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Franceschini lancia un appello: «Cinema e teatri sono sicuri, vanno riaperti»

Il ministro in una lunga intervista al Corriere ha lanciato la proposta di tornare a riaprire i luoghi della cultura, perché rispetto a bar e ristoranti sono meno pericolosi per la diffusione del Covid

Una manifestazione dei lavoratori dello spettacolo a Roma lo scorso novembre. Foto Simona Granati - Corbis/Getty Images

Nonostante l’ennesima ondata del virus e la preoccupazione per le sue varianti, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha lanciato un appello in una lunga intervista sul Corriere per riaprire teatri e cinema e più in generale qui luoghi in cui viene diffusa l’arte e la bellezza dell’Italia, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid: “Ad oggi, teatri e cinema sono chiusi in Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Portogallo. Ma siccome l’Italia è l’Italia vorrei che fossimo i primi a riaprire. L’operazione va fatta non con i proclami né con gli annunci ma per passi possibili”.

Franceschini, confermato ministro anche con il Governo Draghi, ha esortato a “ragionare della riapertura” visto che “in questi mesi abbiamo capito che i luoghi più pericolosi sono quelli dove ti togli la mascherina: ristoranti, bar, case private. Nei teatri e nei cinema, già nella riapertura estiva, c’erano misure di sicurezza molto rigide che si sono rivelate efficienti: mascherina, distanziamento, igienizzazione delle mani, sanificazione dei locali”. Inoltre, ha sottolineato i dati drammatici del settore: nel 2020 il 70% di eventi in meno, un calo degli ingressi del 72,90% con conseguenti ricadute sui lavoratori, per i quali saranno necessari altri interventi di sostegno: “Li sto riproponendo in modo consistente per il nuovo decreto Ristori. Finché non lavorano, occorre sostenere gli operatori del settore al di là del tipo di contratto che avevano”.

La domanda che sorge spontanea è quando potranno davvero riaprire. Questa la risposta del ministro: “Ho chiesto al Comitato tecnico-scientifico un incontro urgente, mi confronterò poi collegialmente col governo, perché non sono certo io a decidere da solo, e col Cts per individuare tempi e modalità. Però penso che teatri e cinema, con severe e adeguate misure, siano più sicuri di altri locali già aperti oggi. E credo che l’Italia, più di altri Paesi, abbia bisogno come l’ossigeno di tornare ad avere un’offerta culturale. Lo ha detto bene il presidente Draghi. Le città italiane senza teatri e cinema e le piazze senza musica sono più tristi: così l’Italia non è l’Italia”.