Home Classifiche Liste

Il Muro di Berlino raccontato in 10 canzoni

I palloncini ‘alieni’ lanciati dai Rolling Stones, il bacio immortalato da David Bowie, l'amore impossibile di Elton John, il concerto leggendario di David Hasselhoff: ecco come la musica ha raccontato la caduta, il 9 novembre 1989, del simbolo della Guerra Fredda

Purtroppo, ma soprattutto per fortuna, non rivivremo mai più il Novecento, il “secolo breve”, così ingombrante che chissà per quanto ce lo porteremo ancora dietro. L’erezione del Muro di Berlino nel 1961, i suoi 3,6 metri di altezza che per quasi trent’anni hanno diviso in due il mondo e il suo successivo crollo, è uno degli aspetti più significativi del secolo scorso, che ha segnato l’immaginario collettivo e inevitabilmente ispirato decine di prodotti culturali. Tra questi la musica, almeno nel Novecento, permetteteci di dire, è stata “prodotto leader”, così come Berlino è stata tappa fondamentale, se non addirittura rifugio esistenziale, per moltissimi artisti che a loro volta hanno segnato questo pazzo, folle, violento e bellissimo secolo in maniera indelebile. Abbiamo selezionato dieci canzoni che in un modo o nell’altro – meriti sul campo, tematiche trattate, vicende assurde – sono legate indissolubilmente al Muro di Berlino, di cui ricorre oggi il trentesimo anniversario della caduta, un buon modo per ricordarci anche quanto sia insensato costruire muri. Anche perché non siamo più nel Novecento, e quindi non è detto che si potrebbe tirare fuori un’altra colonna sonora minimamente all’altezza.

“Heroes” David Bowie

Il celeberrimo singolo del Duca Bianco è uno dei pezzi di punta nella discografia di brani legati al Muro di Berlino, così come lo stesso Bowie è legato alla città di Berlino. La capitale tedesca ha giocato un ruolo fondamentale nella sua carriera – ma in generale nella sua esistenza – così come è avvenuto per tante icone della sua generazione, Lou Reed, Iggy Pop e Nick Cave su tutti. L’omonimo album, Heroes appunto, fa parte della trilogia berlinese, secondo capitolo uscito nel 1977 tra Low e Lodger ed è sicuramente quello che ha riscosso maggiore successo. Scritto insieme a Brian Eno e registrato in uno studio di Berlino Ovest situato proprio nei pressi del Muro, il pezzo racconta la storia di due amanti separati proprio dal Muro – presumibilmente il produttore Tony Visconti e la corista Antonia Maaß che in quel periodo ebbero un flirt – e che avrebbero potuto essere eroi per un giorno, ridicolizzando i controlli della polizia.

Best lyrics: “I can remember / Standing, by the wall / And the guns shot above our heads / And we kissed, as though nothing could fall / And the shame was on the other side / Oh we can beat them, for ever and ever / Then we could be Heroes, just for one day”

“Nikita” Elton John

Quando nel 1985 uscì Nikita il primo singolo di Ice on fire, Michail Gorbačëv era appena stato eletto Segretario Generale del PCUS, dando inizio al processo di disgelo che avrebbe portato le due super potenze a un dialogo costruttivo. Sicuramente non è a questo che fa riferimento il titolo del disco (che oggi farebbe pensare più che altro al riscaldamento globale e allo scioglimento dei ghiacciai) anche perché la neve c’è eccome nella Berlino separata dal Muro che si vede nel video che accompagna Nikita, in cui Elton John innamorato di Nikita, una guardia sovietica interpretata da Anya Major, viene respinto più volte alla frontiera, e può solo limitarsi a fantasticare dalla sua decappottabile parcheggiata a Berlino Ovest, un futuro occidentale insieme alla donna amata.

