All’Hangar Bicocca, il grime da East London incontra l’arte contemporanea | Rolling Stone Italia
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Il grime incontra l’arte contemporanea all’Hangar Bicocca

In occasione della mostra personale "GDM – Grand Dad’s Visitor Center", l’artista inglese Laure Prouvost ha invitato a Milano l'MC grime Trim – il cui ultimo album è stato prodotto nientepopodimeno che da James Blake – per un concerto in cui la musica da East London dialogherà con le opere in mostra

Laure Prouvost, "Wantee (still)", 2013. Courtesy dell‘artista; carlier | gebauer, Berlino e Galérie Nathalie Obadia, Parigi

Tra le figure più interessanti del panorama artistico della sua generazione, l’artista inglese Laure Prouvost racconta storie complesse con humor surreale, inglobando nel proprio lavoro le modalità di comunicazione contemporanea, contraddistinte da una proliferazione e da un costante consumo di immagini.

In occasione della mostra personale GDM – Grand Dad’s Visitor Center all’Hangar Bicocca, l’artista ha organizzato una performance musicale che si svolgerà il primo aprile all’interno della mostra stessa. Pensata come un dialogo tra l’MC grime Trim e la stessa Prouvost, la performance prende spunto da una canzone intitolata Tea Song, nata da un testo dell’artista su una melodia del compositore David Cunningham.

Trim (aka Trimbal) è un esponente della nuova scena grime londinese. Fondatore della Roll Deep Crew, dal 2007 ha intrapreso un percorso di sperimentazione solista, che lo ha portato a fondare un proprio collettivo e un’etichetta, la Saom – Secluded Area Of Music. Negli anni, ha pubblicato diversi mixtape ed EP, avviando collaborazioni con musicisti come Skream, Mark Pritchard e, più recentemente, James Blake, che ha prodotto con la sua etichetta il suo ultimo album 1800 Dinosaur presents Trim. Qui un assaggio:

La composizione di Cunningham sarà solo il punto di partenza per un dialogo musicale che si svilupperà in sintonia con le opere di Laure Prouvost. A CUPPA TEA WITH TRIM mette in relazione, con un’operazione di spostamento tipica del lavoro dell’artista, due universi culturali diametralmente opposti – la ritualità tipicamente britannica e squisitamente middle class del tè e il linguaggio delle sottoculture urbane.

Già vincitrice del Turner Prize 2013, Laure Prouvost si muove con libertà tra diversi sistemi di rappresentazione, alternando da una parte la finzione, il non-senso, il mondo immaginario e onirico e dall’altra la realtà dell’esperienza quotidiana e delle emozioni. I suoi progetti uniscono un’estetica naïf, oggetti ordinari, installazioni labirintiche e architetture instabili a un utilizzo elaborato della tecnologia. La mostra all’Hangar Bicocca sarà visibile fino al 9 aprile. Più info qui.