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A Berlino la prima mostra di cultura LGBTQ nei videogame

Dal personaggio trans della Nintendo fino all'omoerotismo di Metal Gear Solid, trent'anni di rappresentazione della diversità nel mondo videoludico

Foto: Manuel Moncayo

A Berlino è appena stata inaugurata un mostra intitolata Rainbow Arcade, per celebrare la cultura LGBTQ nella storia dei videogame dal 1985 al 2018. Sì, perché a dispetto delle apparenze – il pubblico dei videogame è ancora in gran parte composto da uomini, anche se le giocatrici sono in costante aumento – i riferimenti all’universo queer sono numerosi e disseminati nel corso dei decenni.

Da Birdo, il personaggio trans di Doki Doki Panic, gioco Nintendo del 1988 – descritto come un ragazzo “che pensa di essere una ragazza” – alla recente trilogia di Robert Yang intitolata Radiator, che include un minigioco erotico in cui bisogna soddisfare un’automobile gay, Rainbow Arcade guida i visitatori lungo un percorso formato dai diversi colori di un arcobaleno, tra fan art, interviste con gli sviluppatori, grafiche originali e titoli giocabili.

Uno di questi è Caper in the Castro, del 1989 e solo di recente riscoperto, uno dei primi videogame esplicitamente queer. In questa avventura grafica ci caliamo nei panni della detective lesbica Tracker McDyke per esplorare il celebre quartiere di San Francisco alla ricerca di Tessy LaFemme, nostra amica e drag queen.

Un’immagine dal gioco Caper in the Castro

La sezione indie della mostra contiene chicche indie come Queers in Love at the End of the World di Anna Anthropy, un gioco testuale che dura 10 secondi (gli ultimi prima della fine del mondo, appunto), Butterfly Soup di Brianna Lei, racconto interattivo a base di giocatrici di baseball asiatiche e amore, e l’irresistibile Genital Jousting.

La parte di Rainbow Arcade che riguarda i titoli mainstream cerca invece di indagare come la cultura queer si sia sempre manifestata anche nei videogame commerciali, dell’omoerotismo latente di Metal Gear Solid all’annuale Pride Parade che si svolge nel mondo di World of Warcraft.

Rainbow Arcade è in mostra allo Schwules Museum di Berlino fino al 13 maggio.

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