I 15 migliori videogame del 2023 | Rolling Stone Italia
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I 15 migliori videogame del 2023

Dai remake prodotti con budget pazzeschi ai revival attesissimi, ecco dov’è andato il gaming negli ultimi 12 mesi. Detto in breve: è il vecchio che incontra il nuovo

I 15 migliori videogame del 2023

Artwork: Matthew Cooley

Foto: Sony Interactive Entertainment, Capcom USA, Visai Games, Blizzard Entertainment, Warner Bros. Games, Nintendo of America

Se si pensa agli anni cruciali del gaming, vengono in mente il 1986, che ci ha regalato classici a 8 bit come Metroid, Dragon Quest, The Legend of Zelda, Castlevania e Adventure Island. Oppure il 2013, che ha portato le epopee moderne di Grant Theft Auto V, The Last of Us, Bioshock Infinite, Dota 2 e un Tomb Raider aggiornato. Oggi invece, in un mondo in cui il videogioco è merce assai diffusa, con tantissime piattaforme alla portata di tutti e strumenti di sviluppo a disposizione delle masse, è difficile distinguersi dai competitor. Nonostante ciò, il 2023 si sarà ricordato come un anno caratterizzato da una valanga di titoli di alto livello che riplasmeranno l’industria, stabiliranno il passo per gli anni a venire e forniranno materia prima per il prossimo seminario di due ore del vostro storico di riferimento su un anno eccezionale.

Gaming e gamer stanno vivendo una nuova luna di miele. Dopo essere sopravvissuto ai passaggi al 3D e all’HD, il settore ha trovato un equilibrio più stabile. I giochi free-to-play e i massively multiplayer online games convivono in armonia con i titoli per single player di qualità cinematografica, che a loro volta rivaleggiano con le uscite nelle sale e in streaming. È anche un ottimo momento per i giochi indie, con l’arrivo di una nuova ondata di visioni artistiche che partono da piccoli team intenzionati a lasciare il segno.

Se volessimo individuare un tema centrale per il 2023 del gaming, sarebbe qualcosa di simile a “il vecchio incontra il nuovo”. Reinvenzioni, rivisitazioni, remake e riedizioni spuntano un po’ ovunque. A differenza di Hollywood, però, qui rifare non è una brutta parola. Anzi, per via della natura tecnologica del gaming rivisitare un vecchio lavoro per dargli una marcia in più può essere una buona cosa. Vuol dire usare nuovi strumenti per dare vita a storie che in passato sono state raccontate solo parzialmente.

Come sempre, ci sono stati incidenti di percorso. Titoli enormi sono stati lanciati e sono spariti senza esprimere il loro potenziale; altri più piccoli hanno avuto solo un attimo di gloria. Anche alcuni dei migliori prodotti di punta dell’annata sono partiti alla grande, per poi vacillare con gli aggiornamenti successivi. Fa tutto parte del gioco.

Abbiamo selezionato i 15 migliori videogame dell’anno, ma ovviamente non si tratta di tutti quelli interessanti usciti nel 2023; e poi l’elenco non include i titoli in continua evoluzione come Fortnite o le espansioni scaricabili come quella di Cyberpunk: Phantom Liberty, che da sola ha salvato la reputazione di un intero gioco.

15

Star Wars Jedi: Survivor

Xbox One & Series X|S, PlayStation 4 & 5, PC

Foto: Electronic Arts

All’uscita, nel 2019, Star Wars Jedi: Fallen Order è stato salutato come un ritorno alla gaming experience di tipo narrativo che i giocatori chiedevano sin dai tempi di The Force Unleashed II (quasi dieci anni prima). Nonostante l’entusiasmo dei fan, quello è stato però soprattutto un ottimo punto di partenza per sviluppare un gioco decisamente migliore. E infatti Jedi: Survivor, che ne è il sequel, riesce proprio in questo (e anche di più). Amplifica tutto ciò che funzionava nel gioco precedente: giochi di spada (laser) raffinati, esplorazione di un mondo aperto con tocchi MetroidVania e poteri della Forza cazzutissimi che ti fanno sentire uno Jedi.

