5 motivi per cui il remake di Blade Runner è una bomba | Rolling Stone Italia
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5 motivi per cui il remake di Blade Runner è una bomba

Il ritorno in una versione restaurata e adattata alle tecnologie odierne della celebre avventura grafica dei Westwood è un raggio di neon nella pioggia

5 motivi per cui il remake di Blade Runner è una bomba

Magari la resa grafica non sarà all’altezza di questa fan art, ma sognare costa nulla, soprattutto di questi tempi.

La notizia dell’arrivo della Enhanced Edition di Blade Runner è arrivata così, in un’anonima mattinata di marzo, mentre il mondo era distratto dalle notizie riguardanti la propria estinzione via virus. Non sorprende dunque che sia passata un po’ inosservata. D’altra parte, se persiono l’annuncio delle specifiche di Xbox Series X non ha suscitato il clamore che avrebbe generato in altri momenti, perché avrebbe dovuto farlo il remake di un’avventura grafica con più di vent’anni sulle spalle? In realtà i motivi sono tantissimi, a partire dall’incredulità per la riemersione di un gioco che sembrava spacciato tre le dispute per i diritti legali e parti di codici mancanti. Vi risparmiamo comunque il listone infinito e ci limitiamo a cinque motivi per cui dovreste aspettare in gloria l’arrivo di Blade Runner: Enhanced Edition al pari della fine della quarantena (sperando che non coincidano).

5. I videogiochi vanno conservati

Certo in questi giorni abbiamo problemi un po’ più complessi di cui occuparci, prioritari rispetto alla conservazione del videogioco, ma ciò non toglie che questo sia una questione che una volta tornati alla normalità andrà affrontata. Perché mentre una nuova generazione di console è ormai alle porte, dietro di noi stiamo lasciando per strada miliardi di righe di codice che andranno perse come lacrime nella pioggia perché non ci saranno più macchine che potranno farle girare o, peggio, archivi che le conservino. Prima di riaffiorare, altrettanto a sorpresa, su GOG nella sua versione originale, Blade Runner ha rischiato di fare la fine di altri titoli importantissimi spariti nelle sabbie mobile del copyright e dell’obsolescenza tecnologica. E la possibilità di comprarlo oggi, nella sua versione originale è già un’ottima notizia, ma un’edizione in grado di risultare appetibile anche alle nuove generazioni è una notizia ancora migliore.

Avevamo perso la speranza e nel giro di qualche mese non solo Blade Runner è tornato, ma avrà anche una Enhanced Edition.

4. È il sequel perfetto

A differenza di tanti altri disastrosi tie-in, il Blade Runner dei Westwood non provava a inserirsi nella trama del capolavoro di Ridley Scott, ma anzi lo costeggia, lambendone solo sporadicamente i contorni. Il protagonista, Ray McCoy, è anche lui un detective, ma a differenza di Deckard non è a caccia di replicanti, bensì sulle tracce di una strana storia di animali morti. Un altro dettaglio interessante è che il gioco stabilisce a inizio partita quali personaggi siano umano o replicanti, creando a ogni nuovo inizio una versione leggermente diversa della storia.

Ecco, forse questa ambientazione dal film ve la ricordate.

3. McCoy è il miglior detective dei videogiochi

Blade Runner è un’avventura grafica con tutti i crismi, di quelle in cui bisogna muovere il personaggio attraverso lo scenario col puntatore e individuare gli oggetti in scena per analizzarli. Abbandona però il filone ironico alla LucasArts, per abbracciare il tono più serio e cupo della pellicola, avvicinandosi molto a Beneath a Steel Sky, suo contemporaneo e altrettanto valido. Il valore aggiunto di Blade Runner, tuttavia, è nella modernità del suo approccio, che prevede la possibilità di arrivare alla giusta deduzione attraverso più percorsi, con dialoghi che si adattano alla situazione. In aggiunta, come se non fosse abbastanza, potrete anche adoperare in prima persona la leggendaria macchina Voight-Kampff per individuare replicanti e la più avanzata tecnologia di foto enhancing.

Le fasi di indagine di Blade Runner rimangono tuttora insuperate.

2. Ha un’atmosfera pazzesca

Non si può dire che Blade Runner non sia invecchiato, ma allo stesso modo non si può dire che l’abbia fatto male. I fondali pre-renderizzati che in parte riprendono scenografie del film e in parte ne ricreano di nuove sono popolati da sprite oggi forse un po’ tropo pixelosi, ma nel complesso la fotografia del gioco fa ancora un’ottima figura. Nemmeno il seguito di Villeneuve, comunque bellissimo a vedersi, ha saputo cogliere così alla perfezione l’estetica di Blade Runner. Possiamo solo immaginare la bellezza della Enhanced Edition se davvero Nightdive riuscirà a eseguire un restauro all’altezza degli standard visivi odierni, ma al contempo rispettoso della visione estetica dell’originale.

Blade Runner ha praticamente inventato l’immaginario estetico del cyberpunk, fatto di neon che fendono il buio, ologrammi e città piovose.

1. È innovativo anche nel 2020

Come un film di Tarantino, Blade Runner è stato un gioco la cui portata ha superato in termini di valore la mera somma delle sue parti. È un’avventura grafica moderna e innovatrice, graziata da una grafica pazzesca ed esaltata dallo spirito di un film culto, che non ha provato semplicemente a emulare, ma in qualche modo ad affiancare, pur solcando terreni diversi. Blade Runner sarebbe un gioco da perderci la testa anche se uscisse oggi: per molti sarà così, perché la sua scomparsa per anni dal mercato l’ha reso di fatto una sorta di leggenda metropolitana di cui molti hanno sentito parlare, ma che in pochi hanno potuto provare davvero.

Chi ha avuto la fortuna di giocare a Blade Runner a suo tempo ha visto cose che voi umani non potreste immaginare.