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I migliori tormentoni estivi degli anni ’80 in Italia

Il decennio "tormentone" per eccellenza, tra vestiti sgargianti e l'abbronzatura dal 1 gennaio al 31 dicembre, regala hit da contagio, che dai balli di gruppo targati Cecchetto portano ai gesuiti e agli euclidei di Battiato

Stilare una breve classifica delle migliori hit estive degli anni Ottanta è un’operazione che occupa i primi posti della classifica delle selezioni più ardue che possa compiere un essere umano. Un’impresa, perché praticamente il 90% dei singoli pop usciti negli anni Ottanta è un tormentone estivo, il concetto di anni Ottanta è di per sé sono un tormentone estivo, l’estetica, le sonorità, l’attitudine, hanno influenzato e continuano tutt’oggi a influenzare la predisposizione al divertimento e alle vacanze.

Abiti colorati, festa tutto l’anno, occhiali sgargianti, abbronzatura dal 1 gennaio al 31 dicembre, amori impossibili. La colonna sonora non poteva che essere altrettanto eccentrica e intensa, almeno per quanto riguarda questo aspetto del decennio. Ma il tormentone è un’altra cosa, è qualcosa di più, che mette a dura prova il concetto di heavy rotation. Il tormentone estivo cambia il dna di chi l’ascolta, le scorie rimangono in circolo per secoli prima di essere smaltite influenzando le generazioni successive che nascono già influenzate da misteriosi ritornelli, ed è stato provato che alle prime note del tormentone estivo si attiva la melatonina come riflesso incondizionato. Proviamo dunque a elencare le più significative canzoni estive del decennio estivo per eccellenza.

“Gioca Jouer” di Claudio Cecchetto

Ecco, appunto. In quale altro decennio un ballo di gruppo avrebbe potuto raggiungere il primo posto in classifica e vendere mezzo milione di copie? Solo nei ridenti anni Ottanta. Era precisamente il 1981, ma il decennio aveva già partorito il proprio manifesto, il proprio lascito eterno all’umanità, più nello specifico per quanto riguarda i bambini, che continueranno a ripetere per sempre le apposite mosse associate ai versi della canzone (?!?), impressi nella memoria come neanche la Cura Ludovico potrebbe fare.

Best lyrics: “Ok ragazzi, ora più veloce/ Perché I comandi cambiano ogni due battute e riuscirete a farlo”

“Vamos a la playa” di Righiera

Il duo formato da “Michael” e “Johnson” è a dir poco specializzato in tormentoni estivi: Innamoratissimo, L’estate sta finendo, No tengo dinero. Ma Vamos a la playa trascende lo spazio e il tempo, non è un tormentone estivo, è un tormentone e basta. Assemblato alla perfezione per arrivare a chiunque e ovunque, nell’estate 1983 neanche un bunker antiatomico avrebbe impedito di assimilare il ritornello, abbastanza esplicito negli intenti: andiamo in spiaggia. Oh oh oooh oh oh. Riecheggerà in eterno, sopravvivendo all’umanità stessa.

Best lyrics: Vamos a la playa/ Todos con sombrero/ El viento radiactivo/ Despeina los cabellos

“People from Ibiza” di Sandy Marton

Sì okay, bisogna andare alla spiaggia, ma quale? Beh, quella di Ibiza, è ovvio. Dietro al successo del croato Sandy Marton c’è ancora lui: Claudio Cecchetto, che produce questo singolone di italo-disco pura che raggiunge, guarda un po’, il primo posto in classifica. La canzone descrive personaggi mitologici che popolano quelle che più che essere una semplice isola è un vero e proprio paese delle meraviglie in cui l’estate dura tutto l’anno.
È un 1984 molto diverso da quello immaginato da Orwell, o forse no?

Best lyrics: Living like a hobo/ Like a Spanish lobo/ Ibiza is still on my mind

“Centro di gravità permanente” di Franco Battiato

Sembra assurdo, ma Franco Battiato non solo ha scritto un tormentone estivo, ma proprio un intero disco. Più che altro perché La voce del padrone è sì un capolavoro pop, ma anche un’enciclopedia di riferimenti esoterici e cosmologici, eppure è stato il primo LP a superare il milione di copie vendute in Italia, quasi sempre primo in classifica durante tutta l’estate 1982, grazie a singoli di successo come Bandiera bianca, Summer on a solitary beach e soprattutto Centro di gravità permanente che diventa letteralmente virale, anche se la hit più estiva di tutte è l’ultima traccia dell’album: Sentimento nuevo, un inno all’amore libero, che poi non è sinonimo di estate?

Best lyrics: Non sopporto i cori russi/ La musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese/ Neanche la nera africana

“Non sono una signora” di Loredana Berté

Sarebbe meglio non addentrarsi troppo tra le canzoni estive italiane di maggiore successo negli anni Ottanta, perché poi fare i conti con l’odierno itpop diventa piuttosto deprimente, ma purtroppo è necessario fare una rapida escursione. Non sono una signora di Loredana Berté, così come Fotoromanza di Gianna Nannini e Kobra di Donatelle Rettore diventano tormentoni estivi dopo la vittoria della rispettiva edizione del Festivalbar, che al tempo era più che un attestato di qualità, pezzi che oggi resistono alla prova del tempo non solo in qualità di canzone estiva, ma come canzone epocale in tutto e per tutto, a dimostrazione del fatto che gli ascolti estivi non sono solo o necessariamente frivoli.

Best lyrics: Io che sono una foglia d’argento/ Nata da un albero abbattuto qua/ E che vorrebbe inseguire il vento/ Ma che non ce la fa

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