Best lyrics: “Oh Nikita You will never know anything about my home / I’ll never know how good it feels to hold you / Nikita I need you so / Oh Nikita is the other side of any given line in time / Counting ten tin soldiers in a row”

“99 Luftballoons” Nena

Non poteva mancare una hit dance-pop totalmente anni 80 in questa lista. 99 Luftballoons è il singolo più famoso dei Nena – tra le band di spicco della “Neue Deutsche Welle” (Nuova Onda Tedesca) – che è impossibile non aver ascoltato in almeno una delle sue infinite cover, traduzioni o apparizioni televisive generalmente in contesti allegri e festosi, che hanno praticamente diluito del tutto il significato originario del pezzo. Durante un concerto dei Rolling Stones tenutosi proprio a Berlino Ovest furono lanciati in cielo centinaia di palloncini. Questa coreografia ispirò il chitarrista dei Nena, Carlo Karges, presente durante il concerto, che immaginò come avrebbero interpretato dall’altra parte del Muro un messaggio del genere. Visto il clima di Guerra Fredda, probabilmente non bene e infatti la canzone parla di 99 palloncini lanciati in aria per gioco, che scatenano l’allarme di un attacco alieno e lo scoppio di una stupidissima e paranoica guerra.

Best lyrics: Ninety-nine decision street / Ninety-nine ministers meet / To worry, worry, super scurry /Call the troops out in a hurry / This is what we’ve waited for / This is it, boys, this is war / The president is on the line /va As ninety-nine red balloons go by

“Wind of Change” Scorpions

Probabilmente la canzone che più di tutte racconta e incarna gli stati d’animo di chi ha vissuto la caduta del Muro il 9 novembre 1989, anche se è uscita un paio d’anni dopo e Klaus Meine sostiene di averla scritta prima della riunificazione della Germania. Ad ogni modo, per rendere la portata di quegli stati d’animo, si tratta tutt’oggi del singolo di maggiore successo in Germania, che ha venduto circa 14 milioni di copie in tutto il mondo. Il vento del cambiamento si riferisce soprattutto agli stravolgimenti politici che sul finire degli anni Ottanta si intensificarono in URSS abbattendo di fatto la cortina di ferro prima ancora che il muro. Tant’è che il pezzo è stato scritto proprio durante il soggiorno a Mosca nei giorni di un concerto degli Scorpions previsto nella capitale Sovietica, un episodio a dir poco raro per una rock-band occidentale.

Best lyrics: The future’s in the air / I can feel it everywhere / Blowing with the wind of change

“Checkpoint Charlie” Steven Van Zandt

Il “Checkpoint Charlie” era uno dei più importanti punti di passaggio del Muro di Berlino, che collegava due quartieri nevralgici come Mitte (occupazione sovietica) con Kreuzberg (occupazione statunitense). Veniva utilizzato soprattutto da diplomatici, ma veniva spesso valicato anche per fughe clandestine, tant’è che nel 1962, durante uno di questi tentativi, fu ucciso Peter Fechter, appena diciottenne. Checkpoint Charlie è uscita nel 1984 come singolo di Voice of America il secondo disco solista di Little Steven, all’epoca ex collaboratore di Bruce Springsteen e chitarrista della E-Street Band. Il brano in questione è ambientato a Berlino e racconta l’assurdità del muro che fa ombra sulla libertà dei cittadini, in generale il disco ha molti contenuti politici, tra cui aspre critiche all’allora presidente Donald Reagan.

Best lyrics: Checkpoint Charlie / Brothers and sisters on the other side / Livin’ in the shadow of a wall so high / Make me wanna cry

“A Great Day for Freedom” Pink Floyd

Sebbene il primo brano a cui si associano i Pink Floyd in relazione al Muro di Berlino sia Another brick in the Wall, in realtà nel concept-album The Wall del 1979 la metafora è più ampia ed esistenziale, riferita al concetto di isolamento e alienazione. Il riferimento esplicito al crollo del Muro invece, arriva nel 1994 con A great day for freedom contenuta in The Division Bell – secondo disco senza Roger Waters –, e descrive le grandi speranze e i sentimenti di sollievo a seguito della caduta del Muro, sebbene con una punta di inquietudine per le incertezze sul futuro e il rischio di una disillusione dietro l’angolo.