Continuando la storia di Cal Kestis (interpretato da Cameron Monaghan di Shameless), Cavaliere Jedi e sopravvissuto dell’Ordine 66, il gioco offre un viaggio di ampio respiro che, come è d’obbligo per tutti i prodotti mediatici legati a Star Wars, colma i vuoti e le lacune tra le prime due trilogie. Con tonnellate di opzioni di personalizzazione (per il combattimento, ma anche per l’aspetto), oltre al ritorno di personaggi leggendari come Boba Fett e lo stesso Dart Fener, Jedi: Survivor rappresenta un’evoluzione soddisfacente per un franchise estremamente vasto, offrendo una visione più chiara e un coinvolgimento più profondo rispetto a quanto la stessa Lucasfilm abbia fatto su Disney+.

14

Lies of P

Xbox One & Series X|S, PlayStation 4 & 5, PC, macOS

Foto: Neowiz Games

Lies of P è una delle sorprese dell’anno, una storia gotica che osa porsi la domanda: cosa succederebbe se Pinocchio fosse sexy? Co-sviluppato e pubblicato dalla sudcoreana Neowiz Games, è ambientato in un mondo fantastico ispirato alla Belle époque, con protagonista un ragazzo robot che ricorda vagamente Timothée Chalamet, e porta i giocatori in una versione più violenta e complessa di Pinocchio, operando una rivisitazione originale della vecchia fiaba. Qui, nella città fittizia di Krat, P deve trovare il modo di salvare il suo creatore Geppetto e impedire una rivoluzione di burattini decerebrati.

Come Jedi: Survivor, anche Lies of P appartiene al sottogenere spesso frustrante e difficile (ma molto amato) dei Soulslike, ovvero giochi in cui i combattimenti e le atmosfere solitarie e cupe ricordano la saga Dark Souls. Gli scontri e le tematiche sembreranno anche derivativi, ma Lies of P offre qualcosa di nuovo con la sua reinterpretazione delle Avventure di Pinocchio che aggiunge al mix alcuni momenti topici legati al fatto che P è l’unico burattino in grado di mentire. È molto più figo di quanto sembri.

13

Armored Core 6: Fires of Rubicon

Xbox One & Series X|S, PlayStation 4 & 5, PC

Foto: Bandai Namco

Molto prima di cambiare il volto del panorama del gaming col genere Soulslike, gli sviluppatori giapponesi di FromSoftware sono stati promotori di un altro franchise importante: Armored Core. Fermi all’ultimo capitolo uscito nel 2013, i giochi di questa serie erano riconosciuti come il top in ambito di combattimenti su mecha, con scontri cattivissimi fra robot e una quantità assurda di opzioni di personalizzazione irresistibili per chiunque avesse passato la propria infanzia a montare modellini di Gundam Wing (presente!).

Armored Core 6: Fires of Rubicon è un recupero di nicchia in un’annata piena di resurrezioni di grandi franchise ed è un gioco totalmente old school. Ma coi suoi menu eleganti e una grafica di altissimo livello, è il simulatore per antonomasia di officina meccanica per robot, con una trama scarna che serve solamente a collegare tra loro missioni di ogni tipo, dal far saltare in aria piccoli mech all’impegnarsi duramente per farne esplodere uno enorme. Il senso di profondità e quello di verticalità sono stupefacenti, con le battaglie contro i boss che spingono i player fino al limite, scalando complessi alti come grattacieli durante scontri frenetici. Semplice da giocare, difficile da padroneggiare, è un titolo tostissimo e non adatto ai deboli di cuore.

12

Venba

Xbox One & Series X|S, PlayStation 5, PC

Foto: Visai Games

In mezzo alla moltitudine di blockbuster in circolazione, è bello trovare non uno, ma ben due giochi indie meravigliosamente realizzati che si concentrano sulla bellezza dell’Asia meridionale e sulle tradizioni indiane. Se Thirsty Suitors è un mix eclettico di meccaniche di gioco, Venba ha un approccio molto più mirato. Sviluppato da Visai Games, apparentemente è un gioco di cucina. Ambientato nel 1988 e negli anni seguenti, è incentrato sulla protagonista Venba che lascia il Tamil Nadu con il marito per ricominciare da capo a Toronto, e racconta le difficoltà che le famiglie di immigrati devono affrontare per crescere i propri figli in Occidente.

