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Art Mapping: un’opera-guida per scoprire le meraviglie del Piemonte

Il progetto di Artissima, in collaborazione con la Regione, promuove la cultura in maniera alternativa e dinamica. È una guida innovativa che fa scoprire l'arte contemporanea al di fuori dei percorsi tradizionali

Zhang Enli, disegno preparatorio per l’intervento alla Chiesa di San Rocco di Montabone, 2019. Courtesy dell’artista

Un’operazione sontuosa ed importante quella di Art Mapping Piemonte. Ideata dalla Regione Piemonte, curata da Artissima e prodotta dalla Fondazione Torino Musei con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, è un’operazione volta alla promozione di un modello di cultura diffusa sul territorio.

Art Mapping, nata nel 2019, raccoglie in una guida le installazioni d’arte pubblica realizzate sul territorio piemontese negli ultimi anni, e parallelamente promuove la realizzazione di installazioni site-specific concepite ad hoc da artisti contemporanei internazionali, per creare una mappatura della Regione legata all’arte, ma non solo. Si attua così un’idea dinamica di patrimonio storico-artistico, intesa come una risorsa importante che, attraverso un lavoro di rete sempre più capillare, mette insieme arte pubblica, artigianato di eccellenza, cibo, vino e territorio. Ecco quindi una guida davvero speciale che ci conduce alla scoperta di luoghi e territori che stimola tutti i nostri cinque sensi, riuscendo a dare ancora oggi una ragion d’esistere ad una guida cartacea e fisica, in un’epoca tutta digitale.

Si crea cosi un circolo virtuoso dove il pubblico cerca e scova le opere in sito, e dove in loco si possono trovare e conoscere le persone che vivono di quelle stesse tradizioni e conoscenze, pronte a comunicare la storia dei luoghi attraverso la contemporaneità, per un rinnovamento continuo della memoria.

I primi artisti invitati a partecipare ad Art Mapping Piemonte sono stati Mario Airò, Zhang Enli alla Chiesa di San Rocco di Montabone e Oliver Mosset a Novello: Airò ha realizzato l’opera nel 2019, Zhang Enli la realizzerà nel 2021, e Mosset l’ha realizzata quest’anno. Insieme a lui, in quest’ultima edizione, si è aggiunto, su invito di Ilaria Bonacossa, l’artista Roberto Coda Zabetta.

Il 2020 ha visto dunque la realizzazione, in questo ambizioso progetto, sia dell’installazione realizzata da Roberto Coda Zabetta a Priocca (Cuneo) per la sede di Wine Experience, l’interattivo spazio sulla cultura del vino inaugurato dal gruppo Mondodelvino, sia quella di Olivier Mosset per la torre dell’acqua di Novello (Cuneo) che si erge sulla sommità di una collina attorniata di filari del prezioso Barolo.

L’opera di RCZ, CNTR 2020, era originariamente intitolata Cantiere 1, ed ha una lunga storia. Nata sul terrazzo dello storico complesso della SS. Trinità delle Monache nel 2017, fu disinstallata e riportata in studio. La gigantesca tela che copriva il terrazzo panoramico è stata oggetto di lunghe riflessioni. La sua densità pittorica e i suoi colori vivaci prendevano corpo con lo spazio, ma una volta disinstallata, mutata dall’esposizione agli agenti atmosferici, è stata considerata pronta per un’ulteriore trasformazione. A Priocca l’opera diventa un’installazione lunga cinquanta metri, dove, frammentata in lunghi brandelli, si libra nello spazio come uno stendardo creativo e luminoso. La leggerezza ne fa un elemento quasi naturale che si integra con lo spazio circostante: una bandiera simbolo di rinascita, forza e continuità, dove il suo librarsi e vivere con l’ambiente, genera suoni e presenza come gli stracci usati nel basso medioevo dai contadini che pensavano potessero scacciare cosi i demoni che facevano ammalare le vigne. Ad oggi una sorta moderna di spaventapasseri, intriso di ancestrale poetica paesana.

L’operazione di Mosset, invece, interviene sulla torre dell’acqua, da molti considerata una ferita brutalista al paesaggio, e la ingentilisce, le aggiunge una patina d’oro sulla calotta e sulle griglie di sicurezza. L’oro sottolinea e nobilita la funzione della torre che raccoglie l’acqua – bene prezioso in queste terre che permette alle vigne di produrre i loro frutti – e fa brillare in lontananza la struttura senza aggiungere nulla, ma trasformandola in un intervento site-responsive di land-art. Le opere di Mosset sono spesso una rappresentazione di puro colore e forma, per un’esperienza fisica senza limiti di superfici, dimensioni e geometrie.

Olivier Mosset, Griglie d’oro, Torre dell’acqua, Novello 2020. Courtesy: A Palazzo Gallery, Massimo De Carlo e l’artista

L’operazione potrà essere capace di interessare più comunità, e differenti 
pubblici? Probabilmente sì! Mettere insieme arte, cibo, vino e territorio, è come in un solo getto raggruppare l’essenza italiana.

Art Mapping diviene un invito alla scoperta dell’arte contemporanea al di fuori dei percorsi artistici tradizionali. E il sostegno delle gallerie è parte integrante della buona riuscita dell’operazione. Quest’anno si devono ringraziare: Annet Gelink Gallery Amsterdam, Massimo De Carlo e Palazzo Gallery. Ma un’attenzione particolare è riservata all’enogastronomia, settore di eccellenza del territorio. L’intervento di Gambero Rosso è provvidenziale per arricchire ulteriormente la proposta e i percorsi di tappe che prevedono anche soste per le papille e non solo per il pensiero.

La versione aggiornata della guida è disponibile in formato digitale e scaricabile sul sito* di Artissima, mentre dal 1 novembre saranno visibili le due nuove installazioni site-specific, come anche un video realizzato Henrik Blomqvist prodotto da Mondodelvino e la casa di produzione BlackMamba, in cui viene documentata e raccontata l’esperienza.