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Lucca può diventare l’E3 italiano? Sì, ma deve cambiare un po’

Il videogioco si sta ritagliando un posto sempre più importante nella manifestazione toscana, ma forse manca ancora un ultimo passo

Oltre agli stand dentro e fuori le mura, le pubblicità di videogiochi troneggiavano in diversi angoli della cittadina toscana.

Partiamo dai numeri: 24 mila biglietti venduti per mercoledì 30 ottobre, 88 mila per venerdì 1 novembre, oltre 260 mila in totale per i cinque giorni di manifestazione. Ci sono pochi dubbi sul fatto che l’edizione 2019 sia stata un successo clamoroso, confermando Lucca Comics & Games tra gli eventi culturali più importanti del paese. Un vero e proprio magnete per un pubblico di appassionati vari, disposto a raggiungere Lucca da ogni parte d’Italia, ben più numeroso di qualunque altro evento dedicato esclusivamente ai videogiochi, Milan Games Week compresa. Un’opportunità che da anni alcuni distributori italiani provano a sfruttare, con sempre maggiore convinzione.

Cinque giorni densi di eventi

L’appuntamento più a tema di quest’anno era sicuramente quello proposto da Koch Media, che ha portato nella Casermetta San Donato il quartier generale degli Avengers. Nella suggestiva struttura posta giusto sotto le mura era possibile provare con mano il livello introduttivo del gioco sviluppato da Crystal Dynamics ambientato durante l’Avengers Day, fotografare l’imponente statua dedicata al sacrificio di Cap e rispondere a dei quiz a tema con in palio le avventure cartacee degli Avengers offerte in collaborazione con Panini Comics. Non solo, nella giornata di giovedì tra le mura della chiesa di S. Francesco si è svolto un panel che ha visto come ospite Scot Amos, executive producer di Crystal Dynamics, e Valerio Schiti, disegnatore Marvel, durante il quale sono stati rivelati nuovi e interessantissimi dettagli su Kamala Khan, la protagonista a sorpresa di Marvel’s Avengers.

La fila all’esterno della Casermetta San Donato per provare Marvel’s Avengers e vincere uno degli albi offerti in collaborazione con Panini.

Altro incontro molto interessante è stato quello che ha portato sullo stesso palco Bernardo Antoniazzi, che si occupa delle tecniche di cattura per Infinity Ward, e Claudio Spinelli, ex incursore italiano impegnato in zone di guerra. La conversazione tra i due si è concentrata sul tema nel realismo declinata attraverso l’esperienza di Bernardo Antoniazzi nello sviluppo di CoD: Modern Warfare e nel confronto tra i campi di battaglia reali e digitali calcati da Claudio Spinelli. Muovendosi per la città era poi possibile imbattersi nel tendone Nintendo, sempre circondato da una lunga coda di appassionati in attesa di provare Luigi’s Mansion 3 o RingFit, nel padiglione Playstation e nello stand di Namco Bandai che ha portato nella cittadina toscana Dragon Ball Z Kakarot, attesissimo RPG ispirato al celebre manga di Akira Toriyama. Notevole anche la curiosità per Cyberpunk 2077, presente con un solo filmato di gameplay, ma questa volta ridoppiato in italiano per annunciare la collaborazione con il celebra Luca Ward.

E poi gli esport, ormai quasi una categoria a parte rispetto al videogioco canonico, ospiti fissi dell’auditorium San Romano, ribattezzato Esport Cathedral, dove si sono tenute le finali live della “Quake Pro League Stage”, la Eurocup di “League of Legends” e il “Xiaomi 5G Mobile Brawl”, ma protagonista anche del Esport Village aperto a tutti gli appassionati. Alla Casa del Boia è stata Ferrari invece a prendersi le luci della ribalta con la sua Ferrari Driving Academy che ha portato le testimonianze dei suoi piloti ufficiali del team eSport , David Tonizza, Amos Laurito e Gianfranco Giglioli. I tre ragazzi hanno offerto al pubblico lucchese sia suggerimenti che dritte per migliorare le proprie prestazioni sulle piste digitali. Il tutto in clima che univa videogame e fumetto grazie alle cover art della Scuderia Ferrari per la stagione 2019 di Formula 1 realizzate da 14 diversi artisti.

Il panel dedicato al realismo in CoD, con ospite Bernardo Antoniazzi, è stato uno degli aventi di apertura di Lucca 2019.

È Lucca l’E3 italiano?

A giudicare dall’interesse, Lucca può essere sicuramente un palcoscenico interessante per il videogioco in Italia oltre a rappresentare già una realtà in continua espansione. “Anche solo cinque anni fa, tutto questo non sarebbe stato possibile” ci ha confidato un addetto ai lavori davanti alla coda di gente incurante della pioggia che attendeva di poter provare in anteprima Marvel’s Avengers.

La sensazione, da esterno all’organizzazione, però, è che i videogiochi ricoprano ancora un ruolo periferico a Lucca, per diversi motivi. Uno dei molti è sicuramente logistico: gli stand di videogiochi richiedono spazi considerevoli e il entro della città, quello dove si trova il cuore della manifestazione, è da sempre la patria degli editori di fumetti. Un altro, forse, è lo scarso legame che il sussiste tra videogioco e fumetto in Italia. Un ostacolo che Koch Media è riuscita brillantemente ad aggirare grazie al collegamento naturale fornito da Marvel’s Avengers, ma che in altri casi rende i titoli presentati un po’ dei corpi estranei rispetto alle tematiche portanti della manifestazione, come dimostrato per altro dalla scarsità di cosplay a tema videoludico avvistati durante la nostra permanenza. Un plauso però va fatto agli sforzi dei responsabili dell’area videogiochi di Lucca Comics & Games, il cui impegno ha reso l’appuntamento toscano uno dei punti di riferimento per la promozione del videogioco in Italia, nonché una delle tappe più importanti dell’ormai imponente circuito dell’esport.

Tra le attività proposte da Sony c’era un murales a team Death Stranding e la possibilità di posare con la spada di Cloud da FFVII Remake.

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