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I videogiochi del decennio 2010-2019: posizioni 20-11

La mega-classifica dei 50 videogiochi che hanno rivoluzionato il decennio 2010-2019: le posizioni dalla 20 alla 11

(Le posizioni dalla 30 alla 21 le trovate qui)

20. DOTA 2 (2013)

Seguito di una mod per Warcraft III che ha in buona sostanza codificato il genere MOBA, Dota 2 non è solo uno dei giochi più giocati del decennio, ma anche un punto di riferimento nella scena esport grazie ai numerosi tornei organizzati da Valve che conducono al The International, uno dei picchi più alti della competizione videoludica annuale.

19. Overwatch(2016)

Qualcuno aveva dei dubbi sul successo di una nuova IP targata Blizzard? No, nessuno, ovvio. In pochi però potevano prevedere l’impatto culturale avuto da Overwatch. Intorno al FPS a squadre di Blizzard si è creato un universo narrativo, controllato solo in parte dai suoi creatori, che ha fornito spunto per importanti discussioni sulla diversità e l’accettazione.

18. Candy Crush Saga (2012)

Se oggi anche vostra madre gioca ai videogiochi, il merito (o la colpa) è di Candy Crush Saga. Evoluzione di un browser game, Candy Crush Saga si è diffuso come un virus insieme ai cellulari e a Facebook. È considerato, per altro, il primo gioco ad aver messo a punto un sistema Freemium. Benché vituperato, sono pochi quelli che non hanno mai ceduto al suo accattivante match three durante i viaggi in metropolitana.

17. Super Mario Galaxy 2 (2010)

Nintendo contro i luoghi comuni. In genere il secondo capitolo di una saga è un more of the same? Bene, all’inizio del decennio Nintendo sforna il seguito di uno dei giochi più belli e importanti mai realizzati superando se stessa. Mario Galaxy 2 riprende la formula dell’originale e la ampia in varietà e portata, senza perdere un bricio del senso di stupore della prima volta.

16. Undertale (2015)

Sviluppato da un team di una persona sola, nato grazie al crowdfunding su Kickstarter, costato poco più di 50k dollari, Undertale è uno degli RPG più importanti del decennio. Non solo è uno dei migliori esempi di indie che superano le grandi produzioni, ma ha anche contribuito all’evoluzione del linguaggio e dell’approccio alla scrittura sdoganando la internet colture.

15. Resident Evil VII (2017)

“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi” diceva un giovane Tancredi ne Il Gattopardo. Così Capcom per riportare alle origini la sua storica saga horror ne ha stravolto mitologia e setting, spostandosi negli Stati Uniti più rurali, ma recuperando quel senso di angoscia legato all’esplorazione di una magione direttamente dal primo capitolo.

14. God of War (2018)

Sony Santa Monica ha preso un action vecchia scuola e ne ha stravolto la formula rispettandone lo spirito e le fondamenta. Il risultato di questo lavoro immane è stato uno dei picchi tecnologici della generazione. Un solo, lunghissimo piano sequenza che ha riscritto le regole di come si possa raccontare una storia all’interno di un contesto interattivo. Oh boy!

13. Portal 2 (2011)

Il canto del cigno dei giochi singleplayer formati Valve (almeno fino a Half Life Alyx VR) è il seguito del gioco che ha insegnato al mondo che la torta è una bugia. Di fondo è un puzzle game, ma al di là della precisione dei suoi meccanismi, Portal 2 è ricordato ancora oggi per lo humor e lo stupore che la progressione narrativa riesce a regalare in ogni istante di gioco.

12. Dark Souls 2 (2011)

Successore spirituale di Demon Souls, Dark Souls è il titolo che ha sdoganato alle masse la formula del soulslike, divenuta un modello fondante del videogioco di questo decennio. Come gli instant classic, Dark Souls ha persino già ricevuto il trattamento di bellezza garantito da un’edizione remastered che lo rende ancora più attuale e godibile.

11. The Last of Us (2013)

In un decennio che ha segnato l’ulteriore avvicinamento tra cinema e videogioco, con passi avanti da entrambe le parti, The Last of Us è una delle pietre miliari di questa tendenza. Già apprezzati per Uncharted, i Naughty Dog fanno saltare il banco con un’avventura cupa e disperata che obbliga il giocatore a mettere in gioco non solo i riflessi, ma anche l’empatia.

 

 

  

 

 

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