Rolling Stone Italia

La band che partì dalla Mongolia per arrivare a Guerre Stellari

Alla scoperta di una canzone proveniente da una terra lontana e diretta in una galassia lontana lontana

The Hu utilizzano tecniche di canto e strumenti musicali tipici della tradizione mongola per creare musica rock.

Qualunque appassionato di Star Wars associa la parola musica a un solo nome: John Williams. Colonna sonora dopo colonna sonora il compositore statunitense ha dato vita a una serie di brani leggendari, entrati di diritto nell’immaginario collettivo. Impossibile dimenticare il tema che accompagna i titoli di testa del primo capitolo. O la marcia imperiale. O, ancora, la sequenza ambientata nella cantina di Mos Eisley, con una band impegnata a suonare quello che definiremmo jazz intergalattico. E così, ormai abituati a un certo tipo di soluzioni musicale, al nostro ingresso nel mondo di Star Wars Jedi: Fallen Order eravamo pronti a sentire qualcosa di simile. Ci aspettavamo fiati, tanti fiati. Qualche percussione. Un leggero sottofondo di archi. Invece, ci siamo trovati ad ascoltare qualcosa di diverso. Imprevisto e sorprendente. Ci siamo trovati di fronte a Sugaan Essena.

Il testo di Sugaan Essena, brano contenuto nella colonna sonora di Star Wars Jedi: Fallen Order, è composto utilizzando una lingua creata per l’occasione.

Passato e futuro

“Uno degli aspetti che caratterizza Star Wars è che il suo universo è in parti eguali familiare e originale. E penso che in questo caso sia la stessa cosa. È qualcosa che abbiamo già sentito prima, un tema eroico, ma non l’abbiamo mai sentito suonare in questo modo”. Con queste parole il compositore Gordy Haab ha sintetizzato alla perfezione Sugaan Essena. È una canzone che cattura, gasa, carica, sprigiona energia da ogni nota, e che riesce a fare tutto questo proponendo un sound diverso rispetto a quello a cui siamo solitamente abituati. Un sound che potrebbe davvero giungere a noi da una galassia lontana lontana, ma che in realtà proviene da una remota regione dell’Asia centro settentrionale. Uno degli aspetti più sorprendenti e particolari di Sugaan Essena, è proprio questo. Si tratta di una canzone che funziona alla perfezione nell’universo ipertecnologico e futuristico di Guerre Stellari, ma che è stata concepita e basata sul passato. Merito dei The Hu, band che affonda nelle radici della musica della propria terra, rivisitando il tutto in salsa rock. “The Hu suonano Hunnu Rock. Un’idea venuta al nostro producer nove anni fa, mentre stava visitando il distretto di Chandmani nella provincia di Khovd, terra natia di suo padre e luogo dove il canto gutturale mongolo ha avuto origine.” Con queste parole Gala, uno dei quattro componenti della band, ha descritto la genesi di un progetto che si è sviluppato nel corso degli anni seguendo una direzione ben precisa. Un mix che colpisce sia per l’utilizzo di una tecnica di canto molto complessa e di difficile esecuzione, sia per la scelta di adottare strumenti musicali tradizionali. “Tutti i nostri strumenti sono creati a mano per la nostra band e provengono dalla storia mongola, come il Morin Khuur (violino a testa di cavallo), il Tovshuur (chitarra) e il Tsuur (un flauto dritto). Sono un’eredità diretta dei nostri antenati”, ha dichiarato Gala, aggiungendo che “abbiamo mantenuto la musicalità e i suoni originali, modificando solamente l’aspetto estetico degli strumenti per adattarlo al nostro stile e alla band. Per esempio il violino tradizionale ha la testa di cavallo che guarda verso il pubblico. Noi abbiamo deciso di fare l’opposto. Inoltre essendo una rock band volevamo strumenti con un design e degli artwork particolari”. Scelte stilistiche precise e ben delineate, che possono essere sintetizzati in una sola frase condivisa da tutti i membri della band: “La nostra musica vuole essere un ponte tra il passato e il presente, tra oriente e occidente”.

Il Morin Khuur, il Tovshuur e il Tsuur sono affiancati da strumenti più “convenzionali” per la musica rock quali chitarra, basso e batteria.

Un nuovo linguaggio

Sugaan Essena colpisce sin dal primo ascolto. Unisce antico e moderno, trasportando nel presente elementi della musica tradizionale mongola. Ma non solo. Sugaan Essena fa anche altro. Segna la nascita di una nuova lingua. “Quando abbiamo commissionato la canzone non abbiamo dato particolari input alla band. Gli abbiamo fornito delle informazioni generiche e poi gli abbiamo lasciato libertà creativa. L’unica richiesta che abbiamo ricevuto da Lucasfilm era che il brano doveva essere scritto in una lingua che si integrasse nell’universo di Star Wars. Per questo abbiamo chiesto alla band di crearne una originale per noi”, ha dichiarato l’audio director del gioco, Nick Laviers. Parole confermate dallo stesso Gala, che ha aggiunto “La canzone è stata composta specificatamente per Fallen Order. Perché avesse un significato e un senso per noi, per prima cosa abbiamo scritto un testo in mongolo. Quindi l’abbiamo trasformato in una lingua inventata per l’occasione, con l’aiuto degli sviluppatori del gioco”. Non possiamo sapere se questa nuova lingua tornerà a fare capolino nel futuro di Guerre Stellari, in altri videogiochi o magari in film o serie televisive. Una cosa è però certa. La scelta di proporre una soluzione musicale di questo genere è stata coraggiosa e originale. Ed è stata premiata dal successo. Un incrocio vincente, che rappresenta anche un sogno divenuto realtà per la band. “All’inizio non riuscivamo a crederci, pensavamo fosse uno scherzo. È stato difficile crederci fino a quando non abbiamo iniziato a lavorare sulla canzone. In quel momento è diventato tutto vero, tangibile. È un vero onore fare parte di un progetto come questo”, hanno dichiarato con il sorriso sulle labbra i The Hu.

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