Si può vedere la musica? Ci proviamo con "Vanishing Covers" di Pier Paolo Pitacco | Rolling Stone Italia
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Si può vedere la musica? Ci proviamo con “Vanishing Covers” di Pier Paolo Pitacco

Un palliativo per appassionati di musica fisica e feticisti di vario genere, in mostra dal 3 dicembre alla galleria Raffaghello di Milano fino al 31 gennaio prossimo

Un anticipo di "Vanishing Covers", dal 3 dicembre al 31 gennaio alla galleria Raffaghello di Milano

Un anticipo di "Vanishing Covers", dal 3 dicembre al 31 gennaio alla galleria Raffaghello di Milano

C’è poco da fare. Ognuno di noi ha la fissazione per qualche tipo di memorabilia. In un modo o nell’altro, siamo tutti collezionisti, siamo tutti un po’ psicopatici. Ci vergogniamo anche un po’ a commuoverci davanti a oggetti che hanno segnato la nostra vita, che appartengono al nostro passato e al nostro privato.

C’è però una cosa che, come poche altre o che è addirittura unica, ha la capacità di sfondare il muro della memoria collettiva e turbare le masse: la musica.

cover Vanishing

cover Vanishing

I negozi di dischi sono ormai rari e con loro sta scomparendo la componente fisica della musica. E allora mi piace pensare a Pier Paolo Pitacco, autore della mostra Vanishing Cover, come a uno psichiatra che prende in cura ognuno di noi.

«Quando a novembre 2011 a New York» – racconta – «mi è stato detto che non esistevano più negozi di dischi, ma solo due o tre negozi che vendevano dischi e cd usati, mi sono sentito un po’ sperduto.

L’idea che il consumo di musica sia diventato esclusiva del download e di conseguenza ‘musica liquida’, senza più nessun supporto fisico e visivo, mi faceva star male».

E allora ecco che si inventa un elisir, che ha più il sapore del palliativo che dell’antidoto, composto da 36 fotografie che saranno visibili in una bellissima mostra alla galleria Raffaghello di Milano dal 3 dicembre e fino al 31 gennaio prossimo.

Pitacco, che è riconosciuto come la forza creativa che sta dietro ad alcuni dei più importanti giornali e marchi del mondo, ha passato gli ultimi 4 anni nei negozi europei di dischi (sì, dalle nostre parti se ne trovano ancora) a rubare scatti e ha messo in scena un ossimoro antico e mai risolto: si può vedere la musica? E non stiamo parlando solamente dell’arte che gira intorno alla musica, da Broadway Boogie Woogie di Mondrian fino a Jeff Koons che disegna la copertina di ART POP di Lady Gaga, passando anche dai grandi rifiuti, uno su tutti Escher che dà un due di picche agli Stones, quando Jagger gli chiede di usare una sua opera come cover.

Qui stiamo parlando della musica che si fa arte visiva, che prende forma e diventa memoria fotografica dell’umanità. In questa magnifica serie di scatti di dischi, da Lee Morgan ai Nirvana, da Gil Evans ai Velvet Underground, fino a Nino Rota o i Jefferson Airplane, Pitacco gioca con la forma, la altera e la estremizza. Soprattutto ci offre un punto di vista nuovo, che ci fa subito passare il senso di nostalgia e ci proietta in un mondo parallelo, in cui il vecchio ricordo diventa nuova emozione.

Visitando questa mostra, avrete la sensazione di entrare in un piccolo labirinto, perché oggettivamente una continuità c’è. Però, ogni fotografia è un caso a sé, è una scintilla di visione, che passa oltre l’immagine della cover e arriva a toccare quelle corde che solo l’arte sa raggiungere.

INFO

Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea
via Gorani 7, 20122 Milano
Dal 3 dicembre 2015 al 31 gennaio 2016
Dal lunedì al venerdì 11-19
Ingresso gratuito
+39 02 39831137
www.sabrinaraffaghello.com