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Il più bel gioco che non giocherete mai

188 milioni di dollari raccolti, anni di ritardo, centinaia di richieste di rimborso e 40.000 giocatori online in un weekend: tutto questo è Star Citizen

Secondo alcuni ex dipendenti di Cloud Imperium, Roberts starebbe ripetendo i soliti errori che lo accompagnano da anni.

Osservate bene la foto qui sopra. Concentratevi. Analizzate  lo sguardo, esaminate la postura, gli abiti. Prendetevi tutto il tempo che vi serve. Ora, se siete pronti, rispondete a questa semplice domanda: comprereste una navicella spaziale da quest’uomo, seppur nuova di pacca? Ah, c’è un dettaglio da considerare: la data di consegna, inizialmente prevista per il 2014, è ora fissata per il 2020. Se la vostra risposta è sì, nonostante tutto, state tranquilli: siete in buona compagnia.

Money in the bank

Quella che vi siete appena aggiudicati, per la modica cifra di 1.650 $ (sì, esatto, milleseicentocinquanta dollari) è la mitologica Kraken, una delle migliori navi disponibili per Star Citizen, il più ambizioso simulatore spaziale di massa mai concepito. Il solo problema è che, al momento, Star Citizen non esiste, a meno di voler considerare tale l’attuale Alpha, con tutti i suoi limiti. Solo per chi ha già sganciato del grano, ovviamente. E vi è andata anche bene, perché di altre navi esiste ad oggi solo il concept su carta. L’uomo a cui avete appena affidato i vostri sudati risparmi, invece, si chiama Chris Roberts e nei ’90 si è meritato l’appellativo di leggenda grazie a quel capolavoro di Wing Commander. Dopo aver cambiato per sempre il mondo dei simulatori di combattimento spaziale, Roberts ha quindi deciso di mettersi in proprio fondando un suo studio, Digital Anvil. Le cose però non sono andate altrettanto bene. Poco male, nel frattempo Roberts era già impegnato a dare vita alla sua prossima idea, uno studio di produzione a Hollywood, forte dei contatti con gente del calibro di Mark Hamill con cui aveva lavorato ai tempi di Wing Commander. Anche lì, però, le cose non sono andate molto bene. A quel punto Roberts ha capito che forse era il caso di sparire per un po’ dai radar prima di tornare nel 2012 con l’idea più grandiosa, ambiziosa, folle e geniale della sua carriera: Star Citizen.

Secondo Chris Roberts, tutto quello che serve per giocare a Star Citizen è il pacchetto da 45 $.

Non vendiamo sistemi solari, ma solide astronavi

Nell’industria del videogioco sono pochi quelli che sono riusciti a farsi un nome negli anni, e chi ci è riuscito monetizza ancora oggi i fasti di un tempo. Va anche ammesso che, di questi, pochi hanno sfornato una pietra miliare come Wing Commander. Non stupisce dunque che nel 2012, quando Chris si è presentato di nuovo davanti ai suoi adoratori con un gioco davvero troppo bello per essere vero, abbia trovato un fiume di gente pronto a seguirlo, con 6.2 milioni di dollari raccolti su Kickstarter in poche settimane. Non tanti per l’epoca, nel pieno boom del crowdfunding, ma più che sufficienti per un gioco destinato ad uscire l’anno successivo. Poi le cose hanno iniziato a non andare bene, ancora una volta, solo che stavolta nessuno se n’è accorto. Perché l’idea era così grossa da valere ogni attesa. Cosa sono una manciata di mesi di ritardo di fronte a un centinaio di sistemi solari esplorabili in lungo e in largo, sfrecciando nel buio siderale o calpestando la superficie gassosa del pianeta più remoto del creato? Nulla, in fondo. Anzi, meglio portarsi avanti e comprare una di quelle belle navi che Roberts ha iniziato a vendere per finanziare il supplemento di produzione, fino ad ammassare 288 milioni di dollari, la prima grande cifra mai raccolta tramite il finanziamento del pubblico. Di recente, però, le cose hanno cominciato a non andare bene per davvero. Qualcuno ha iniziato a chiedersi cosa stia davvero facendo Roberts con i soldi altrui da diversi anni: negli ultimi mesi la Federal Trade Commission ha ricevuto più di un centinaio di richieste di rimborso da parte di utenti delusi, alcuni dei quali avevano contribuito alla raccolta con diverse migliaia di dollari.

Mentre Star Citizen non ha più una data lancio, la beta della modalità singleplayer è prevista per il 2020.

Verso l’infinito e oltre

Mentre le casse di Cloud Imperium si stanno lentamente svuotando (secondo un recente reportage di Forbes i fondi rimanenti ammontano a 14 milioni), la data in cui Star Citizen vedrà la luce continua a spostarsi un po’ più in là come i confini dell’universo. Di quel centinaio di sistemi solari promessi, al momento non ne esiste nemmeno uno completo. Eppure buona parte dei backer restano fiduciosi. Per quanto composta da una frazione delle feature promesse, l’Alpha offre un’esperienza contenuta, ma imparagonabile a qualunque altro simulatore spaziale mai immaginato. Eppure Star Citizen potrebbe essere il gioco più grandioso che nessun giocherà mai. L’alternativa è una parola che i nostri legali ci sconsigliano di usare, ma siate onesti: a cos’altro pensereste se vi ritrovaste tra le mani 1.650 $ di astronave nuova fiammante e inutilizzabile?

 

 

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