Davvero per vivere a lungo bisogna mangiare sano, non fumare e fare attività fisica? | Rolling Stone Italia
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Davvero per vivere a lungo bisogna mangiare sano, non fumare e fare attività fisica?

Per la popolazione generale sì, ma un nuovo studio ha scoperto che la maggior parte dei centenari è arrivata alla sua veneranda età non facendo nessuna di queste cose. E allora qual è il segreto della longevità?

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“Ho sempre mangiato poco”. “Non ho mai fumato”. “Ogni giorno camminavo per tre chilometri per arrivare al lavoro”. Quante volte abbiamo sentito queste frasi quando si parla di persone dall’eccezionale longevità, che magari arrivano a 100 anni e oltre, e vengono intervistati da qualche programma tv che vuole sapere il loro segreto. L’impressione è sempre che l’esistenza, per essere lunga, debba essere sobria, vissuta senza vizi ed eccessi.

Eppure, a sorpresa, non è sempre così. Uno studio dell’Albert Einstein College of Medicine di New York, avviato con lo scopo di indagare gli elementi che favoriscono la longevità, ha scoperto che la maggioranza delle persone con 100 anni e più che sono state oggetto della ricerca non ha avuto uno stile di vita sano, tutt’altro. Il 60% ha fumato pesantemente per la maggior parte della propria vita, il 50% è stata obesa, meno della metà ha fatto esercizio fisico costante e solo il 3% ha seguito una dieta vegetariana.

Eppure, i soggetti dello studio avevano anche la metà della prevalenza di malattie cardiovascolari rispetto a persone della stessa età con la stessa alimentazione, lo stesso livello economico e la stessa corporatura. Il che voleva dire solo una cosa: c’era qualcosa di eccezionale in loro. In più, anche i loro figli erano molto più sani della media: il che potrebbe essere un segnale di qualche beneficio ereditario. Ma di che cosa? Si tratta di fattori ambientali o genetici? Quello che sappiamo, per ora, è che neanche i figli delle persone più longeve sono particolarmente attenti a uno stile di vita sano.

E allora, qual è il grande segreto di lunga vita? Ricerche recenti hanno dimostrato che anche i centenari sono portatori di tante varianti genetiche cattive quante la popolazione generale. Anzi, alcuni hanno anche due copie del gene di rischio per l’Alzheimer. Sembra, però, come dimostra l’ultimo lavoro del team di ricerca dell’Università di Brighton e dell’Albert Einstein College of Medicine, che i centenari siano portatori di varianti genetiche rare e positive. Oltre il 60% ha quelle che alterano i geni che regolano la crescita nei primi anni di vita.

“Sono esempi umani di un tipo di estensione della durata della vita osservata in altre specie”, ha spiegato a The Conversation Richard Faragher, professore di Biogerontologia. “La maggior parte delle persone sa che i cani di piccola taglia tendono a vivere più a lungo di quelli grandi, ma non tutti sono consapevoli che questo è un fenomeno generale in tutto il regno animale. I pony possono vivere più a lungo dei cavalli e molti ceppi di topi da laboratorio con mutazioni nane vivono più a lungo delle loro controparti a grandezza naturale. Una potenziale causa di ciò è la riduzione dei livelli di un ormone della crescita chiamato IGF-1, sebbene i centenari umani non siano necessariamente più bassi del resto di noi”. L’ormone della crescita è necessario all’inizio della vita, ma alti livelli – dalla mezza alla tarda età – sono associati ad un aumento delle malattie in età avanzata.

Non è tutto. I centenari, di solito, hanno anche buoni livelli di colesterolo: è probabile che ci siano diverse ragioni legate alla loro longevità. La scienza sta ancora indagando. Nel frattempo, c’è una sola cosa che sappiamo con certezza: per la popolazione generale, mantenere un peso corretto, evitare il fumo, bere moderatamente e mangiare almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno può aumentare l’aspettativa di vita fino a 14 anni, rispetto a chi non fa nessuna di queste cose.