Best lyrics: On the day the wall came down / They threw the locks onto the ground / And with glasses high we raised a cry / For freedom had arrived

“Surf city eastern block” Arcade Fire

Si tratta della canzone più recente con protagonista il Muro di Berlino, almeno per quanto riguarda questa lista. È una b-side di No cars to go, singolo estratto da Neon Bible del 2007. È un pezzo piuttosto lo-fi per la discografia degli Arcade Fire, è ambientato appunto a Berlino nel 1984 e racconta la vicenda di un ragazzo di fuga verso il blocco Occidentale, eccitato all’idea di poter fare surf in qualche città soleggiata, ma al tempo stesso consapevole che se venisse beccato sarebbero a dir poco guai. È curioso il verso “The eighties ain’t been kind to anyone” se si pensa a quanto gli anni Ottanta siano centrali nell’immaginario odierno e nei riferimenti musicali o televisivi più in voga.

Best lyrics: It’s a shame about the roadblock / If they catch us, we won’t ever talk / Let’s go right now surf city eastern block

“Zoo station” U2

Anche Bono si è trasferito per un periodo a Berlino in cerca di nuova ispirazione, che non tardò ad arrivare grazie alle numerose influenze sonore – industrial, elettronica – che a quei tempi alterarono irreversibilmente il sound degli U2 e che si trovano in Achtung Baby del 1991, probabilmente il capolavoro della band irlandese. Registrato in parte proprio a Berlino, risente anche dell’atmosfera post-caduta del Muro di cui non mancano riferimenti più o meno espliciti: in Zoo Station gli animali dello zoo sono liberi di scorrazzare per Berlino fuori dalle loro gabbie, una metafora ripresa da una leggenda metropolitana diffusasi durante la Seconda Guerra Mondiale, ma che è anche intrisa di una visione entusiastica del futuro (ogni verso inizia con “I’m ready”). Anche in One si fa riferimento, tra le altre cose, alla Germania unita.

Best lyrics: Time is a train / Makes the future the past / Leaves you standing in the station / Your face pressed up against the glass

“Looking for Freedom” David Hasselhoff

Questa invece è una delle vicende più divertenti nell’ambito delle canzoni legate alla caduta del Muro di Berlino. Looking for freedom è un pezzo uscito per la prima volta nel 1978 in America e in Germania, è stato scritto da un ex calciatore, Horst Nussbaum, che a un certo punto ha deciso di diventare produttore discografico sotto il nome di Jack White (no, non è quello a cui state pensando). Esce una versione in inglese e una in tedesco, sostanzialmente senza riscuotere grandi successi, finché nel 1989, il buon Jack White non pensa bene di far incidere di nuovo il pezzo, questa volta interpretato dalla star televisiva David Hasselhoff, protagonista di Supercar. Siamo a giugno, e il Muro deve ancora cadere, ma il successo è enorme e il pezzo finisce dritto al primo posto in Germania. L’apoteosi si raggiunge dopo la caduta del Muro, il pezzo sarà eletto uno dei tanti inni di quei giorni, con tanto di esibizione di Hasselhoff la notte di San Silvestro, direttamente sulle rovine del Muro, di fronte a una folla oceanica. Anche questo era il Novecento.

Best lyrics: I’ve been looking for freedom / I’ve been looking so long / I’ve been looking for freedom / Still the search goes on

“Dancing on the Berlin Wall” Rational Youth

A proposito di ballare sul Muro, un bel pezzo di elettronica New Wave direttamente dal 1984, estratto dall’album di esordio intitolato Cold war night life, giusto per rimanere in tema. Sintetizzatori isterici e atmosfere acide tipiche del periodo, decorano un gruppo di punk che ballano sul Muro e scorrazzano per la città, dal Checkpoint Charlie a Alexanderplatz dove è in corso una specie di rave illegale. Il disco è stato rimasterizzato in una expanded version nel 2009, in occasione dei vent’anni della caduta del muro.

Best lyrics: Checkpoint Charlie’s social climb / Mind the tripwires, watch the mines / On the Alexanderplatz there’s a party goin’ on / Harry Palmer glasses are required / We’re dancing on the Berlin Wall

Leggi anche