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Evviva i podcast, ancora di più quando snobbano il mainstream

Esistono podcast italiani che parlano senza paura di un argomento specifico e nascono per un motivo: dar voce a passioni eclatanti tipiche dei nerd più integralisti. Ne abbiamo scelti tre, molto differenti tra loro

Foto: Reynier Carl via Unsplash

Qualche anno fa, nel momento in cui tutte le serie raccontavano quasi e solo qualche momento della storia dell’informatica, sono rimasto intrappolato in Halt and Catch Fire, un prodotto AMC amato dalla critica di settore che romanzava la corsa per l’evoluzione del personal computer. Verso la fine della seconda stagione, la protagonista Mackenzie Davis (sì, quella di San Junipero, uno degli episodi più amati dal pubblico di Black Mirror) decide di mutare gli obiettivi della propria società spostando il focus dai videogames indie alla costruzione di una community online. All’interno di questa community, nota come in poco tempo i suoi iscritti -perlopiù smanettoni del computer degli anni ’80 – abbiano una tendenza naturale a cercare nel mondo online persone con cui condividere le stesse passioni fuori dall’ottica mainstream. In un’altra ottima illuminazione, la community verrà trasformata in un colosso dell’online trading, una sorta di Ebay-nerd.

Quello che possiamo dedurne è che la fortuna di internet è stata spesso quella di essere un agglomerato di feticismi e nerdismi, un luogo cui ognuno di noi può dare sfogo alle proprie parafilie. Una gigantesca dark room che tra forum e chat ha permesso di trovar casa in nicchie sempre più ricercate e particolari. Per qualsiasi passione tu abbia, ci sarà qualcuno in qualche parte del mondo con cui condividerla.

Ecco perché mi sono appassionato a quei podcast italiani che parlano senza paura di un argomento specifico, quelli che di base nascono per un motivo: dar voce a una passione eclatante che sfocia nel nerdismo totale. Ne ho scelti tre, molto differenti tra loro.

Dummy System

Probabilmente il podcast italiano meno sensato di sempre, tutto concentrato su Neon Genesis Evangelion: fandom allo stato puro. Nelle diciassette puntate, Andrea Di Lecce e Eleonora Caruso snocciolano informazioni e aneddoti sull’anime più figo e significativo che il Giappone ci abbia mai recapitato. Il tono gioca volutamente tra il serioso (perché NGE è una cosa seria) e il divertito, come ogni volta che si recupera qualcosa della propria infanzia con occhio da adulto. Ah, il nome è naturalmente preso in prestito dalla serie (chi l’avrebbe mai detto?!) e si riferisce al sistema che imita i tracciati di pensiero di un pilota allo scopo di sincronizzarsi con l’Evangelion. Una faccenda per veri otaku.

Lobanovski

Fosse una pubblicità degli anni ‘80 il claim potrebbe essere: siete stanchi del solito giornalismo calcistico? Lasciate perdere quello vecchio gossipparo da Gazzetta o Corriere dello Sport, prendete la cultura sportiva (e non) di Rivista Undici e L’Ultimo Uomo (di cui i due fanno parte) e fatene ancora un ulteriore upgrade che potremmo sintetizzare così: 52 minuti di puntata sui principi tattici di Guardiola o 49 per quella sul pressing e il gegenpressing. Lobanovski, un prodotto di Fenomeno, un agglomerato di podcast fenomenali di sport e cultura, è il prodotto per chi ama il calcio, inteso proprio come il gioco in sé. Come dicono i due autori, Daniele Manusia e Daniele V. Morrone, è un podcast di tattica da seguire col taccuino. Lobanovski, che deve il nome a Valerij Lobanovs’kyj, mitico allenatore ucraino capace di districarsi tra la doppia panchina di Dinamo Kiev e Unione Sovietica per una decina di anni dalla metà ’70, è la sublimazione per chi agli scoop del calciomercato preferisce la poesia di questo sport. L’Italia sarà pure il paese con 60 milioni di allenatori, ma quanti di questi sarebbero in grado di scrivere una puntata di Lobanovski?

FantascientifiCast

Non è un podcast, è una bibbia della fantascienza. Il prodotto per quelli che per tutta una vita ho chiamato, un po’ per sfottò, un po’ invidiando la loro dedizione, nerd. Poi ho scoperto la fiction speculativa e mi sono rimangiato tutto. FantascientifiCast ha un ritmo forsennato, qualcosa come due puntate a settimana, perché è pieno di rubriche, rubrichette, talk, recensioni, conferenze. Si va dalla nuova fantascienza cinese, agli appuntamenti classici come quelli dedicati a Star Trek. FantascientifiCast è una plurità di voci, un universo (o una serie di universi, magari paralleli?) talmente grande e in espansione che per potervene parlare con completa conoscenza non dovrei più uscire di casa per dedicarmi al suo studio profondo. Ma se siete dei nerdoni, questo è il vostro paradiso.

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