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Lo spettacolo teatrale delle Pussy Riot arriva in Regno Unito

"Burning Doors" è dedicato agli artisti che hanno o sono ancora in carcere per aver criticato il governo di Putin. Si possono già acquistare i biglietti e sostenere la troupe di attori con Kickstarter

Le Pussy Riot sono tornate ma questa volta il loro punk tanto odiato dal Cremlino non c’entra nulla; infatti, si chiama Burning Doors lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Maria Alyokhina, una fra le artiste di spicco del collettivo russo, che dal prossimo 23 agosto solcherà i palchi teatrali della Gran Bretagna.

Al centro del suo copione d’esordio la Alyokhina ha voluto riportare la sua esperienza come attivista politica, incentrando lo spettacolo sulle torture e le umiliazioni subite durante il periodo di detenzione successivo alla performance di protesta contro i presunti brogli elettorali per la rielezione di Putin, inscenata assieme ad altre due ragazze nella Cattedrale del Cristo Salvatore nell’agosto del 2012 e costatole l’accusa di “teppismo motivato da odio religioso”.
Tuttavia Burning Doors non sarà esclusivamente incentrato sulle Pussy Riot. Come la stessa Alyokhina ha dichiarato, lo spettacolo è stato concepito per dimostrare come «gli artisti, e in particolare gli ‘artisti politici’, siano capaci di gesti più potenti e coraggiosi di qualsiasi uomo politico».
Per questo motivo, quindi, sarà portata in scena anche la vicenda del regista ucraino originario della Crimea Oleg Senstov, condannato a vent’anni di reclusione in un carcere siberiano, e di Petr Pavlensky, ritenuto dalla Alyokhina «il più importante artista russo vivente», ad oggi detenuto in attesa di processo.
Già il titolo Burning Doors, difatti, è un esplicito riferimento ai fatti accaduti nel novembre scorso, quando le porte della sede dell’Intelligence russa sono state avvolte da un incendio appiccato dallo stesso Pavlensky, già noto nel 2014 per aver inchiodato il proprio scroto sul selciato della Piazza Rossa in segno di protesta.

«Non voglio portare in scena semplici biografie – ha aggiunto Maria Alyokhina – ma usare il palco per mostrare cosa significhi essere imprigionati per aver lottato contro l’oppressione del governo russo, armati solo della propria arte; la missione delle Pussy Riot non è cambiata, stiamo semplicemente usando il teatro invece che la musica».
Nelle prossime settimane, quindi, la neo-ventottenne artista moscovita sarà impegnata in Bielorussia, a provare clandestinamente il suo Burning Doors assieme alla compagnia teatrale Belarus Free Theatre, cui da circa dieci anni è proibito lavorare nel proprio paese per volere del governo di Minsk (https://en.wikipedia.org/wiki/Belarus_Free_Theatre#Aims ).
Inoltre, non è la prima volta che le Pussy Riot e i membri della Belarus Free Theatre condividono il palco: infatti, lo scorso ottobre, in occasione del decimo anniversario del loro esilio forzato dai palchi della Bielorussia, la compagnia teatrale aveva organizzato un concerto a Londra, intitolato I’m with the Banned a cui parteciparono, oltre alle Pussy Riot e altri artisti banditi dai propri paesi, anche Neil Tennant dei Pet Shop Boys e la leggenda ex-Pink Floyd David Gilmour.

Saranno ventinove gli attori che seguiranno la Alyokhina a Leicester, la prima delle dieci date di cui la tournée di Burning Doors è composta finora; i primi biglietti sono già acquistabili dal sito ufficiale del Belarus Free Theatre, mentre sarà possibile contribuire via Kickstarter al sostentamento degli artisti durante il loro viaggio che li porterà a solcare, fra gli altri, i palchi di Londra e Manchester.

«Essere un artista nella Russia contemporanea significa vivere come galeotti – ha dichiarato Natalia Kaliada, co-fondatrice di Belarus Free Theatre – ma quando è l’arte a essere richiusa si dimostra la debolezza della dittatura».

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