Hello, Mr. President! Mark Zuckerberg alla Casa Bianca? | Rolling Stone Italia
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Hello, Mr. President! Mark Zuckerberg alla Casa Bianca?

Mark Zuckerberg si candiderà alla Casa Bianca? Può sembrare improbabile ma ci sono più indizi che lo confermerebbero

Se l’americano medio passa il novanta percento del tempo a parlare di Trump (e noi con lui), il restante dieci percento è speso a pensare a chi sarà il prossimo Presidente degli Stati Uniti d’America. I nomi in ballo non sono molti, ma ce n’è uno, in particolare, che dall’essere azzardato, per non dire esotico, sta diventando sempre più gettonato. Viene detto sottovoce, a metà strada tra l’eresia e la battutaccia sconcia, ma quel nome è Mark Zuckerberg. Parliamo proprio del fondatore di Facebook, e se le voci su una sua possibile candidatura all’inizio sembravano sparate a zero, mano a mano che passano i giorni si accumulano elementi oggettivi che infiammano i cuori del popolo del web.

Partiamo da quello più evidente. Lo scorso anno il direttivo di Facebook ha siglato un SEC filing, cioè un documento finanziario inviato alla Securities and Exchange Commission nel quale si stabiliscono alcune condizioni sulla gestione del colosso social. Tra queste, ne spicca una che, di fatto, toglie poteri decisionali a Zuckerberg nel caso questi si allontani dall’azienda… fatto salvo una clausola che gli garantirebbe comunque il controllo nel caso assumesse cariche pubbliche. Tra queste, ovviamente, quella di Presidente degli Stati Uniti.
Altro elemento degno di nota è l’augurio di Buon Natale fatto da Mark e famiglia lo scorso Natale, via Facebook. Per un ragazzo cresciuto nella cultura ebraica, e poi diventato ateo, suonava strano un messaggio che augurava un Buon Natale e un Buon Hanukkah (una festa ebraica che si tiene, a seconda degli anni, a fine Novembre o fine Dicembre). Molti, nei commenti, chiedono a Zuckerberg il perché di un simile augurio da parte di un ateo, e lui replica che si è riavvicinato a Dio. Può essere certo una coincidenza, ma è curioso notare che una condizione necessaria per diventare Presidente è l’essere credenti.

Altra mossa, forse quella che più di tutte ha trasformato Zuckerberg uno dei prossimi candidati alla Casa Bianca, è stato l’annuncio di voler visitare, entro la fine del 2017, ogni Stato americano. Considerando quelli già visitati, nei prossimi mesi Mark dovrà toccarne circa un’altra trentina. Il motivo ufficiale è conoscere le esigenze di ogni Stato in materia di social, e visitare università e le sedi della sua società sparse nel territorio, ma il darsi scadenze precise, e lanciarsi in un tour piuttosto massacrante se si considerano gli impegni del CEO di Facebook, solleva in effetti qualche perplessità.

E ci sono altre “coincidenze” pronte a far sognare i suoi fan. Per esempio, l’aver ingaggiato David Plouffe nella gestione della Zuckerberg Chan Initative, la fondazione benefica di Mark e moglie. Chi è Plouffe? Niente poco di meno che il manager della campagna elettorale del 2008 di Barack Obama. E per non farsi mancare nulla, ecco l’idea di raccogliere un gruppo di ex politici di livello governativo per dirigere al meglio gli sforzi della fondazione. Mettendo a capo del gruppo Kenneth Mehlman. Che per coincidenza, un’altra, è stato il manager della campagna elettorale di George W. Bush nel 2004.

A proposito della fondazione, c’è chi vede in questa mossa qualcosa in più della semplice, e ammirevole, vocazione caritatevole. Creare la fondazione, che prevede il reinvestimento del 99% del valore delle azioni detenute da Zuckerberg e moglie in opere dedicate all’educazione e sviluppo paritario in tutto il mondo, ha costretto a profonde modifiche dello statuto societario. Di fatto, Mark può cedere, e quindi trasferire, il denaro dei suoi proventi mantenendo la maggioranza di voto nel consiglio direttivo. Una mossa molto utile, in caso di elezione a Presidente, per evitare accuse di conflitto d’interesse.

Per i fan del CEO di Facebook ce n’è davvero abbastanza per sognare la sua candidatura, e il fatto che alla Casa Bianca, ora, ci sia proprio un CEO come Trump, non la rende una possibilità così remota. C’è chi, al contrario, vede in queste mosse la volontà di trasformare Facebook in un universo parallelo dotato di poteri ancora più ampi di quelli attuali, specie sul fronte dell’opinione pubblico. Un assaggio, dopotutto, lo stiamo già avendo. E Zuckerberg, qui, è già Presidente.