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Gamestop in crisi nera, ma il CEO minimizza

Una nuova ondata di licenziamenti sta per colpire la famosa catena di videogiochi che potrebbe veder chiudere fino a 200 punti vendita nel mondo solo nei prossimi mesi

Gamestop ha attualmente 5700 negozi suddivisi in 14 paesi, quasi 1500 in meno rispetto al 2017.

La situazione finanziaria di Gamestop non accenna a migliorare e prima della fine dell’anno fiscale tra i 180 e 200 negozi in tutto il mondo rischiano la chiusura. A rivelarlo è stato il CEO della catena, George Sherman, che nell’ultima chiamata con gli investitori ha parlato di un processo di ristrutturazione aziendale che mira, in primo luogo, a tagliare via tutti quei punti vendita con bassi profitti. Si passerà poi a una seconda fase di valutazione di costi e opportunità che con molta probabilità porterà a una “seconda ondata di chiusure ancora più significativa” nei prossimi due anni, stando alle parole dell’amministratore delegato.
Le cose dunque non si mettono per niente bene per i dipendenti della multinazionale, che solo nel mese di agosto aveva già licenziato più di 200 dipendenti tra responsabili e addetti alle vendite, colpendo anche una buona parte della redazione della rivista Game Informer, che fa capo all’azienda.
Tuttavia, per Sherman la situazione non appare così nera e si dice certo che le vendite dei videogiochi su supporto fisico riprenderanno a crescere con l’arrivo delle nuove console.
“La nostra previsione è che i giochi verranno lanciati in entrambi i formati con il nuovo ciclo esattamente come avviene ora – ha dichiarato –, e ci aspettiamo di guadagnare la nostra parte da entrambi i mercati. Ovviamente, quando si tratta di mercato fisico abbiamo un margine di guadagno molto, molto significativo. E il formato retail è ancora oggi una porzione importante dell’intero mercato dei videogiochi”.

Non manca ormai molto all’arrivo di Xbox Scarlett e PS5 e il prossimo anno sarà cruciale per capire se c’è ancora un futuro per Gamestop.

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