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Daniele Luttazzi, 60 anni di satira e di furiose polemiche

Il comico fin dagli esordi ha collezionato successi ma scatenando reazioni durissime da parte della politica, in particolare nel periodo in cui Silvio Berlusconi era presidente del consiglio

Roberto Serra - Iguana Press/Getty Images

Oggi Daniele Luttazzi compie 60 anni. Il comico, conduttore televisivo, scrittore, autore, attore, traduttore, cantautore e illustratore nasce a Santarcangelo di Romagna il 26 gennaio 1961 con il nome di Daniele Fabbri e lo pseudonimo artistico è un omaggio al musicista Lelio Luttazzi.

Laureato alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Modena, ben presto la passione per la scrittura e la satira prenderanno il sopravvento sugli studi e su una passeggera avventura politica; a 19 anni è consigliere comunale nel suo paese eletto con la Democrazia Cristiana, ma si dimetterà dopo due anni. È in quel periodo che fa la prima esperienza nel fondare il mensile comico-satirico Comix e comincia a scrivere monologhi per il cabaret. È il 1987 e debutta nei teatri, dove verrà notato da Renzo Arbore che lo porterà nella trasmissione D.O.C. su Rai 2. Nel 1989 è opinionista comico del Maurizio Costanzo Show e cominciano le prime insofferenze: lascerà il programma definendola “tv del dolore”. Nello stesso anno i primi problemi per il suo modo urticante di intendere la satira: una battuta sul Partito Socialista gli costa la partecipazione al varietà Fate il vostro gioco.

Nel 1990 pubblica Adenoidi, torna nei teatri con Oggi in tutta la mia casa c’è uno splendore nuovo e Chi ha paura di Daniele Luttazzi?, si cimenta con il cinema nel film di Claudio Sestieri Barocco, poi ancora il teatro con Va dove ti porta il clito che è la parodia del libro di Susanna Tamaro Va dove ti porta il cuore, fino ad approdare il tv con Magazine 3 con rubriche sul sesso, ma la grande popolarità arriverà con Mai dire gol dal 1996 al 1998 e grazie a personaggi entrati nella storia come Panfilo Maria Lippi, il professor Fontecedro e Luisella Gori.


LUTTAZZI A “MAI DIRE GOL”

Il grande successo lo porta poi ad avere una trasmissione tutta sua, Barracuda, Italia1 dal 1998 al 1999. Solo un anno a Mediaset, per poi passare alla Rai con un altro talk all’americana come Satyricon (2001). Sarà il programma della svolta, anche in negativo: dopo l’intervista con Marco Travaglio il programma viene sospeso e si innesca il primo scontro legale con Silvio Berlusconi.


LUTTAZZI A “SATYRICON” INTERVISTA TRAVAGLIO

È nel 2002 che l’allora presidente del consiglio Berlusconi dalla Bulgaria accusa Luttazzi, Michele Santoro ed Enzo Biagi di fare “un uso criminoso” della tv pubblica e così spariscono dai palinsesti Rai Satyricon, Sciuscià di Michele Santoro e Il Fatto di Enzo Biagi. Daniele Luttazzi, sommmerso dai processi e senza più spazi sul piccolo schermo, torna al vecchio amore per il teatro e solo otto anni dopo, nel 2010, riapparirà in video grazie alla trasmissione di Santoro Rai per una notte andata in onda in streming, dove presenterà un durissimo monologo sempre contro Silvio Berlusconi.


LUTTAZZI A “RAI PER UNA NOTTE”

Negli anni successivi, torna per una breve parentesi in tv su La7 con Decameron, però il suo stile feroce verso i personaggi presi in esame porta la produzione a sospendere il programma. In seguito, si è parlato addirittura di un suo ritorno in Rai, ma dalle parole non si è mai passati ai fatti ed è stato accusato di “plagio” per una serie di battute che sarebbero state copiate a noti standu-up comedian americani, accusa dalle quale si difeso con lunghi articoli sul suo blog e sulla stampa. Ultimamente, ha trovato casa su Il Fatto Quotidiano, dove cura una rubrica satirica.