Il gioco è relativamente breve e lineare, e racconta alcuni frammenti di storia che mostrano, cronologicamente, Venba di fronte alla sfida di crescere suo figlio, Kavin, che come indiano canadese di seconda generazione fatica ad accostarsi alla sua cultura d’origine. Utilizzando il ricettario sbiadito della nonna di Venba, le prove consistono soprattutto nel risolvere degli enigmi per arrivare a ottenere un piatto perfetto, individuando l’ordine, le quantità e il posizionamento degli ingredienti. Mentre la maggior parte dei giochi sono esageratamente vasti, Venba offre uno sguardo intimo e gradevole sulla vita di una famiglia di immigrati, con un’atmosfera che scalda il cuore.

11

Mortal Kombat 1

Xbox Series X|S, PlayStation 5, Nintendo Switch, PC

Foto: Warner Bros. Games

Fra tutti i giochi di combattimento che si sono imposti anche dopo la fine del periodo di massimo splendore delle sale giochi negli anni ’90, nessuno ha avuto il successo di Mortal Kombat. Dopo aver attraversato con qualche incertezza una fase 3D negli anni ’80, la serie ha trovato nuova linfa con il reboot soft (il nono) del 2009. Anche se molti pensano che modernizzare un titolo significhi attenuarne la violenza per raggiungere così un pubblico più ampio, Mortal Kombat ha trovato la chiave del  successo triplicando la brutalità, sfruttando al massimo la tecnologia più moderna, e facendo riferimento alla propria storia tramite un’esplorazione delle linee temporali e dei multiversi prima che ciò diventasse di moda.

Ora, con Mortal Kombat 1, la serie torna ancora una volta alle origini con un reboot dalla narrazione solida. E non fatevi trarre in inganno: vedrete personaggi classici come Scorpion e Liu Kang in tutta la loro gloria anni ’90, ma si tratta delle loro nuove versioni, con archi narrativi complessi rimescolati in un’unica linea temporale “perfetta” fedele alla storia degli 11 capitoli precedenti. Con un sistema di rimandi, stile X-Men vs. Street Fighter, e una meccanica rinnovata tutta da padroneggiare, è anche uno dei titoli più accessibili del franchise.

10

Diablo IV

Xbox One & Series X|S, PlayStation 4 & 5, PC

Foto: Blizzard Entertainment

Diablo IV di Blizzard si è fatto attendere a lungo. Il lancio di Diablo III, nel 2008, ha fatto scalpore perché era considerato da molti troppo casual friendly, ma alla fine ha conquistato una fanbase affezionata grazie a una serie di aggiornamenti nel corso del decennio seguente. Però i fan speravano ancora in un vero e proprio gran ritorno che rievocasse l’atmosfera cupa del momento più alto della serie, Diablo II, ma con qualche tocco moderno che conducesse i giocatori in un vero e proprio viaggio all’inferno. Sotto molti punti di vista, Diablo IV l’ha fatto. Ispirato alla macabra estetica rinascimentale dei primi capitoli e caratterizzato da una meccanica di gioco stile dungeon-crawler molto coinvolgente, è una vera e propria masterclass sugli ARPG, i videogiochi di ruolo d’azione.

Tuttavia, non è stato un percorso senza ostacoli: il primo aggiornamento successivo post uscita ha modificato molti dei sistemi che i giocatori avevano imparato ad amare, ma essendo un gioco in continua evoluzione Diablo IV sta operando delle correzioni di rotta, con aggiornamenti stagionali in corso che soddisfano e anticipano ciò che i player desiderano, in modo da fidelizzarli nel lungo periodo. Perché un gioco multiplayer meravigliosamente costruito, da fare online o sul divano, rappresenta quel tipo d’intrattenimento sicuro e durevole che diventa quasi un lavoro part-time (nel senso buono del termine).

9

Resident Evil 4

Xbox Series X|S, PlayStation 4 & 5, PC, macOS, iOS, iPadOS

Foto: Capcom USA

Resident Evil 4, forse il remake più atteso in un mare di titoli revival, non dovrebbe essere così bello e invece lo è. Famoso per essere uno dei giochi più ripubblicati dell’era moderna, l’originale del 2004 gira praticamente su ogni dispositivo immaginabile ed è stato riproposto fino al 2021 in versione VR per Oculus Quest 2. Eppure…

