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Con il coronavirus, gli italiani stanno leggendo solo libri che parlano di malattie

È un trend di mercato che sta già venendo cavalcato, ma che non fa per niente bene alla nostra salute mentale

Foto via Facebook

Roberto Burioni fa scuola. All’uscita del suo ultimo libro Virus, la grande sfida. Dal coronavirus alla peste: come la scienza può salvare l’umanità ne sono seguite altre che trattano la pandemia in corso: adesso ogni lettore può trovare il suo instant book sul particolare momento storico in corso. Per chi si affida alla manualistica c’è 50 domande sul Coronavirus – Gli esperti rispondono. Per l’amante dei gialli Dean R.Koonz ha scritto Abisso Coronavirus – Il romanzo della profezia. Secondo questo volume di fantasia la diffusione della pandemia sarebbe stata immaginata nel 1981, l’anno dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II.

La pubblicazione, in tempi record, di questi volumi cavalca un chiaro trend di mercato: 5 dei 10 libri più venduti su IBS hanno degli elementi riconducibili al coronavirus. In classifica, oltre al già citato virologo Burioni, c’è anche La Peste di Albert Camus le cui vendite sono aumentate del 40% solo nelle ultime settimane. 

Insomma, gli italiani che leggono almeno un libro all’anno – 4 su 10 secondo l’Istat – in questo periodo investono su titoli riconducibili al coronavirus. Per Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, questa attenzione all’argomento rappresenta un tentativo per gestire la paura. “Alcune persone hanno bisogno di provare  a controllare tutto. Attraverso libri specifici, possono immaginare come si concluderà la situazione in corso. Non è solo un modo per esorcizzare la propria paura che si alimenta di incertezze”, spiega a Rolling Stone.

Credono è la parola giusta perché, come puntualizza Manca, la lettura de La Peste di Camus o di Cecità di Saramago non placa la paura, anzi può alimentare altri problemi. “Chi cerca delle risposte in questi romanzi rischia di vedere il problema in maniera distorta. I romanzi attualmente in classifica si basano delle storie diverse da quella che stiamo vivendo. Non dimentichiamoci, inoltre, che il costante bombardamento di informazione ha indebolito la nostra capacità di discernere e valutare con obiettività ciò che stiamo vivendo. Per questo motivo l’ansia tra i consumatori di questi libri è un nemico nascosto dietro l’angolo. Dopo aver concluso il volume si trovano a gestire il coronavirus e la pandemia su cui hanno provato a documentarsi senza trovare risposta”.

La psicoterapeuta sconsiglia anche la lettura dei libri motivazionali, che possono generare senso di inadeguatezza che rischia di amplificarsi in momenti come questi in cui siamo messi alla prova. “In queste settimane”, afferma Manca, “vale la pena riscoprire i romanzi, le favole e le altre letture semplici che ci alleggeriscono per davvero la testa”.

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