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La grande guida ai regali di Natale: libri a tema videogame

Non solo cravatte, pigiami o soprammobili inutili: un altro grande classico del natale sono i libri. Se parlano di videogiochi, ancora meglio

Se sotto il vostro albero (e nella vostra libreria) c’è ancora spazio, perché non regalarvi un bel libro dedicato ai videogiochi?!

Via abbiamo dato la guida ai regali per chi gioca su Xbox, su PS4, su PC e su Switch. Persino quella dedicata alle periferiche e alle Collector’s Edition. Eppure mancano meno di dieci giorni a natale e ancora non avete trovato un regalo adatto, vero? Ok, eccovi un’altra guida, questa volta dedicata a un grande classico del natale: il libro! In fondo è il regalo perfetto: diffonde cultura, è un oggetto bellissimo, accompagna il destinatario per giorni e, nel caso di molte delle nostre scelte qui sotto, può persino rivelarsi un ottimo complemento d’arredo. Se non trovate nulla che faccia al caso vostro nemmeno questa volta, dovremo passare alla grande guida delle cravatte, siete avvisati.

The SNES Pixel Book

Mentre ci apprestiamo ad entrare nella generazione del 4K, che immaginiamo fornirà una replica dell’inutile battaglia sulla risoluzione che ha caratterizzato la precedente, Bitmap Books butta fuori un volumone dei suoi per ricordarci quali meraviglie sia stato possibile creare con soli 16 bit. Certo non mancano gli articoli che esplorano in profondità i generi che hanno caratterizzato il ciclo vitale dello SNES, ma il vero punto forte del libro sono le migliaia di illustrazioni, dagli screenshot grabbati ad hoc alle ricostruzioni di livelli e boss giganteschi. Un percorso critico che analizza l’evoluzione dei generi e il loro impatto sui videogiochi odierni, raccolto come da tradizione in un’edizione di pregio contenuta un bel cofanetto.

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Partiamo alla grandissima con un tributo alla golden age dei videogiochi che fa la sua figura anche come coffee table book.

Video Games You Will Never Play

Nell’articolo sui consigli di lettura estivi vi avevamo segnalato un altro libro di Gekigemu, alias Luca Taborelli. Per natale invece potrebbe essere un regalo ideale il suo lavoro precedente, a cui ha partecipato insieme al collettivo Unseen64, che raccoglie tracce e testimonianze di quei giochi che non hanno mai visto la luce. Divisi per piattaforma, in questo lungo elenco trovano spazio titoli minori, versioni cestinate e gemme perse per sempre. Il lavoro di indagine è poi arricchito da screenshot (in b&n o a colori a seconda della versione scelta) e da una corposa parte introduttiva che fornisce preziose indicazioni metodologiche e dà voce agli sviluppatori attraverso un gran numero d interviste.

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Un lavoro mastodontico, un’opera di archoelogia entro e fuori il web che ha consentito di recuperare tracce di giochi altrimenti perduti.

500 Years Later: An Oral History of Final Fantasy VII

La ricostruzione orale della storia dietro Final Fantasy VII scritta da Matt Leone e pubblicata da Polygon nel 2017 è stata senza dubbio uno degli articoli più interessanti mai pubblicati in questo settore. ReadOnlyMemory l’ha raccolta, in una versione estesa, all’interno di un volume di altissima qualità, insieme a delle fantastiche illustrazioni realizzate appositamente per il libro, otto interviste esclusive, un set speciale di segnalibri e un’introduzione firmata niente meno che dal creatore della saga Hironobu Sakaguchi. Imperdibile per gli amanti di Final Fantasy, ma soprattutto disponibile ora a differenza del tanto atteso remake.

Il fascino di Final fantasy VII non accenna a diminuire col passare degli anni, anzi, il remake ne sta amplificando il mito.

Japanese Videogame Obscurities

Il Giappone fa spesso storia a sé. Per ogni successo arrivato in occidente dalla terra del Sol Levante, ci sono decine di altri titoli troppo strambi, estremi o incomprensibili che non hanno mai superato, almeno ufficialmente, i confini nazionali. Benché qualcuno di questi sia riuscito a farsi conoscere anche in occidente, magari grazie a qualche traduzione amatoriale, ci sono centinaia di giochi prodotti soprattutto negli ’80 e ’90, alcuni veri e propri successi in patria, quasi sconosciuti dalle nostre parte. Hardcore Gaming 101 li ha raccolti tutti o quasi con passione e minuziosa precisione. A ciascuno è dedicata una breve, ma dettagliata recensione, accompagnata da grossi screenshot a colori.

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Un libro forse di nicchia, ma Japanese Videogame Obscurities è anche il regalo ideale per chi pensa di conoscere ogni videogioco mai prodotto.

Metal Slug: The Ultimate History

Metal Slug è un piccolo cult, uno di quei giochi a cui si versava senza porsi domande il dovuto obolo ogni volta che lo si incrociava in sala giochi. In collaborazione – per la prima volta per un libro di questo tipo – con SNK, Bitmap Books ha confezionato un intero volume dedicato alla sua leggenda, ricostruendo miti e realtà del franchise anche attraverso undici interviste con il team di sviluppo. Lo sapevate che esisteva un Metal Slug Zero in cui si controllava solo un tank SV-001 come unico personaggio? Dettagli come questo, e centinaia di documenti originali concessi da SNK, si trovano solo dentro Metal Slug: The Ultimate History.

