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Noel Gallagher racconta i segreti del suo concerto

L'ex leader degli Oasis ci parla della scaletta dei suoi live, tra i singoli che il pubblico odia o i momenti che lui proprio non sopporta, come il karaoke di ‘Wonderwall’

Foto via IPA Agency

1. “Fort Knox” (2017)

Noel Gallagher da il calcio di inizio con questa strumentale di puro rock, scritta come fosse una base per Kanye West. «È venuta fuori benissimo», ha detto The Chief «e ho subito pensato ‘fanculo, diamola a quel ragazzo”». A Noel piace iniziare i suoi concerti con questo brano, «Così non bruci subito una grande hit. DI solito il suono è abbastanza una merda durante la prima canzone».

2. “Holy Mountain” (2017)

Gallagher ha scritto questa mina psichedelica ispirandosi agli Ice Cream, una band oscura degli anni ’60. «Sapevo già che sarebbe diventata un singolo e che avrebbe spaccato live. Ora ne ho la prova».

3. “Black Star Dancing” (2019)

Questo nuovo groove ispirato agli INXS ha deluso molti fan di lunga data. Ma a Gallagher non importa: «Se non provo a riscrivere Wonderwall la gente impazzisce e mi accusano di fare la disco music!», racconta. «In realtà è il singolo con più successo che io abbia mai fatto. In questo momento sto alzando il mio dito medio al pubblico».

4. “The Importance of Being Idle” (2005)

Questo inno da singalong degli Oasis viene sempre accolto da un boato. «È incredibile vedere i ragazzini tra la folla» dice Noel. «In quel momento mi trovo a pensare “Fermi tutti, voi avevate dieci cazzo di anni quando ci siamo sciolti!».

5. “Dead In The Water” (2017)

Questa è una bonus track dall’ultimo LP di Gallagher, brano che lo ha colto di sorpresa. «Tutti sono impazziti per questa canzone. È un totale incidente. Ho sempre detto, i giornalisti non rappresentano il fottuto mondo. Non sono loro a decidere, è la gente a decidere».

6. “Whatever” (1994)

Mentre in America questo brano non è mai diventato una hit, «In Inghilterra è una cazzo di canzone immensa». Whatever rappresenta l’inizio di quella che Noel chiama “la parte karaoke” del concerto. «Durante quel momento non devo fare granché – basta che strimpelli gli accordi iniziali di qualche canzone e lasciare che sia la folla a prendere il mio posto».

7. “Wonderwall” (1995)

«Suoni i primi tre secondi e tutti sono lì a pensare “Ecco il cazzo di motivo per cui siamo venuti”», racconta Gallagher. «Tutti i grandi artisti hanno una canzone di questo tipo. Ed è divertente perché questo non sarà mai il mio brano preferito tra quelli che ho scritto. Non c’è un cazzo di dubbio a riguardo».

8. “Half the World Away” (1994)

Noel scrisse questa ballad pensando a Burt Bacharach e oggi, a 25 anni di distanza, ne è ancora orgoglioso: «Mi sento molto fortunato ad essermi messo al lavoro in quegli anni, quando il resto degli Oasis era fottutamente ubriaco per la maggior parte del tempo».

9. “Don’t Look Back in Anger” (1995)

Questa hit degli Oasis è diventata l’inno di una città dopo gli attentati a Manchester nel 2017. «È una canzone straordinaria perché è riuscita a unire le persone dopo una tragedia», ha commentato Gallagher.

10. “All You Need Is Love” (1967)

«Riuscire a fare un brano del genere senza il minimo di ironia è straordinario» dice Noel, parlando del classico scritto da John Lennon. «Se mai avessi un dubbio su quanto fosse un genio quel ragazzo, mi vado a rileggere questo testo. Chi altro pubblicherebbe una merda del genere?»

La scaletta completa

Fort Knox
Holy Mountain
Keep On Reaching
Beautiful World
She Taught Me How To Fly
Black Star Dancing
The Importance Of Being Idle
Little By Little
Dead In The Water
Everybody’s On The Run
What A Life!
Whatever
The Masterplan
Wonderwall
Stop Crying Your Heart Out

***

Half The World Away
Don’t Look Back In Anger
All You Need Is Love

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