Non c’è niente che riesca a battere Resident Evil 4. Il gioco che ha segnato il passaggio del franchise survival horror da una storia blindata e schematica ambientata in una casa infestata a un action thriller da manuale, ha reso popolari così tante meccaniche in così tanti giochi che il suo DNA è ancora rintracciabile in tutto il settore del gaming. Dopo il grande successo dei remake di Resident Evil 2 e 3, questa rielaborazione era ovviamente destinata a essere un buon gioco, ma è difficile spiegare quanto sia effettivamente nuovo, nonostante si basi su un’idea a tutti ben nota. Con un’atmosfera agghiacciante, una sceneggiatura rigorosa, jump scare a raffica e scene di gioco da far sudare le mani, è francamente la versione migliore di uno dei migliori titoli mai realizzati. E se ancora vi sembrasse vecchio, procuratevi il recente aggiornamento PSVR2 per vivere una delle esperienze più spaventose che si possa provare.

8

Sea of Stars

Xbox One & Series X|S, PlayStation 4 & 5, Nintendo Switch, PC

Foto: Sabotage Studio

Uno dei più grandi regali che ci ha fatto l’era degli indie game, oltre a fare in modo che nuove idee creative si facessero largo in un ambito molto poco incline al rischio, è la possibilità per gli sviluppatori di reinterpretare con un proprio tocco personale i giochi che li hanno appassionati da piccoli. Sebbene la maggior parte dei titoli più importanti si sia sganciata dagli stili di gioco che hanno caratterizzato i loro esordi (vedi Final Fantasy e Resident Evil), ci sono moltissime persone che lavorano per ricreare le atmosfere originali così com’erano (o, almeno, come le ricordate).

È in questo ambito che una proposta come Sea of Stars si distingue: mostrando chiaramente la sua discendenza dai JRPG anni ’90, è un meraviglioso omaggio a giochi come Chrono Trigger, splendide epopee in pixel art che non cedono al fascino degli standard moderni più orientato all’azione. Ambientandolo nel mondo del precedente omaggio rétro (The Messenger del 2018), gli sviluppatori di Sabotage Studio hanno creato una storia originale che coinvolge sei personaggi giocabili, incentrata su rompicapo e combattimenti a turni. Sea of Stars dimostra che le idee classiche sono ancora valide, anche senza ricorrere a un’infinità di remake e sequel.

7

Marvel’s Spider-Man 2

PlayStation 5

Foto: Sony Interactive Entertainment

Anche se i giochi originali e le nuove idee restano elementi fondamentali per gli utenti, c’è ancora una grande richiesta di sequel, tant’è vero che, da qui in poi, questa lista è interamente composto da prodotti così. Però, se lo si vuole fare, bisogna farlo bene, e pochi sanno realizzare i sequel come Insomniac Games. Dopo aver rivoluzionato i giochi di supereroi con la doppietta Marvel’s Spider-Man (2018) e Spider-Man: Miles Morales (2020), lo studio ha riunito tutti i ragnetti per la sua mega-esclusiva per PS5, Marvel’s Spider-Man 2.

Riprendendo le storie dei primi due titoli, il gioco segue i due Spider-Man più importanti di New York, l’originale Peter Parker e il nuovo arrivato Miles Morales. Ispirandosi a una serie di storie classiche dei fumetti, tra cui L’ultima caccia di Kraven, tesse una rete che porterà entrambi gli eroi ad affrontare i propri demoni in una campagna che si concentra su temi più concreti rispetto alle pagliacciate sul multiverso viste nei film più recenti e tratta i personaggi con più rispetto di qualsiasi altro fumetto Marvel degli ultimi 20 anni. Grazie a una storia efficace, a scene d’azione incalzanti e una New York ricostruita con un’accuratezza mai vista in un gioco, è probabilmente il titolo migliore di Spider-Man al momento disponibile.

6

Street Fighter 6

Xbox Series X|S, PlayStation 4 & 5, PC

Foto: Capcom USA

Il 2023 è stato un anno speciale per i videogame per una serie di motivi, non ultimo il fatto che ha segnato la rinascita conclamata dei giochi basati sui combattimenti. Con i nuovi titoli dei tre grandi franchise picchiaduro pubblicati a un anno di distanza l’uno dall’altro (Street Fighter 6, Mortal Kombat 1 e, a gennaio, Tekken 8), abbiamo assistito a un allineamento planetario che non si vedeva da oltre due decenni.