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Sappiamo che non ci crederete, ma è possibile scrivere di Metal Slug per oltre 450 pagine. Ok, illustrazioni incluse.

100 Best Video Games (That Never Existed)

Nate Crowley è un genio: è scritto in alto, sulla copertina del libro, ma viene da pensarlo dopo poche pagine di 100 Best Video Games (That Never Existed). Crowley si è inventato 100 videogiochi, assurdi eppure plausibili, che prendono in giro le tendenze dell’industria, ma che per paradosso nella loro follia potrebbero risultare dei veri successi se qualcuno si prendesse la briga di realizzarli davvero. Non solo, ogni gioco è accompagnato da finti screenshot, finti artwork, foto di cartucce mock up. E ancora, ogni decina è seguita da una classifica composta da altri titoli inesistenti catalogati per genere inesistente. Forse la cosa più divertente mai scritta sui videogiochi.

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Avete mai giocato Wrestlechess, il gioco di scacchi con i wrestler anni ’80 come pedine uscito su NES nel 1987? No? Davvero?

Storia del futuro. Facebook, Oculus e la rivoluzione della realtà virtuale

La VR è il nuovo 3D? Non è da escludersi. Ma se Valve uscirà dal suo letargo nel 2020 per rivoluzionare, forse, ancora una volta il modo in cui intendiamo i videogiochi con Half-Life: Alyx, il merito è delle possibilità offerte dalla realtà virtuale. Questo di per sé sarebbe già un buon motivo per leggere Storia del futuro. Il secondo è che a scriverlo è Blake J. Harris, già autore di quel librone che è Console Wars, la storia della lotta tra SEGA e Nintendo vinta a sorpresa da Sony, da cui verrà tratto un film realizzato dalla gang di Seth Rogen.

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Forse la VR non rivoluzionerà il videogioco, ma è lecito pensare che sia destinata a ritagliarsi un po’ più di spazio nel futuro prossimo.

Devolver: Behind the Scenes. Business and Pink Attitude

Se gli autori di videogiochi fanno ancora fatica ad affermarsi, fatte salve rare eccezioni, spesso lasciamo che sia il nome del publisher a guidarci nelle nostre valutazioni che precedono un acquisto. E pochi hanno saputo crearsi un’identità forte e precisa come quei mattacchioni di Devolver Digital. Tra un catalogo in cui non mancano i capolavori (Hotline Miami), conferenze E3 fuori di testa e una comunicazione sagace, Devolver si è fatta largo a spintoni nell’industria che conta. L’editore francese Third Editions ne ha raccolto la storia in un volume (in inglese) che raccoglie il reportage giornalistico di Baptiste Peyron e Pierre Maugein in cui si racconta, anche attraverso illustrazioni originali, il dietro le quinte di questa atipica scalata al vertice.

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Third Editions è un editore molto interessante, fuori dal giro dei più noti, ma il suo catalogo è comunque degno di attenzione.

The King of Fighters

Neoludica è un progetto molto interessante, che mira a coniugare il videogioco attraverso la lente dell’arte. Da questa intuizione è nato un catalogo originale pubblicato da Skira, ma anche una serie di volumi tematici. The King of Fighters, esponente della collana Game Colture Book, si concentra sull’analisi del gioco omonimo, quello che è da sempre considerate lo sfidante per eccellenza nel campo dei picchiaduro, ma che rappresenta una vera e propria gallina dalle uova doro per SNK, attraverso analisi dettagliate di tutti i capitoli usciti dal 1994 al 2017.

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Neoludica, per temi e approccio, in qualche modo richiama alla mente Ludologica, la storica collana curata da Matteo Bittanti.

Bloodborne Comics

I fumetti che espandono l’universo narrativo di un videogioco non sono certo una novità, e spesso per altro non spiccano per qualità. Perché dunque Bloodborne si è fatto spazio in questa selezione? Perché alla sceneggiatura c’è Ales Kot, già autore di serie Marvel di primo paino (Secret Avengers) e cult indie pubblicati dalla Image (Days of Hate). Non solo, Kot è un accanito giocatore di Bloodborne, con circa 3-400 ore all’attivo, al punto da presentarsi lui in prima persona da Titan Books, l’editore originale, per convincerli che lui fosse l’uomo giusto per scriverne un adattamento a fumetti. Spoiler: lo era.

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I fumetti di Bloodborne sono disponibili anche in italiano, raccolti in volumi pubblicati da Editoriale Cosmo.

SEGA Dreamcast. Collected Works

Dopo il volume dedicato al Mega Drive, ReadOnlyMemory torna sul luogo del delitto con un volume dedicato interamente al Dreamcast. La particolarità di questa serie, oltre all’abbondante foliazione e all’altissima qualità dei materiali, è l’accesso ad abbondante documentazione originale inedita, che include i prototipi dell’epoca, foto di hardware rarissimo e materiale di sviluppo dei giochi. A corredo, come d’abitudine, interviste esclusive ad alcuni degli sviluppatori più importanti della console tra cui Yu Suzuki (Shen Mue), Masayoshi Kikuchi (Jet Set Radio/Jet Grind Radio), Naoto Ohshima (Sonic Adventure) e Tetsuya Mizuguchi (Space Channel 5, Rez), attraverso le cui parole viene ricostruita la storia dell’ascesa e della caduta dell’ultima console realizzata da SEGA.

Lo sapevate che tra le periferiche disponibili per Dreamcast c’era la riproduzione di una canna da pesca?!

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