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‘Estimità’, il progetto che raccoglie la memoria collettiva del lockdown

100 domande, 160 persone coinvolte e un manifesto in 15 punti. Il progetto di Simone Varano è un grande album di ricordi del lockdown, una serie di interviste guidate dal caso che raccontano i mesi dell'isolamento

Un progetto come tanti nato in quarantena. Forse non un progetto come altri. Una sfilata di brevi video che sembra non avere fine e che riguardano tutti quanti. Lo scrivo con certezza, perché tanto in quel libro di storia ci sarò anch’io. Come tutti noi che abbiamo vissuto questi ultimi mesi del 2020.

Finiremo nei libri di storia perché abbiamo vissuto il primo momento in cui il mondo si è fermato dopo la rivoluzione industriale, ma non vogliamo ricordare quel sapore cosi recentemente amaro. È estate e ci sono le vacanze al mare, perché ricordare? Più della pelle brucia ancor più il ricordo. Perché si, l’essere umano è avvezzo a dimenticare, a sotterrare le cose per andare avanti, ma nonostante questa voglia di distanziamento, il passato non è ancora cosi distante per potersene liberare. Il lockdown era una situazione fatta di regole e paure che ancora invadono la nostra vita, e che non sono neanche più quelle di ieri. Regole incongruenti, paure che mutano. Un periodo che ci ha visto vivere milioni di dimensioni salvo la nostra, apparente, realtà.

Estimità è il progetto di cui vi voglio parlare. È una parola di nuovo conio, recente, ma che qui viene assunta per raccontarsi in una nuova sfaccettatura. È una nuova avventura per tutti, anche per le parole! Estimità è il titolo di questo progetto che raccoglie testimonianze da tutto il mondo con intima discrezione e senza voglia di ribalta.

Nasce tutto dalla mente del regista Simone Varano, che vivendo il disagio di una situazione mai affrontata prima sceglie di approfondire e stimolare i nostri sensi per creare un enorme archivio di memorie. Crea, e sogna. Si aggrappa a quello che fa paura in quel momento e coinvolge in un gioco sé stesso e le persone che gli sono vicine. Nasce cosi Estimità. Il gruppo di lavoro di Varano ha prodotto un vero e proprio manifesto in 15 punti che ne raccolgono gli intenti. Da qui il team amplifica la rete dei contatti.

Questo gioco, composto da 100 domande scritte dall’autore e da 15 numeri scelti dall’interlocutore, ha coinvolto 160 persone nel mondo, che si sono svelate nella sincerità del momento senza veli o maschere aggiunte. Questo è potuto accadere sia perché il momento di confinamento è stato un grande specchio delle nostre fragilità, sia perché l’intervistato era un essere umano in connessione, in un disagio condiviso, ed in esigenza sincera di registrare memoria, memoria collettiva. E questo di fondo l’intento. Creare un grande, grandissimo album di memoria collettiva dove rispecchiarsi e ritrovarsi. Dalle banalità alle profondità più intime e vere. 160 umani invitati a rispondere a domande impreviste e imprevedibili, legate alla logica della scelta casuale di una sequenza numerica. Le persone che qui si raccontano sono una moltitudine, siamo noi, conosciuti e sconosciuti, appartenenti a diverse dimensioni culturali e sociali e anagraficamente distanti, che vivono in diverse parti del mondo e che qui vengono raccontate tutte tramite la loro esperienza ed una kabala di numeri.

L’unicità del progetto sta nel numero di persone coinvolte, nel numero di ore di girato, e nella copertura geografica. Tra i partecipanti Iannacone, Malika Ayane, Ivan il Poeta, Ensi, Sebastiano Leddi, Angelo Bonello, Lele Biscussi, Roberto Dellera, e altri ancora. Tutti a nudo di fronte alle 100 domande che Simone Varano ha posto loro per uscire dal proprio perimetro.

 

 
 
 
 
 
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Il montaggio di alcuni video permette una visione globale, altri sono incentrati solo su un numero e la sua corrispettiva domanda. Il progetto ha un sito, come una pagina Instagram e Facebook in continuo aggiornamento, dove poter sfogliare e vedere le esperienze raccolte.