In tutto ciò, protagonista assoluto è ovviamente il nonno dei giochi di combattimento: Street Fighter. Anche se la serie è passata in secondo piano rispetto a Mortal Kombat, che ha un appeal culturale e un’attenzione per i personaggi pop ospiti che le hanno consentito di cavalcare sempre lo zeitgeist, Street Fighter 6 segna il punto della storia in cui il perdente torna a vincere. Ricostruito da zero con una miriade di opzioni, una direzione artistica splendida ispirata ai graffiti e generazioni di personaggi vecchi e nuovi, è una tempesta perfetta di decisioni creative che si spera contribuiranno a portare una ventata di freschezza, nei giochi di combattimento, per gli anni a venire. Prendete un controller, meglio un fight stick, perché è ora di iniziare ad allenarsi per diventare il prossimo world warrior.

5

Super Mario Bros. Wonder

Nintendo Switch

Foto: Nintendo of America

Il gaming ha una particolarità interessante che lo distingue dalle altre forme di intrattenimento: è ancora un medium giovane. Mentre i vari Martin Scorsese e Paul McCartney avevano già generazioni di icone a cui ispirarsi, stiamo entrando solo ora nella fase di vita dell’industria videoludica in cui una nuova generazione si sta facendo avanti per raccogliere il testimone dalle mani di icone come Shigeru Miyamoto, il creatore di Mario. Questa transizione è evidente nei giochi moderni, molti dei quali rendono omaggio a un’epoca passata e iniziano a creare qualcosa di nuovo.

È proprio questa sintesi generazionale che rende straordinario Super Mario Bros. Wonder. Nella sua essenza, il gioco si presenta come un sidescroller tradizionale di Mario in 2D, ma presto si trasforma in qualcosa di più: stabilisce le regole e poi le infrange più e più volte, in una corsa sempre più folle e surreale. Il primo gioco di Mario a godere di un contributo massiccio da parte della nuova leva di creativi di Nintendo, sotto l’occhio vigile del produttore veterano Takashi Tezuka, sembra un mix di tutto ciò che le persone cresciute giocando a Mario vorrebbero. Sfruttando a fondo ogni risorsa dell’ormai datata Switch, è un banchetto visivo in cui il famosissimo idraulico non è un facsimile della sua vecchia forma pixelata, ma diviene un personaggio pienamente sviluppato che fa pensare alla prima copertina di Nintendo Power che prende vita.

4

Final Fantasy XVI

PlayStation 5

Foto: Square Enix

Se il leitmotiv del gaming, nel 2023, è il vecchio incontra il nuovo, nessun gioco lo incarna meglio di Final Fantasy XVI. Per essere una serie senza un vero filo conduttore, che si reinventa costantemente per adattarsi alle esigenze di un settore in perenne mutamento, c’è qualcosa nell’ultimo gioco di Square Enix che sa davvero di Final Fantasy. Nonostante abbia abbandonato quasi del tutto gli elementi RPG per concentrarsi maggiormente sull’azione, sotto la guida del designer Ryota Suzuki (Devil May Cry 5), si percepisce una fedeltà all’elemento fantasy inconfondibile nell’aspetto e nel tono.

Pesantemente influenzato dal filone fantasy più occidentale alla Game of Thrones, il gioco si concentra sulle fazioni di Valisthea in guerra, con tutti gli intrecci politici, i drammi e il sesso che i fan di quel genere si aspettano, però abbinati ai temi più complessi e ai principi astratti che caratterizzano i giochi di ruolo giapponesi. Ma, nella struttura, i fan percepiscono la fedeltà alla tradizione della serie. Ci sono cristalli giganti, chocobo, evocazioni elementali e vecchi di nome Cid. Anche nei menu, i personaggi non sono rappresentati con eleganti schede di profilo, ma con ricostruzioni perfette, pixel per pixel, del loro aspetto nell’era SNES. Viene da domandarsi se questo non sia esattamente ciò che i giocatori più âgé avevano in mente, quando hanno preso in mano per la prima volta un controller per Final Fantasy, ai tempi delle cartucce.

