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Due giornate di incontri per interrogarsi su come stia cambiando il lavoro culturale tra tecnologia, piattaforme digitali e nuove forme di precarietà. Il 13 e 14 marzo 2026 il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma ha ospitato The Dream Syndicate. Foto: MACRO Roma
Dissonanze, autonomie e desiderio nel lavoro culturale: di questo si è parlato durante un convegno internazionale, a ingresso gratuito, dedicato alle trasformazioni del lavoro creativo contemporaneo, con un focus sulla musica e sulle pratiche artistiche. Foto: MACRO Roma
Il progetto è stato curato da Carlo Antonelli e Valerio Mannucci e si è inserito nella programmazione del museo promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, con la direzione artistica di Cristiana Perrella. Foto: MACRO Roma
Durante la due giorni, si è discusso in modo fitto e accorato intorno alle sorti del lavoro culturale (e musicale in particolare) e tutta la biopolitica che si porta dietro: fatica, sofferenza, incertezza, panico, resurrezioni (per fortuna), fine della razza umana. Foto: MACRO Roma
Sono intervenuti - tra gli altri/e - pesi massimi teorici quali David Toop, McKenzie Wark, Andrea Lissoni, Daniele Gasparinetti, Valerio Mattioli, Industria Indipendente, Simon Reynolds. Foto: MACRO Roma
Come chicca finale, di fronte a gente stremata dalla 48 ore in fin dei conti marxista, di AI si doveva necessariamente parlare, specie con il demonio Peter Thiel in città. Foto: MACRO Roma
Infine, intervenuto come un lanciafiamme, la superstar cyberpunk Bruce Sterling che ha messo a posto tutti. Un raro esempio di simposio per sole parole completamente e squisitamente rock’n’roll. Foto: MACRO Roma
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