Opera San Francesco a Milano, una storia che continua | Rolling Stone Italia
Non di solo pane...

Che ci fanno Dardust e Cesare Battisti in mensa all’Opera San Francesco?

OSF a Milano lancia un programma di incontri che intreccia musica, cucina, storia, filosofia e intelligenza artificiale per riportare al centro la fraternità. Chi l'ha detto che con la cultura non si mangia?

Ospiti e volontari della mensa di Opera San Francesco a Milano

Ospiti e volontari della mensa di Opera San Francesco a Milano

Foto: Opera San Francesco

In Corso Concordia, a Milano, le code per la mensa dei poveri dell’Opera San Francesco arrivano quasi all’ingresso dell’hotel di lusso Château Monfort. In uno dei quartieri più facoltosi della città, ogni giorno circa 2000 persone si mettono in fila per un pasto o generi di prima necessità. Così come accadeva già prima del 1959, quando fu istituito questo servizio di solidarietà grazie all’intuizione e al finanziamento di un grande imprenditore del settore farmaceutico, l’ingegnere Emilio Grignano, che per far consumare i cibi al coperto e con più dignità fece costruire al posto dell’orto dei frati l’attuale struttura.

Dardust, Fra Marcello e Cesare Battisti. Foto: Opera San Francesco

Dardust, Fra Marcello e Cesare Battisti. Foto: Opera San Francesco

Le attività dell’OSF si sono allargate nel tempo ad altri aspetti della vita cittadina e quest’anno, per ricordare gli 800 anni della morte di San Francesco d’Assisi, è stato annunciato un programma di appuntamenti che da ottobre a dicembre vedrà grandi protagonisti della cultura riuniti a interrogarsi sull’attualità di temi come la povertà, la pace e le disuguaglianze. Questo anniversario, commenta Fra Marcello Longhi che dell’OSF è il direttore, e che abbiamo incontrato, «è un momento per ricordare il rispetto per la vita che ci ha insegnato Francesco, la bellezza della cura, della dignità, l’importanza di riconoscersi nell’altro»

Il 4 ottobre, per la prima volta festa nazionale, inaugurerà la serie di date Cesare Battisti, chef del ristorante Ratanà, che per un giorno trasferirà tutto il suo staff ai fornelli dell’OSF. Per questa occasione la mensa sarà eccezionalmente aperta, su prenotazione, a tutti i cittadini. «Bisogna rendere pubblico quello che succede qui dentro, perché una città come Milano, che è candidata a essere una delle capitali del food europee, non può permettersi code del genere. L’accesso al cibo manca ancora a migliaia di persone», ci ha raccontato Battisti dopo avere assistito al turno del pranzo. «Siamo tutti bravi a parlare, ma siamo chiusi in casa a giudicare, invece le cose bisogna provarle sulla propria pelle. Bisogna venire qui a mangiare, bisogna fare la stessa esperienza che fanno loro. Stessa coda, stessi tavoli, stesso cibo, stesso tempo e stessa dignità, perché poi alla fine la tua identità e il tuo pensiero lo trovi solo con lo scambio».

La mensa dell'Opera San Francesco a Milano. Foto: IsabellaBalena

La mensa dell’Opera San Francesco a Milano. Foto: Isabella Balena

Seguirà il 5 ottobre la lectio magistralis di Alessandro Barbero al Teatro Carcano, il 9 ottobre la maratona cinematografica dedicata all’esplorazione della figura di San Francesco all’Anteo Palazzo del Cinema, poi ancora al Teatro Lirico l’incontro con lo psicologo Massimo Recalcati (19 ottobre) e un appuntamento di Focus live al Museo della Scienza e della Tecnologia (24 ottobre), in cui Paolo Benanti e Fra Marcello esploreranno il rapporto tra IA e povertà: può l’intelligenza artificiale mettersi al servizio anche degli ultimi? inoltre ci sarà un momento di educazione finanziaria al MUBA (10 e 11 ottobre) per avvicinare i più piccoli all’educazione finanziaria e ai temi di cittadinanza responsabile in modo giocoso e divertente.

Il metodo di Fra Marcello è quello di cercare di prevenire il disastro, «perché poi è più difficile agire, bisogna arrivare prima». Ce lo fa intendere mentre mostra il servizio doccia, che è attivo per tutti coloro che vogliono usufruirne previa registrazione. I beneficiari, infatti, hanno un badge che gli consente di accedere ai servizi offerti, dall’ambulatorio alla mensa, agli sportelli di assistenza psicologica. «Ogni quattro mesi va rinnovato. È importante perché aiuta a monitorare i movimenti, così scopriamo anche chi è venuto a mancare. Il vero successo non è tanto offrire cento docce in più, ma entrare in relazione fattiva con più persone possibili e provare a portarle via da quella situazione che li porta a venire qua. C’è chi, dopo un periodo di aiuto in giovane età, è riuscito a costruirsi una vita, una carriera e una famiglia con cui poi è tornato a festeggiare qui».

Opera San Francesco

All’interno dell’Opera San Francesco. Foto: Isabella Balena

A chiudere la programmazione, invece, sarà il concerto di raccolta fondi di Dardust, che il 10 dicembre al Conservatorio di Milano Giuseppe Verdi riproporrà il suo spettacolo Urban Impressionism, nato proprio dalla riflessione sulle disuguaglianze della città. «Per portare i colori del pianoforte nel bianco e nero delle nostre periferie». Per Dardust la musica, oltre a scandire il nostro tempo e a darci dei ricordi, può avere un ruolo più nobile, come quello della solidarietà: «L’aspetto spirituale è fondamentale nella mia musica, perché c’è sempre una catarsi nei luoghi emotivi dove vado a indagare. Quest’estate ho fatto un viaggio in Amazzonia che mi ha aperto dei varchi sul fronte spirituale. Poi, non so perché, ho fatto un giro ad Assisi, un tour nei luoghi di San Francesco, all’eremo delle carceri, alla basilica, e sembra che tutto torni ciclicamente».

Materia e spirito, povertà e abbondanza, rumore e silenzio. È in questi miracolosi equilibri che l’OSF si fonda. Dietro a una facciata di apparenze Milano è la stessa città che produce squilibri e li allevia. Per questo l’OSF ha una struttura ibrida che affianca ai suoi dipendenti un plotone di volontari (quasi 1300) e che sostiene la sua missione anche grazie a generosi lasciti privati e donazioni di cibo. E non mancano neppure quelle dei vicini dello Château Monfort.