’eclettismo di Shimomura e la sua minuzia anche nei brani più funzionali: alla domanda che significato abbia un pezzo pieno di pathos come End of the Road, lei risponde, riduttiva e modesta: «Beh, è il pezzo del game over». A marchiarsi a fuoco nei cervelli degli ascoltatori sono senz’altro le composizioni ad andamento più mosso: i valzer e le scene di battaglia sono rari esempi di epicità. Ma, nelle composizioni più lente, la melancolia è una dimostrazione della fedeltà di Shimomura al marchio di fabbrica.

Conclude il concerto proprio lei, al piano, seguita da coro e orchestra di un centinaio di elementi, a ricordarci perché, tra le tre certezze della vita, sceglieremo sempre Final Fantasy. Obiezione: viste le altre opzioni, non è una scelta poi così difficile. Ma se Yoko Shimomura suonasse le tasse o la morte, un paio di domande ce le faremmo.

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