3

Alan Wake II

Xbox Series X|S, PlayStation 5, PC

Foto: Epic Games

Ogni tot anni arriva un gioco che spinge l’acceleratore sull’anima cinematografica del medium, mettendosi regolarmente in competizione con le capacità di narrazione di Hollywood e, spesso, spingendosi oltre. Quest’anno, il titolo in questione è Alan Wake 2. Il tanto atteso sequel del cult del 2010 si riallaccia, 13 anni dopo, agli eventi del primo capitolo e segue lo scrittore Alan, intrappolato in una dimensione alternativa. Ma questa volta c’è anche un deuteragonista, l’agente dell’FBI Saga Anderson, di cui Alan scrive rendendola il personaggio principale di una storia dell’orrore per sfuggire alla sua prigione oscura. È una trama molto complessa e sconvolgente, che rende l’experience orrorifica profondamente angosciante.

Gli sviluppatori di Remedy Entertainment hanno preso il tono lynchiano del primo capitolo e l’hanno unito ad altre influenze come Il silenzio degli innocenti e True Detective per creare un thriller seriale destinato a durare nel tempo. Mescolando immagini digitali con sequenze live action (nello stile di Remedy), il gioco travalica il confine tra videogame e film giocabile in modi che rendono la serie di Alan Wake matura per un adattamento su grande schermo. Ma, in attesa di quel momento, addentratevi nel mistero inquietante con il controller in mano (e, preferibilmente, con un bel paio di cuffie).

2

Baldur’s Gate 3

Xbox Series X|S, PlayStation 5, PC, macOS

Foto: Larian Studios

Non si può parlare di giochi dell’anno senza nominare Baldur’s Gate 3. Sviluppato da Larian Studios, è tecnicamente uno dei titoli indipendenti (anche se sviluppato con risorse da prodotto AAA) più grandi e sfarzosi di tutti i tempi. È un’epopea di ampio respiro, ispirata a Dungeons & Dragons, che offre un’odissea drammatica e avvincente, guidata dalle scelte del giocatore, diversa da qualsiasi altra sul mercato.

Ma non è per tutti e, nonostante la recente riscoperta del gioco da tavolo nella cultura pop, per alcuni questo titolo è semplicemente troppo: troppe scelte, troppi percorsi da seguire, troppi modi per costruire un personaggio a cui ci si affeziona profondamente, poi un altro e un altro ancora per le successive centinaia di ore della propria vita. Volete fare l’amore con un orso? Potete. Diventare una forma di formaggio? Sì, perché no? Il vostro personaggio può appartenere a una delle 12 classi, ulteriormente suddivise in 46 sottoclassi. Si può giocare over the shoulder o con visuale dall’alto. Davvero, può essere tutto ciò che desiderate: come se foste insieme a un gruppo di amici fidati, con carta e penna, a lanciare a turno il dado digitale. In uno dei giochi realizzati più meticolosamente e più sontuosamente costruiti di questo o di qualsiasi altro anno a memoria d’uomo, troppo non è mai abbastanza. Baldur’s Gate 3 è un gioco di cui si parlerà per anni.

1

The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom

PlayStation 5

Foto: Nintendo of America

È difficile spiegare quanto The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom sia impressionante. Costruito sulle premesse di Breath of the Wild, contiene tutto quello che c’era in quel titolo e molto altro. Proprio quando si pensa di avere un’idea di ciò che il gioco ha da offrire (un vasto mondo aperto sgombro da indicatori di missioni o PNG copia-incollati, possibilità di costruzione a livello di Minecraft che premiano la creatività, un meccanismo sempre più imprevedibile che trasforma bulbi oculari dei nemici e gelatine in armi da guerra) arriva qualcosa di più. In Tears of the Kingdom ci sono giochi dentro al gioco e tutto gira su un hardware ampiamente surclassato anche dal telefono che avete in tasca.

La forza più grande di Nintendo, quella che l’ha fatta rimanere fra le realtà più importanti in un settore in cui la potenza, il networking e la resa cinematografica hanno spinto il gaming verso l’arte digitale, è la sua inesauribile capacità di reinventarsi. In una serie incentrata sul ciclo di reincarnazione di un’eroina con le orecchie d’elfo che combatte un male supremo, la reinvenzione è fondamentale. La promessa di Tears of the Kingdom è che, anche se si pensa di conoscere bene la leggenda, ci saranno sempre altri aspetti da scoprire. In un anno in cui ogni comparto dell’industria ha dato il meglio di sé, ci vuole davvero qualcosa di speciale per essere il top. Ci vuole The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom, ci vuole un videogioco perfetto.

Da Rolling Stone US.