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‘L’attimo fuggente’, 30 anni dopo: 5 curiosità sul film più amato di Robin Williams

Era in assoluto uno dei preferiti dell'attore che se n'è andato nel 2014

Quando Robin Williams è morto l’11 agosto 2014 la maggior parte dei giornali lo salutò scrivendo: “O Capitano! Mio Capitano!”. Perché la scena madre de L’attimo fuggente – quella in cui gli studenti salgono sui banchi per omaggiare il loro insegnante con i versi della poesia di Walt Whitman – è uno dei punti fermi della cultura pop. Ed era il tributo più malinconicamente adeguato all’attore premio Oscar nel suo film più amato e nel suo ruolo più personale: quello del professor John Keating, l’insegnante di letteratura che, nel 1959, contagia un gruppo di studenti ingessati di un collegio del Vermont con il suo rivoluzionario amore per la poesia e il suo invito entusiastico a cogliere l’attimo, a rendere straordinaria la propria vita.

L’attimo fuggente (Dead Poets Society nel titolo originale inglese) usciva nelle sale americane il 2 giugno del 1989 e 30 anni dopo il valore cinematografico e culturale del film diretto da Peter Weir (Picnic a Hanging Rock, The Truman Show) continua a crescere e a essere attuale, se non certamente negli interessi dei ragazzi (che ormai ai libri pensano ben poco), almeno nel suo messaggio di coltivare la creatività e la passione per combattere l’omologazione e le imposizioni sociali.

La sceneggiatura fu scritta da Tom Schulman, che si ispirò alla figura di un suo insegnante: Samuel F. Pickering Jr., professore d’inglese alla University of Connecticut. Con il suo primo copione ad arrivare sul grande schermo, Schulman vince l’Oscar per Best Original Screenplay nel 1990. Il film fu un successo al box office e tra i critici qualcuno parlò di capolavoro, mentre altri bollarono il lungometraggio come troppo mieloso. Roger Ebert addirittura scrisse: “Ero così commosso, che alla fine volevo vomitare”.

Lo sapevate che per la sequenza finale Weir fece ascoltare The Mission di Ennio Morricone sul set? E che Sam Rockwell aveva fatto un provino per interpretare uno degli studenti? Ecco un po’ di cose che forse non conoscevate su uno dei film più amati di tutti i tempi.

L’attimo fuggente era uno dei film preferiti di Robin Williams

Anche se stava attraversando un brutto divorzio e sul set era più inquieto e meno scherzoso del solito, Robin Williams ha amato moltissimo ogni cosa di questo progetto, dichiarando in un’intervista che era uno dei suoi preferiti: “C’era qualcosa che portava le persone ben oltre il film stesso. Ho incontrato un ragazzo che mi ha detto: ‘Mr. Williams, ho visto il film: lavoravo per una grande azienda, mi sono tolto l’abito, l’ho bruciato e ora possiedo una galleria d’arte'”. Williams ha anche sottolineato che Weir è stato uno dei registi migliori con cui ha mai lavorato: “Peter è un radicale gentile, ha questo modo di raggiungere un risultato esagerato nel modo più semplice e tranquillo”. E il regista Weir ha raccontato così Williams: “Lavorare con Robin è stato meraviglioso. Credo che ogni artista debba avere un pizzico di insicurezza: non potrei dirigere qualcuno totalmente sicuro di quello che sta facendo, non ci sarebbe questa collaborazione”.

Robin Williams ha improvvisato il 15% delle battute

Quando Williams è arrivato sul set, Peter Weir gli ha suggerito di sfruttare uno dei suoi talenti e improvvisare parte delle battute, soprannominando da subito il personaggio ‘Robin Keating’. Il regista ha chiesto a Williams cosa voleva “insegnare” alla classe e l’attore ha risposto Shakespeare. Poi Williams ha imitato Marlon Brando e John Wayne mentre recitano Shakespeare, una scena che è entrata nel montaggio del film. Da quel momento ha dato vita al professore iconico che tutti vorremmo aver voluto alle superiori. Williams alla fine ha improvvisato circa il 15% delle battute de L’attimo fuggente.

Ethan Hawke era convinto che Robin Williams lo odiasse. E invece…

L’attimo fuggente ha cambiato la vita di Ethan Hawke, ma l’attore – che all’epoca aveva 19 anni – ha ammesso che le cose tra lui e Robin Williams non sono sempre andate lisce sul set. “Volevo davvero essere un professionista serio”, ha raccontato Hawke. “Avevo letto Stanislavskij ed ero concentrato sul personaggio, non ridevo mai. E più non ridevo, più Williams mi prendeva in giro, pensavo che mi odiasse”. Ma ovviamente non era così. Finito il film, Hawke ha ricevuto una telefonata dall’agente di Williams:”Mi diceva: ‘Robin è convinto che diventerai qualcuno e che dovrei metterti sotto contratto'”, ha ricordato l’attore. “È stato il mio primo agente, e lo è tutt’ora”.

Hawke ha parlato anche dell’impatto che il lavoro con Robin Williams ha avuto sul suo essere attore, in particolare nella scena in cui Keating chiede al suo personaggio Todd di esprimere il suo “barbarico yawp”, prendendo in prestito il verso di Walt Whitman: “Avrei dovuto recitare una poesia di fronte alla classe, è stata la prima volta nella mia vita in cui ho provato il brivido della recitazione e di perdersi. Il pubblico crede che recitare sia una grande celebrazione della personalità e dell’ego, e l’ironia è che, per essere davvero buona, l’interpretazione deve essere privo di ego. È una massima che ho inseguito tutta la mia vita da quel giorno con Robin: perdersi dentro una storia, al servizio di qualcosa che va oltre te”.

Il regista Peter Weir ha costretto i ragazzi a vivere insieme

Per aiutare i giovani attori che interpretano gli studenti (Robert Sean Leonard, Josh Charles, Gale Hansen, Ethan Hawke, Dylan Kussman, James Waterston e Allelon Ruggiero) a creare e rendere realistico il legame di amicizia che vediamo sullo schermo, Peter Weir li ha fatti vivere e dormire insieme per due settimane prima dell’inizio delle riprese e poi lungo tutta la lavorazione. E ha scelto di girare il film in sequenza per meglio cogliere lo sviluppo delle relazioni e il loro crescente rispetto per il professor Keating. Weir ha anche voluto che i ragazzi si tagliassero i capelli secondo la moda degli anni ’50 e ha dato loro diversi libri che dipingessero un’istantanea della vita degli adolescenti dell’epoca: i film che guardavano al cinema, le canzoni che ascoltavano alla radio, i libri che leggevano. Gli attori sono diventati così amici da partire per un week end di gruppo a New York, dove hanno accompagnato Hawke e Leonard all’audizione per lo stesso ruolo in Dad (che poi ottenne Hawke). I due sono rimasti molto legati, tanto da fondare insieme una compagnia teatrale.

Dustin Hoffmann doveva interpretare il professor Keating

All’inizio la parte di John Keating era destinata a Dustin Hoffman. Il film sarebbe stato pure il suo debutto alla regia prima che l’attore si ritirasse dal film per problemi di schedule. Anche Bill Murray e Liam Neeson erano stati presi in considerazione per il ruolo da altri registi e la parte fu proposta a Mel Gibson (che rifiutò perché voleva più soldi) e Mickey Rourke (che voleva apportare delle modifiche alla sceneggiatura). Ma Peter Weir ha affermato di aver capito subito che Williams avrebbe potuto interpretare il professor Keating, più rilassato, drammatico e introspettivo dei suoi personaggi precedenti, meglio di chiunque altro. E aveva ragione.

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