Come stanno reagendo i complottisti alla fine dell'era Trump | Rolling Stone Italia
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Come stanno reagendo i complottisti alla fine dell’era Trump

Ora che Trump non è più alla Casa Bianca, le teorie del complotto cercano modi sempre più complicati di adattarsi alla nuova realtà: per esempio sostenendo che gli Stati Uniti sono un'azienda e che Trump tornerà al potere il 4 marzo

Graham Hughes/The Canadian Press via AP

Negli ultimi mesi, i risultati delle elezioni americane e l’inagurazione di Biden a presidente hanno generato un numero infinito di teorie del complotto che le piattaforme social hanno cercato con fatica di tenere a bada. Molte di queste false narrazioni sono state create e promosse dagli adepti di QAnon, una teoria del complotto senza fondamento secondo cui Trump sta svolgendo una missione segreta per neutralizzare una cabala di pedofili che controlla il mondo. Il giorno dell’inagurazione di Biden doveva essere il giorno dell’arrivo della “tempesta”, il giorno in cui Trump avrebbe fatto la sua mossa e arrestato tutti i suoi nemici per mandarli a Guantanamo. Quando la tempesta non è arrivata, molti adepti di QAnon sono rimasti sconvolti e confusi.

A una settimana di distanza, i qanonisti stanno ancora facendo fatica a riconciliare la loro visione del mondo con la realtà che Biden è il presidente degli Stati Uniti. In molti casi non ci stanno riuscendo e stanno creando nuove teorie sempre più bizzarre per sostenere la loro fede che Trump tornerà presto alla Casa Bianca. In particolare lo stanno facendo su TikTok, una piattaforma che ha utenti con un’età media molto bassa e che ha sempre fatto fatica a contenere le teorie del complotto, dove affermano che Trump tornerà a essere presidente il 4 marzo 2021.

Hashtag come #19thpresident e #march4th (quest’ultimo ha 1,4 milioni di visualizzazioni) stanno proliferando su TikTok, dove sempre più utenti diffondono l’idea che un oscuro atto del 1871 abbia reso gli Stati Uniti un’azienda e non uno statto, rendendo ogni legge approvata dopo quell’anno illegale. Secondo questa teoria, gli Stati Uniti torneranno alla loro forma originale di stato il prossimo 4 marzo – la data in cui si tenevano le inaugurazioni dei presidenti prima che nel 1933 venisse approvato il 20esimo emendamento. I sostenitori di questa teoria pensano che il 4 marzo Trump giurerà come 19esimo presidente degli Stati Uniti – perché l’ultimo presidente legale è stato Ulysses S. Grant, al potere dal 1869 al 1877, e poi appunto gli Stati Uniti sono diventati “un’azienda”.

Diversi video di TikTok che promuovono questa teoria hanno già centinaia di migliaia di visualizzazioni. In uno, con 442mila visualizzazioni, una donna afferma che “a marzo, il presidente Trump diventerà il presidente originale per la Costituzione americana”. Alcuni complottisti affermano che la “prova” di tutto ciò starebbe nella presenza confermata fino a marzo di truppe della Guardia Nazionale a Washington D.C. o nel fatto che su FederalRegister.gov, un database di documenti federali, non si trovino ancora gli ordini esecutivi firmati da Biden (che dunque sarebbero falsi, così come la sua amministrazione).

“Ascoltate, patrioti, potete rilassarvi. A marzo torneremo a essere una repubblica. Trump tornerà presidente ma sarà il 19esimo presidente perché non saremo più un’azienda. Torniamo a essere una repubblica”, afferma un creator di TikTok in un video, a cui molti sostenitori di Trump stanno facendo video di risposta. “Il nostro uomo verrà inaugurato il 4 marzo. Punto, fine della storia”, sostiene un altro creator con 78mila follower, in un video che ha già 15mila visualizzazioni. TikTok non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento da parte di Rolling Stone

Questa teoria del complotto sembra derivare dalla teoria della sovranità individuale, un movimento che basandosi su una serie di libere e bizzarre interpretazioni delle leggi vorrebbe dimostrare che i cittadini americani non sono tenuti a rispettare nessuna legge approvata dopo il 1871. Il movimento della sovranità individuale e QAnon si sono sempre sovrapposti un po’, afferma Mike Rothschild, esperto di QAnon e autore di World’s Worst Conspiracies. “Queste sono persone che pensano che tramite espedienti legali possano liberarsi dalle leggi statunitensi e aprire grossi conti corrente a cui solo loro hanno accesso”, spiga Rothschild. “Queste idee non sono così distanti da QAnon. Si tratta sempre del credere di essere al di sopra della legge e del fatto che alcune persone siano ‘prescelte’ e speciali in modi di cui i cittadini normali non possono sapere nulla”.

Con l’inaugurazione di Biden e Trump ufficialmente fuori dalla Casa Bianca, tuttavia, il legame tra i due gruppi sembra essersi rafforzato. Gli eventi della scorsa settimana, afferma Rothschild, hanno “fatto sì che queste persone andassero alla ricerca di modi per posizionarsi al di fuori dei limiti d’azione del governo”.

Nelle ultime settimane, numerose piattaforme social come Facebook e Twitter hanno fatto sforzi per rimuovere i contenuti di QAnon dalle loro piattaforme. Questo tipo di deplatforming ha portato gli aderenti delle teorie del complotto a spostarsi verso luoghi dove la moderazione è meno intensa, come Telegram, dove le teorie della sovranità individuale proliferano. “Biden è il presidente dell’azienda Stati Uniti, non della repubblica Stati Uniti. Atto del 1871”, afferma un utente di un canale Telegram di QAnon, dove di recente è stato postato un sommario molto elaborato della teoria del complotto della sovranità individuale. 

Anche TikTok ha fatto sforzi per bannare i complottisti, inasprendo le sue regole contro QAnon e facendo un giro di vite con ban di massa lo scorso ottobre. “Hanno bandito degli hashtag e hanno fatto sforzi per impedire che la gente usasse gli stessi hashtag scritti in modo diverso”, afferma Gallagher. “Ma i contenuti di QAnon continuano ad avere migliaia di visualizzazioni, perché la gente trova modi sempre più raffinati di evitare il ban” come, appunto, usare hashtag scritti sbagliati oppure usare hashtag esistenti per scopi complottisti. E mentre le teorie del complotto cercano di adattarsi a una realtà in cui non c’è più Trump alla Casa Bianca e nel farlo diventano sempre più compelsse, diventa anche sempre più difficile tenerle a bada. 

Questo articolo è apparso originariamente su Rolling Stone US